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Ministro per le Disabilità e la Famiglia serve. Costruire un ministero apposta non è un insulto – di Andrea Depalo

 

 

Dopo aver letto e condiviso le preoccupazioni delle associazioni con disabilità siciliane, preoccupate per la “sparizione” del neo-nato Ministero, leggo, altrettanto esterrefatto, le dichiarazioni dell’ex parlamentare Ileana Argentin:

Pur di avere consenso si utilizza di tutto e se si vuole parlare di disabilità lo si deve fare sapendo di voler investire risorse. Da disabile non devo essere trattata come cittadina di serie B, se non ci sono i servizi io non mi sposto, il ragazzo di cui stiamo parlando non fa il suo esame all’università e via dicendo. Il fatto che sia stato fatto un ministero per la disabilità mette in evidenza come noi disabili veniamo percepiti, come cittadini a parte e non come parte della cittadinanza. È vergognoso che anche i disabili non abbiano reagito. Io credo che un ente di indirizzo e controllo sia necessario ma per il resto tutti i ministeri devono occuparsi dei disabili, bisogna rispondere alle esigenze dei cittadini, tutti. Costruire un ministero apposta è un insulto. L’ho detto quando c’era Salvini e lo ribadisco ora che il mio partito, il PD, è tornato al governo”.

Questa dichiarazione à abbastanza significativa del pensiero del partito dell’On. Argentin, che per altro è riuscita a contraddirsi nel giro di 4 righe:

Io credo che un ente di indirizzo e controllo sia necessario ma per il resto tutti i ministeri devono occuparsi dei disabili, bisogna rispondere alle esigenze dei cittadini, tutti. Costruire un ministero apposta è un insulto. L’ho detto quando c’era Salvini e lo ribadisco ora che il mio partito, il PD, è tornato al governo”.

Ricapitolando: Deve esistere un ente di indirizzo e di controllo, tutti i Ministeri devono essere competenti in materia di disabilità, su tutte le patologie esistenti, ma creare un Ministero apposta è un insulto? E questo Ente di indirizzo e di controllo, cosa dovrebbe essere, On Argentin? Sarei curioso di saperlo.

Anch’io ho una grave disabilità, ed essendo un disabile grave che lavora, oltretutto penalizzato dal fatto che alle misure regionali di assistenza sono state attribuite delle ridicole soglie ISEE (misura tanto cara al suo PD) – quindi è tutto sulle “spalle” del mio stipendio, ho poco tempo per filosofeggiare sul fatto che si tratti di un “Ministero”, di un “Ente di indirizzo e controllo”, piuttosto che di altro (purtroppo non godo dei benefici riservati ai parlamentari).

Ciò che conta è che gli altri Ministeri abbiano un punto di riferimento competente, da interpellare prima di mettere in atto qualsiasi iniziativa. Altrimenti rischiamo di avere Leggi “incompiute” o errate, perché ogni singolo Ministero non potrà mai essere pienamente competente su tutte le singole disabilità.

Lo dimostra il fatto che nel testo del DM-236/89 sono ancora presenti misure significative (e siamo nel 2019), come quella relativa all’altezza della soglia di 2,5 cm quando parliamo delle rampe utilizzate, da chi ha una sedia a rotelle, per accedere ai marciapiedi.

A nessuno, nei Ministeri, in 30 anni, è venuto in mente, per esempio, che l’altezza di soglia di 2,5 cm è difficilmente superabile utilizzando una sedia a rotelle manuale?

Una ruotina di carrozzina (diametro di 20 cm per quasi tutte le carrozzine del mondo) non può superare che dislivelli ben raccordati, e con i 2,5 cm ci sono forti difficoltà per molti, per altri la carrozzina si “pianta”, e si rende necessario sollevare, o far sollevare, le ruotine anteriori esattamente come di fronte ad un ostacolo di vari centimetri.

Perché questo excursus sulle soglie? (e questo è solo un banalissimo esempio)

Per dirvi che Salvini, almeno, ha provato a creare un punto di riferimento, competente in materia.

Ad oggi il nuovo Governo si è distinto per un cambio di denominazione, a cui spero non sia seguita la revoca della delega sulla disabilità, motivato da ragioni filosofiche.

Spero che, dopo questo mio articolo, qualcuno del PD (visto che, con grande gioia dell’On. Argentin – non di certo mia, è tornato al governo) si attivi per sistemare quel punto del DM-236/89, si attivi perché al competente Ministero risolvano la questione della soglia di 2,5cm nelle rampe di accesso ai marciapiedi, che vengono quotidianamente utilizzate dalle sedie a rotelle. Almeno dimostreranno di “occuparsi dei disabili, bisogna rispondere alle esigenze dei cittadini, tutti.” Perché con la filosofia, io, sul marciapiede non salgo.


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