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M5S in grosse difficoltà attacca sul Recovery. Rinaldi risponde

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Oggi non è stato una buona giornata per il Movimento Cinque Stelle. Prima la notizia de il Riformista secondo la quale la Casaleggio e C avrebbe preso 2 milioni di euro dalla Philip Morris, a fronte di fatture e prestazioni non direttamente legate ai pagamenti, atto che avveniva quando le tasse sul fumo elettronico venivano a calare del 25%, con un forte risparmio per la Società. Dall’altro lato il ministro francese Bruno Le Maire che vuole che l’Italia firmi la riforma del MES, permettendo che i nostri soldi siano usati per salvare le banche franco tedesche. Questo ha creato molte tensioni nella piccola ed orfana pattuglie europea del M5s.

L’eurodeputata Beghin, non sapendo bene cosa fare, ha attaccato il gruppo della Lega al Parlamento di Bruxelles per “Essere alleato con chi ora blocca il recovery fund ed i 209 miliardi per l’Italia”. Peccato che la Polonia e l’Ungheria siano guidate da partiti che NON sono nel gruppo della Lega, non sono alleati, anzi abbiano votato per la Von Der Leyen esattamente come come i Cinquestelle

Interviene secco Rinaldi:

“Per distogliere l’attenzione dalle loro divisioni interne e dalle scelte sbagliate del Governo da loro sostenuto, i rappresentanti del M5s attaccano la Lega, ma forse dovrebbero iniziare a fare un po’ di autocritica. Se dei fondi del Recovery Fund ancora non è arrivato un centesimo agli italiani, a  dispetto dei loro annunci trionfalistici, la colpa non è della Lega e di Salvini, ma dell’incapacità della maggioranza che sostiene il Governo Conte e della Commissione Von der Leyen, che ricordo essere stata votata dalla delegazione M5s insieme al partito di Orban nel luglio 2019, non certo dalla Lega di Matteo Salvini”.

Così in una nota Antonio Maria Rinaldi, europarlamentare della Lega, componente della Commissione Econ, relatore ombra dello strumento per la Ripresa e la Resilienza. “Inoltre, spiace che il M5s, guidato in Europa dalla Beghin, ignori le procedure legislative: dovrebbe sapere che il Parlamento Europeo non vota il Recovery Fund – aggiunge il leghista – ma gli strumenti che ne fanno parte, e tra questi il più importante è lo strumento per la Ripresa e la Resilienza (RRF), al momento in discussione tra Consiglio, Commissione e Parlamento, che ha come obiettivo quello di aiutare gli Stati Membri a effettuare investimenti e riforme con prestiti e sovvenzioni”.

“Da rappresentanti di una maggioranza che da questa primavera promette una pioggia di miliardi, basandosi solo su titoli di giornale invece che studiare i dossier e gli atti delle istituzioni Ue, non ci possiamo aspettare di più: si assumano le loro responsabilità e la smettano di prendere in giro gli italiani”.

Una risposta asciutta ad un partito allo bando.


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