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McKinsey e l’armata dei 25.000 Agenti AI contati come dipendenti. E le assunzioni umane?
McKinsey schiera 25.000 agenti AI e ridisegna il lavoro: 1,5 milioni di ore risparmiate e assunzioni a rischio. Ecco come l’efficienza artificiale sta congelando il mercato del lavoro USA ma salvando i bilanci.

Il gigante globale della consulenza, McKinsey & Company, ha svelato le carte sul futuro del lavoro, e i numeri fanno riflettere. Attualmente, la forza lavoro dell’azienda supera le 60.000 unità, ma c’è un trucco: circa 25.000 di questi “dipendenti” non hanno bisogno di ferie, non chiedono aumenti e non dormono. Sono agenti di Intelligenza Artificiale (AI) che lavorano fianco a fianco con una componente umana di poco superiore alle 40.000 persone. Gli agenti Ai vengono conteggiati come i dipedenti umani.
Bob Sternfels, CEO di McKinsey, parlando recentemente al CES di Las Vegas, ha chiarito che questo è solo l’inizio. L’obiettivo è dotare ogni singolo dipendente umano di almeno un agente AI per assisterlo. In meno di due anni, l’azienda è passata dall’utilizzo di poche migliaia di agenti a quasi 25.000, e il trend è esponenziale.
Non semplici Chatbot, ma lavoratori autonomi
È fondamentale comprendere che non stiamo parlando di semplici chatbot. Questi “agenti” sono sistemi autonomi capaci di:
Scomporre problemi complessi;
Progettare flussi di lavoro;
Eseguire compiti operativi con un input umano minimo.
In McKinsey, questi sistemi hanno già preso in carico ricerche, analisi dei dati, preparazione di documenti e deliverable per i clienti. In sostanza, stanno erodendo quelle mansioni che, storicamente, erano il terreno di formazione dei consulenti junior. A questo punto, ovviamente, questi diventano inutili, ma così facendo scompaiono le assunzioni.
Il modello “25 al quadrato” e i guadagni di efficienza
La trasformazione è guidata da quello che Sternfels chiama il modello “25 al quadrato” (25-squared). La logica è implacabile:
Aumentare i ruoli a contatto con il cliente del 25%.
Tagliare le mansioni di back-office (non a contatto col cliente) di circa la stessa percentuale.
I risultati sono impressionanti in termini di produttività pura. Nell’ultimo anno, gli agenti AI hanno permesso di risparmiare 1,5 milioni di ore di lavoro umano, occupandosi di sintesi e ricerche di routine. Un dato su tutti: in soli sei mesi, l’AI ha prodotto 2,5 milioni di grafici, liberando i consulenti per attività a maggior valore aggiunto come la strategia e il decision making.
Il gelo sul mercato del lavoro USA
Sebbene Sternfels rassicuri sul fatto che l’uomo mantiene un vantaggio decisivo in creatività, giudizio e definizione delle aspirazioni, l’impatto macroeconomico è innegabile. McKinsey non è sola: giganti come Amazon e gran parte del settore tech stanno spingendo sull’acceleratore dell’efficienza.
Questo fenomeno spiega, almeno in parte, la debolezza strutturale delle nuove assunzioni nel settore privato USA. Non serve licenziare in massa; basta un aumento dell’efficienza marginale, anche basso, per “congelare” la necessità di nuovi ingressi. Se tre persone con l’AI fanno il lavoro di quattro, l’azienda non assume il quarto. Il numero di nuovi posti di lavoro negli USA sta aumentando in modo asfittico, nonostante la crescita economica attiva, e probabilmente questo è proprio dovuto all’introduzione della AI.
Tuttavia, come abbiamo avuto modo di analizzare ieri, c’è l’altra faccia della medaglia. Proprio questa brutale efficienza garantita dall’AI è ciò che sta sostenendo la crescita del valore azionario delle aziende (e quindi gli indici di borsa) e, indirettamente, la sostenibilità del debito pubblico. Maggiori utili significano maggior gettito e mercati finanziari stabili, permettendo al sistema di reggere il peso del debito anche in fasi di rallentamento dell’economia reale. Resta da capire se i consumi reggeranno in un mercato del lavoro così “ottimizzato”.
Domande e risposte
Gli agenti AI sostituiranno i consulenti umani in McKinsey? Non completamente, ma cambieranno radicalmente il mix lavorativo. Il piano prevede di ridurre il personale di back-office per aumentare quello a contatto con i clienti. L’obiettivo non è la sostituzione totale, ma l’aumento della produttività per singolo dipendente. Tuttavia, le mansioni tipiche dei livelli junior, come la creazione di slide e l’analisi dati di base, sono quelle più a rischio o comunque destinate a essere svolte dalle macchine.
Qual è la differenza tra un agente AI e un normale chatbot come ChatGPT? La differenza sta nell’autonomia e nella capacità di esecuzione. Un chatbot risponde a domande basandosi su dati preesistenti. Un agente AI, come quelli usati da McKinsey, è progettato per “agire”: può pianificare flussi di lavoro, scomporre un problema complesso in passaggi logici, cercare dati specifici, analizzarli e produrre un output finito (come un grafico o un report) con minima supervisione umana.
Che impatto ha questa tecnologia sull’economia americana generale? L’impatto è duplice. Da un lato, l’aumento di efficienza frena la creazione di nuovi posti di lavoro nel settore privato, poiché le aziende possono fare di più con lo stesso personale. Dall’altro, questa maggiore produttività sostiene i margini di profitto aziendali e le valutazioni di borsa. Questo aiuta a mantenere stabile il sistema finanziario e rende più sostenibile il debito pubblico grazie a un’economia nominalmente più forte, anche se con meno assunzioni.








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