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Dopo Minniti ed Esposito l’ammiraglio Picchio conferma: con i migranti è in atto un attacco concertato agli interessi nazionali dell’Italia!

Dopo il ministro Minniti, in quota alla sinistra ma di estrazione servizi e davvero molto stimato oltreoceano, dopo il vicepresidente del COPASIR, Esposito in quota a NCD ma ex Forza Italia ecco aggiungersi un altro importante attore a confermare che esiste effettivamente un attacco agli interessi italiani: un militare di rango, l’ammiraglio Alessandro Picchio, ex consigliere militare dei governi Berlusconi e Monti, vedasi link. e link Tre coincindenze fanno una prova diceva Agatha Christie (…). A maggior ragione se chi denuncia il caso è un insieme di soggetti con poca o nulla assonanza culturale e politica, tre fonti veramente agli antipodi che lanciano lo stesso grave messaggio.

 

Secondo l’ammiraglio Alessandro Picchio, già consigliere militare dei governi di Silvio Berlusconi e Mario Monti, la questione è torbida. “C’è un disegno contro l’Italia”, spiega al Messaggero puntando il dito contro quelle Ong che fanno gli interessi non dei migranti, ma di chi le finanzia. “Il problema va risolto in Africa dall’Onu e dall’Unione europea”. 

Oggi come allora, cambiano i soggetti ma la regia sembra sempre la stessa, così come il fine: mettere in diffico o nel porto verso cui sono diretto. Le Ong non possono sempre sbarcare negli stessi porti che neppure sono i più vicini. Altrimenti c’è un disegno. Non è un caso che le Ong sbarchino sempre da noi. Le nostre difficoltà fanno comodo a certi cari cugini”. Serve l’intervento di Francia e Germania, dunque, decisive nell’Ue e nell’Onu: “Se lo vuole un gruppo di Stati importanti, le decisioni vengono prese e le missioni finanziate”, assicura Picchio, che poi ipotizza anche interventi militari: “La stabilizzazione della Libia dovrebbe farla l’Italia, che sa parlare e trattare con tutte le tribù. Un intervento militare si può invece fare nei Paesi dell’Africa subsahariana dai quali i profughi provengono”.ltà il nostro Paese. “Se salvo gente in mare in teoria devo portarla nel porto più vicino, cioè in Tunisia o a Malta

 

Oggi con i migranti effettivamente c’è un tentativo di destabilizzazione della Penisola, sembra quasi che si voglia creare il problema (migranti) per da una parte dare la colpa dell’immane disagio nazionale ai poveracci che inopinatamente ed incontrollatamente arrivano dal mare a centinaia di migliaia (“è colpa dei migranti…“), disagio che è invece figlio dell’EU e soprattutto dell’euro: è infatti la moneta unica l’elemento che sta annientando il benessere nazionale a vantaggio tedesco, permettendo a Berlino di NON rivalutare l’ipotetico marco. Dall’altra si gettano le basi per la creazione di una casta sociale di diseredati stranieri che eventualmente con l’approvazione dello ius soli verrà autorizzata a votare e naturalmente voterà sinistra [per inciso, è precisamente quello che avrebbe voluto fare Obama negli USA se non fosse fallito il tentivo dopo l’uccisione la morte prematura di Justice Antonin Scalia di avere la maggioranza Dem alla Corte Suprema, ndr]. Faccio presente che le ONG che raccattano i disperati in mare e li scaricano SOLO in Italia sono (i) praticamente tutte straniere (ii) sono pagate dal bilancio dell’EU oltre un miliardo di euro annui in sovvenzioni (!!!)

Nel mentre si fiena con i centri di accoglienza pagati dalle tasse dei cittadini (centri quasi in toto gestiti dalla sinistra), mentre a pagare il conto sono sempre gli italiani, mai così in crisi, mai così stratassati, sempre più senza lavoro. E se il prossimo anno come da piano eurotedesco arriverà la Troika si svenderà anche il Paese lasciando vere macerie, con una disoccupazione ed un diisagio da fare invidia alla Grecia. Oggi finalmente qualcuno (A.M. RInaldi) ha chiesto chiaramente se esiste un patto tra Renzi e Merkel per fare arrivare i migranti solo in Italia, dietro a chissà quale scambio di favori, vedasi link.

Mi auguro davvero che il bubbone esploda, basta una scintilla per creare tumulti nelle piazze. Tradotto, basta che qualcuno “usi” il malcontento popolare accumulato nel Belpaese… Per adesso nessuno lo ha fatto ma potrebbe non durare.

In questo contesto mi viene in mente un farneticamente articolo de La Stampa di Torino di qualche giorno fa in cui si incensava il fantastico ritorno al successo dell’economia portoghese: per forza, prima è stata mandata sul lastrico, poi è stata comprata per un tozzo di pane (soprattutto gli immobili) mentre le imprese nazionali sono state vendute all’estero. Dunque, oggi risorge. Certo, a vantaggio degli stranieri che han comprato. Se andate a Lisbona scoprirete che la maggioranza degli stabili di pregio e degli edifici altisonanti sono stati comprati dai tedeschi!!! Un cantiere aperto il Portogallo. Fatevi un giro e mi direte….

Si noti: a seguito di tale scempio – dal titolo: prima li affami e poi li compri per un tozzo di pane – è stato anche permesso ai lusitani di approvare leggi non permettono di pagare NULLA di tasse alle imprese che là si stabiliscono per ben 10 anni, legge autorizzata dall’EU! 

Il bello è che nell’articolo de La Stampa, che vi ripropongo, lo stesso Premier Da Silva ringrazia le imprese, si quelle che ex novo si sono stabilite in Portogallo con l’esenzione delle tasse per 10 anni!!! Se succedesse in Italia quante ne arriverebbero di aziende? Peccato che un siffatto provvedimento a Roma non verrebbe mai permesso dall’EU franco-tedesca, interessata a mettere le mani sugli assets del vostro Paese, ossia prima si deve far fallire il Paese! Pensate che grazie a tale legge lusitana l’Italia perde addirittura i suoi pensionati verso Lisbona, dove non pagano le ritenute sulle pensioni! Articolo degno della FNN CNN quello de La Stampa.

Vi ricordo invece che in Italia invece quando si è cercata di approvare la legge sui paperoni per fare arrivare gente stra-ricca nel Belpaese (il primo ad usare tale legge voluta da Renzi sarà il suo sodale in mille avventure Carlo Debenedetti, scrivetevelo!, ndr) Berlino ha immediatamente annunciato che era contraria. Per non parlare delle tasse sugli immobili, che in Portogallo scendono ed in Italia si parla invece di raddoppiarle con la revisione del catasto, dietro precisa richiesta europea (che così facendo blocca l’economia del mattone in Italia ossia uno dei driver principali della crescita, tutto calcolato, ndr).

Appunto, non c’è dubbio, vogliono prendersi l’Italia. Solo una svolta maschia può impredirlo. Forse – a questo punto – solo autoritaria.

MD

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