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L’Ungheria blocca le sanzioni UE sulla questione del Patriarca Kirill. Orban vince su tutta la linea suon di veti

 

L’Ungheria ha bloccato l’ultimo pacchetto di sanzioni dell’UE contro la Russia per l’obiezione alla sanzione del Patriarca Kirill, leader della Chiesa ortodossa russa. Una cosa strana , ches embra fatta apposta per mostrare l’inutilità della Commissione.

All’inizio di questa settimana, l’UE ha raggiunto un accordo di principio su un nuovo pacchetto di sanzioni che include un divieto di esportazione del petrolio russo con esenzioni per le forniture di oleodotti all’Ungheria e ad altri Paesi senza sbocco sul mare.

I funzionari dell’UE si sono incontrati mercoledì sera per finalizzare l’accordo e trasformarlo in legge, ma l’Ungheria ha insistito sul fatto che le sanzioni contro il Patriarca Kirill devono essere eliminate. “L’accordo è bloccato perché l’Ungheria si oppone alle sanzioni contro il Patriarca Kirill”, ha dichiarato un diplomatico dell’UE, secondo quanto riportato da Al Jazeera.

Si prevedevano ulteriori colloqui nella notte di mercoledì, ma dalle prime ore della mattinata di giovedì a Bruxelles non si è avuta notizia di un accordo dell’UE sulla versione definitiva del pacchetto di sanzioni.

Secondo la Reuters, il Primo Ministro Viktor Orban ha da tempo reso nota la sua posizione contro le sanzioni al leader della Chiesa russa:

L’opposizione dell’Ungheria a potenziali sanzioni dell’UE contro il capo della Chiesa ortodossa russa, il Patriarca Kirill, “è nota da molto tempo”, ha dichiarato giovedì il capo stampa del Primo Ministro Viktor Orban all’agenzia di stampa statale MTI.

Non permetteremo l’inclusione di leader ecclesiastici nella lista delle sanzioni“, ha ribadito Orban questa settimana in un’intervista radiofonica, sottolineando che la libertà religiosa deve essere protetta come “questione sacra“.

Alla fine Orban ha ottenuto quello che voleva per dare il via alla lontane nel tempo, e parziali, quindi inutili, sanzioni sul petrolio UE, e Kirill è stato escluso dalle sanzioni personali.

Come fa Orban a ottenere tutto quello  che vuole o quasi? Semplice: ha il coraggio di dire no e non ha Giuda comprabili dalla commissione dentro il governo o il parlamento. Comunque il divieto di esportazione del petrolio russo previsto dall’UE proibirà le forniture dalle navi russe dal 2023. Pur prevedendo delle esenzioni per le forniture tramite oleodotti, i funzionari dell’UE hanno dichiarato che il divieto taglierà circa il 90% delle importazioni di petrolio dell’UE dalla Russia.

Le sanzioni hanno lo scopo di danneggiare la Russia, ma mentre l’UE preparava il divieto, Mosca si è data da fare per trovare altri mercati e ora spedisce più del doppio del petrolio che trasportava prima dell’invasione dell’Ucraina. Le spedizioni sono state destinate a Cina e India e ora l’Asia ha superato l’Europa come primo acquirente di petrolio russo. Si tratta, quindi, di sanzioni del menga.


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