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L’UTOPISMO SOVRUMANO DEL M5S

L’emorragia dal M5S è lenta ma costante. Fra espulsioni ed abbandoni, il numero s’ingrossa. E non c’è molto di cui stupirsi. Fra le cause del fenomeno ci sono l’irrilevanza politica, l’eccessivo amore per la protesta rumorosa e sguaiata, e soprattutto un fenomeno più profondo, che si potrebbe definire “utopismo sovrumano”. Sovrumano nel senso che va contro la natura umana com’è.

Il fenomeno è ricorrente. Dalla “Repubblica” di Platone alla “Città del Sole” di Tommaso Campanella,  dal mondo dei cavalli razionali di Jonathan Swift fino al progetto criminale di Pol Pot, è tutto un fiorire di programmi che prospettano un’impossibile perfezione sociale. C’è chi questo mondo l’ha soltanto sognato, come Karl Marx, e chi ha tentato di realizzarlo, come Lenin; ma soprattutto c’è chi ha operato in negativo, cercando di sopprimere certe idee e certi comportamenti (come il Savonarola) oppure addirittura le persone degli oppositori. Così hanno fatto Fouquier-Thinville, Saint-Just e più tardi – su scala industriale – Stalin.

L’attrazione del progetto idealistico positivo è tanto forte che il “reverendo” Jim Jones fu capace di farsi seguire da una folla di seguaci nella giungla della Guyana e poi di convincere 909 persone a suicidarsi insieme con lui. Viceversa il Savonarola, che sbraitava in negativo contro tutto e contro tutti, finì sul rogo. Dire soltanto di “no” non è un programma.

L’idealismo sovrumano non tiene conto della natura umana. Un esempio è il sempiterno progetto di riformare la scuola. Fra i banchi gli studenti si annoiano, non imparano abbastanza, e il principale rimedio, costantemente suggerito, è quello di rendere la lezione “interessante”. Si dimentica dunque che la cosa è impossibile, se ci riferiamo a tutti gli alunni e a tutte le materie: anche la ragioneria, anche la chimica, anche la matematica? Ogni tanto un docente artista riesce ad appassionare parecchi alunni (mai tutti) a ciò che insegna, ma è impossibile reclutare un’intera folla di docenti artisti. La scuola è sempre stata e sempre sarà una bella seccatura. Per natura, gli adolescenti amerebbero occuparsi di sport e di sesso: e infatti nelle società primitive, giunti alla pubertà, una cerimonia d’iniziazione li dichiara adulti, permette che si sposino e invia i maschi a caccia con gli uomini.  Ma oggi, dopo mille discorsi, avremo sempre venticinque adolescenti che subiscono soffrendo quattro o cinque ore di noia e un professionista pagato per insegnare loro qualcosa. La civiltà è a questo prezzo.

In certi campi l’innovazione è impossibile. È inutile sognare che gli uomini smettano di essere egoisti o che non ci siano più delinquenti, nella società. Che tutti i coniugi siano fedeli e che nessuno mai sia disprezzato. È ridicolo, in particolare, sognare un mondo in cui tutti siano uguali. Non soltanto ciò è contrario alla nostra natura (i capi emergono nelle condizioni più impensate, per esempio fra i carcerati) ma è contrario persino alla natura animale. Fra i canidi c’è l’animale alfa e fra le galline c’è “l’ordine di beccata”: una precisa stratificazione sociale più ferrea delle caste indiane. E noi potremmo essere tutti uguali?

Ecco perché, sin dal principio, c’è stata qualche ragione d’essere pessimisti per la sorte del M5S. Innanzi tutto perché il suo messaggio è negativo. E infatti da molti mesi il Movimento è riuscito soltanto a fare baccano. Le poche cose che ha proposto, in positivo, erano alcune contrarie all’economia, altre alla natura umana. “Uno vale uno”? Ecco un principio che non convincerebbe nemmeno le scimmie. E infatti, quando si è passati alla concretezza, spesso Beppe Grillo e Roberto Casaleggio si sono comportati come piccoli dittatori.

Ma in questo bisogna difenderli. È normale che un partito politico abbia dei dirigenti. L’errore semmai è stato proclamare, prima, che “uno vale uno”. E se si torna alla normalità, è altrettanto normale capire che chi ha uno stipendio voglia tenerselo. Infine “non sporcarsi le mani”, nemmeno partecipando a un talk show, è stupido, se si intende fare politica. Infatti molti parlamentari “grillini” se ne sono accorti, e tuttavia il partito s’è dimostrato talmente verticistico da infliggere l’espulsione per questo crimine.

Grillo si vota alla sconfitta perché non sa formulare uno scopo positivo e nel frattempo va spesso contro la natura umana. Se il guru si fosse interessato alla storia avrebbe notato che la Chiesa, forte di un messaggio divino e, un tempo, di un intero Stato, non è riuscita a far diminuire il sesso fuori dal matrimonio. Contro la natura umana com’è perde anche Sua Santità. Figurarsi Grillo.

Gianni Pardo, pardonuovo@myblog.it

24 dicembre 2014

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