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Miocarditi e giovani pazienti vaccinati: nel giorno delle vaccinazioni da 5 a 11 anni ecco i dati di uno studio interessante

 

Oggi è partita la vaccinazione dei bambini da 5 agli 11 anni, con tanto di manifesto dei pediatri coin i 24 punti a favore della vaccinazione. Bene, bravi, bis, tanto per seppellire coloro che hanno dei dubbi, quei malfidati.

Ciò premesso ecco i dati raccolti ad AhaJournals, la rivista dei cardiologi americani, su una  ricerca ex post sui casi di miocardite fra i minori di 21 anni, per valutare gli eventuali effetti della vaccinazione sui giovani.

Metodo: I dati sono stati raccolti sui giovani sotto i 21 anni che presentavano con un sospetta miocardite entro 30 giorni dalla vaccinazione COVID-19 e entro il 7/4/21, quindi nella fase iniziale della vaccinazione. La miocaerdite è stata diagnosticata tramite l’uso della risonanza magnetica cardiaca (cMRI). I casi di miocardite sono stati classificati come confermati o probabili in base alle definizioni dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie.

Risultati: sono stati rilevati i dati  su 139 adolescenti e giovani adulti con 140 episodi di sospetta miocardite (49 confermati, 91 probabili) in 26 centri medici. La maggior parte dei pazienti era di sesso maschile (126, 90,6%) e di razza bianca (66,2%); 29 (20,9%) erano ispanici; e l’età media era di 15,8 anni. La sospetta miocardite si è verificata in 136 pazienti (97,8%) dopo il vaccino mRNA, con 131 (94,2%) dopo il vaccino Pfizer-BioNTech; 128 (91,4%) si sono verificati dopo la 2a dose. I sintomi sono iniziati con una mediana di 2 giorni  2 giorni  dopo la vaccinazione. Il sintomo più comune era il dolore toracico (99,3%). I pazienti sono stati trattati con farmaci antinfiammatori non steroidei (81,3%), immunoglobuline per via endovenosa (21,6%), glucocorticoidi (21,6%), colchicina (7,9%) o nessuna terapia antinfiammatoria (8,6%). Ventisei pazienti (18,7%) sono andati in terapia intensiva, due sono stati trattati con supporto inotropo/vasoattivo e nessuno è deceduto. La degenza ospedaliera mediana è stata di 2 giorni (range 0-10, IQR 2-3).

Ovviamente il numero dovrebbe essere confrontato con quello di coloro che avevano ricevuto il vaccino al 7 aprile, sicuramente non un numero enorme, data la priorità data ai cittadini. Comunque è bellissimo che non sia mai indicato nessun rischio, soprattutto su una decisione che dovrebbe essere razionale, e non prendendo persone e mandandole a piangere in TV. Però chi siamo noi per dirlo? Alla fine qui ci piacciono solo i numeri, e siamo un po’ maniaci in materia.

 


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