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Minaccia nel Golfo: le raffinerie USA nel mirino della tempesta

l National Hurricane Center lancia l’allarme nel Golfo del Messico: l’80% di possibilità di tempesta tropicale minaccia le raffinerie e i canali di approvvigionamento USA, mettendo a rischio i prezzi globali del carburante.

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Una nuova pericolosa perturbazione tropicale minaccia direttamente il cuore energetico degli Stati Uniti. L’allarme è scattato nel Golfo del Messico, dove centinaia di piattaforme petrolifere e le grandi raffinerie costiere si trovano sull’esatta traiettoria di una tempesta in rapido sviluppo. Se il sistema colpirà gli impianti energetici, si rischia un blocco immediato della produzione con pesanti ricadute globali sui prezzi della benzina.

Il National Hurricane Center (NHC) ha innalzato all’80% la probabilità che l’area di bassa pressione, denominata Invest 91L (o Tropical Depressio Two), si trasformi in una depressione tropicale organizzata nelle prossime ore. Il sistema si trova al largo della costa occidentale della Florida e si muove verso nord-ovest. Le autorità hanno chiesto massima allerta per le coste di Alabama, Mississippi e Louisiana.

Percorso possibile degli uragani 

I modelli meteo indicano che la perturbazione si dirigerà dritta verso l’area di New Orleans. Oltre ai venti intensi, sono attese piogge torrenziali capaci di mettere in ginocchio la rete stradale e causare gravi allagamenti. Un aereo da ricognizione della riserva dell’Air Force statunitense è già decollato per raccogliere dati precisi sulla pressione atmosferica.

Dal punto di vista dei mercati, la posizione di questa tempesta è la peggiore possibile. Il Golfo del Messico ospita una fetta strategica dell’intera infrastruttura energetica americana. Anche un semplice ciclone moderato costringe le società petrolifere a evacuare il personale dalle piattaforme offshore (in mare aperto) per motivi di sicurezza, interrompendo l’estrazione.

Gli elementi chiave a rischio nei prossimi giorni sono i seguenti:

  • Piattaforme offshore: impianti galleggianti che estraggono greggio e gas naturale.
  • Raffinerie costiere: stabilimenti che trasformano il petrolio in prodotti finiti come benzina e gasolio.
  • Terminali portuali: snodi logistici per il trasporto navale dei carburanti.

Mappa delle raffinerie e impianti GNL nel Golfo

La chiusura preventiva di questi stabilimenti riduce la quantità di carburante disponibile sul mercato a livello globale. Questo meccanismo economico genera una spinta immediata sui prezzi alla pompa per i consumatori finali negli USA, ma non solo. I mercati finanziari delle materie prime stanno già reagendo con forti oscillazioni nei contratti a termine.

La stagione degli uragani nell’Oceano Atlantico sta entrando nella sua fase più distruttiva. Di solito, la presenza del fenomeno climatico noto come El Niño aiuta a frenare queste tempeste creando forti venti in quota che ne distruggono la struttura. Quest’anno, la transizione meteorologica sta indebolendo questa barriera naturale, lasciando la costa esposta.

La stabilità mondiale viene a dipendere anche da questi fenomeni atmosferici, vista la crisi presente in Medio Oriente e il conflitto con la Russia che mettono in crisi due grandi produttori ed esportatori di prodotti petroliferi.

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