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Mercati emergenti: crisi del debito in arrivo? La mobilità dei capitali può fare più male che bene

Se la prossima crisi europea fosse del debito dei paesi emergenti, tale da far saltare qualche sistema bancario? Nel mondo ispanico si sta diffondendo il timore di un default del debito sorano dei paesi emergenti che potrebbe travolgere gli istituti di credito  iberici: se prendiamo come esempio l’Argentina o la Turchia possiamo notare una pericolosa esposizione degli istituti spagnoli.

Il Covid-19 non fa che peggiorare una situazione già non rosea per i paesi emergenti, soprattutto quelli dell’America latina: il Covid-19 viene a porre la pietra tombale su una crescita latina che segna un vero e proprio “Decennio perduto” nella crescita. quando scoppiò la crisi del 2008 i paesi emergenti, soprattutto latino americani , videro un vero e proprio boom degli investimenti in debito pubblico e privato, ma questo innamoramento si è rivelato di breve durata ed è sfociato in crisi, aggiustamenti ed interventi del FMI. Ora si chiude.

Il problema lo evidenza molto chiaramente il sempre ottimo Robin Brooks è che  l’eccessivo apporto di capitali esteri nei mercati emergenti non ha garantito la crescita.

La crisi COVID è evidente in tutti i paesi Sud Americani, ma fra i giganti solo il Messico è riuscito a proseguire in una crescit, anche se rallentata. Brasile ed Argentina hanno auto un decennio di stasi che si chiude con un calo sensibile che rischia di riportare i paesi a condizioni sociali 8non di crescita…) degli anni novanta. Facciamo notare che si tratta di debiti in valuta, quindi dollari, in massima parte, o euro, per una piccola percentuale, quindi non possono essere risolti e superati con una politica monetaria espansiva. L’unica via di fuga è il default. L’apporto eccessivo di capitali non solo non ha garantito la crescita, ma ha posto le basi per il fallimento.

Una situazione meno drammatica si viene a mostrare per i paesi dell’Europa orientale.

Vediamo come la Turchia abbia avuto, nonostante tutti i problemi finanziari, la crescita reale del PIL più significativa. ma anche le economie dell’Est dell’Unione, Ungheria e Polonia, hanno avuto un’ottima crescita anche per il flusso di risorse dell’Unione. La Russia si rivela ancora molto  legata al mercato delle materie prime mentre l’Ucraina ha pagato le incertezze politiche interne ed internazionali.


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