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L’Ucraina punta ai missili Meteor: la tecnologia Ramjet che può cambiare la guerra aerea, a quale sarà il vettore?

Missili Meteor all’Ucraina: l’arma segreta europea per i cieli (e il problema dei caccia). Stanno veramente per arriva al fronte ?

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La guerra nei cieli d’Ucraina potrebbe essere alla vigilia di una svolta tecnologica significativa, o almeno così suggeriscono le recenti indiscrezioni trapelate dal Singapore Airshow e dai corridoi della difesa svedese. Si parla del Meteor, il gioiello della missilistica europea prodotto da MBDA, un’arma che Kiev brama da tempo per riequilibrare lo svantaggio tattico contro l’aviazione russa. Tuttavia, come spesso accade in queste forniture militari complesse, c’è un “ma” grande quanto un caccia da combattimento: per lanciare questi missili, l’Ucraina ha bisogno dei vettori giusti, e i tempi non sono necessariamente brevi.

La notizia, confermata indirettamente dal Ministero della Difesa ucraino e da funzionari Saab, è che il Meteor è entrato ufficialmente nelle discussioni per i prossimi pacchetti di aiuti da Stoccolma. Jussi Halmetoja, consulente operativo di Saab, ha definito “naturale” l’inclusione del Meteor in qualsiasi pacchetto che preveda la fornitura dei caccia JAS 39 Gripen. E qui sta il nodo gordiano: senza il Gripen (o il francese Rafale o l’Eurofighter), il Meteor resta un oggetto costoso e inutilizzabile a terra.

Il Meteor: Perché è diverso dagli altri

Per comprendere l’importanza di questa possibile fornitura, bisogna scendere nei dettagli tecnici. Il Meteor non è un semplice missile aria-aria a lungo raggio; è un cambio di paradigma propulsivo.

A differenza dei tradizionali missili a propellente solido (come l’AIM-120 AMRAAM americano che equipaggia gli attuali F-16 ucraini), che bruciano tutto il carburante nei primi secondi per poi veleggiare per inerzia verso il bersaglio, il Meteor utilizza uno statoreattore (Ramjet). Questo sistema permette di:

  • Regolare la spinta: Il missile può “gestire” il carburante durante il volo.
  • Mantenere l’energia: Conserva una spinta elevata anche nella fase terminale dell’ingaggio.
  • Massimizzare la “No-Escape Zone”: Mentre un missile tradizionale arriva sul bersaglio rallentando (e diventando quindi più facile da schivare con manovre aggressive), il Meteor può accelerare proprio nel momento dell’impatto, rendendo le manovre evasive del nemico quasi inutili. La “No escape zone ” del Meteor pare sia particolarmente ampia , 60 km, all’interno della quale non c’è scampo.

Parliamo di un raggio d’azione stimato intorno ai 200 km (circa 130 miglia), una distanza che permetterebbe ai piloti ucraini di ingaggiare i velivoli russi ben prima di essere visti o, quantomeno, di metterli a rischio all’interno del loro stesso spazio aereo difensivo.

Il duello asimmetrico: AMRAAM vs R-37M vs Meteor

Attualmente, la situazione nei cieli è drammaticamente sbilanciata. L’aeronautica di Kiev, con i suoi F-16 armati di AIM-120C (ottimi missili, ma convenzionali), soffre la minaccia dei missili russi R-37M (AA-13 Axehead).

Le tattiche russe sono semplici ed efficaci: i caccia Su-35S o i MiG-31BM lanciano gli R-37M da distanze di sicurezza, spesso dall’interno dello spazio aereo russo, sfruttando una gittata dichiarata di quasi 200 km e una traiettoria balistica. I piloti ucraini si trovano spesso costretti sulla difensiva, impossibilitati a rispondere al fuoco senza entrare in una zona suicida. Come ha tristemente ricordato il compianto pilota ucraino “Juice” già nel 2022: “Se non ti accorgi del lancio, sei morto”.

Missile R-37 lanciato da un Su-37

Ecco un confronto tecnico semplificato delle capacità in gioco:

CaratteristicaAIM-120C (USA/Ucraina attuale)R-37M (Russia)Meteor (Europa/Futuro Ucraina)
PropulsioneRazzo a propellente solidoRazzo a propellente solidoRamjet (Statoreattore)
Gittata Stimata~70-100 km (dipende dalla quota)~200+ km~200 km
Guida TerminaleRadar AttivoRadar AttivoRadar Attivo
Punto di forzaAffidabilità, diffusioneGittata estrema, velocità ipersonicaEnergia terminale (No-Escape Zone)

Il Meteor è l’unica arma occidentale che permetterebbe di sfidare l’R-37M ad armi pari, costringendo i russi a rivedere le loro “safe zone”.

Il nodo della piattaforma: Gripen o Rafale?

Qui il realismo deve prendere il sopravvento sull’entusiasmo. Il Meteor è un missile europeo, integrato su piattaforme europee: Eurofighter Typhoon, Dassault Rafale e Saab Gripen. Non è immediatamente compatibile con gli F-16 di derivazione americana attualmente in possesso di Kiev, se non con modifiche radicali ai radar e ai computer di missione che richiederebbero tempo e denaro.

L’Ucraina ha firmato lettere di intenti (che, ricordiamolo, in politica internazionale valgono quanto la volontà politica del momento) per l’acquisizione di 150 Gripen E svedesi e fino a 100 Rafale francesi nei prossimi dieci anni. Un piano di riarmo ambizioso, forse eccessivo per le capacità logistiche di un paese in guerra, ma che segnala una chiara volontà di sganciarsi dalla dipendenza esclusiva dagli USA. Il problema è che, considerati gli ordini in corso e le capacità produttive delle due aziende, la consegna è posticipata a un futuro piuttosto lontano.

Metros lanciato da un Dassault Rafale durante un test

La soluzione più pragmatica e rapida risiede nella fornitura di Gripen C/D usati dalla Svezia. Questi velivoli sono già compatibili con il Meteor e potrebbero arrivare molto prima dei nuovi Gripen E, il cui tempo di attesa è stimato in circa tre anni. Tutto dipende dalla disponibilità politica e dai tempi di addestramentto dei

Il moltiplicatore di forza: Saab 340 AEW&C

C’è un aspetto tattico che spesso sfugge ai non addetti ai lavori, ma che è cruciale in questo scenario: la Svezia ha già donato all’Ucraina due aerei radar Saab 340 AEW&C equipaggiati con il sistema Erieye.

L’integrazione tra Gripen, Meteor e aerei radar Saab 340 è nativa e letale. Funziona così:

  1. L’aereo radar (che sta nelle retrovie) rileva il nemico a lunghissima distanza.
  2. Trasmette i dati al caccia Gripen tramite datalink criptato.
  3. Il Gripen lancia il Meteor silenziosamente, senza nemmeno accendere il proprio radar (che allerterebbe il nemico).
  4. Il missile riceve aggiornamenti in volo direttamente dall’aereo radar fino alla fase finale.

Questa capacità di “tiro cieco” aumenterebbe esponenzialmente la sopravvivenza dei piloti ucraini.  Questo rende possibile lanciare i missili Meteor anche da aerei che sono dati di versioni di radar non aggiornati con una capacità di rilevamento inferiore alla gittà del missile: sarà l’ereo radar a indentificare la preda e permettere il lancio del missile.

Rischi tecnologici e conclusioni

Non è tutto oro quel che luccica. Oltre ai tempi di consegna dei caccia, c’è il problema della sicurezza tecnologica. Il Meteor contiene il know-how più avanzato di mezza Europa (Regno Unito, Germania, Italia, Francia, Spagna, Svezia). L’idea che un relitto possa cadere in territorio russo e finire sotto la lente degli ingegneri di Mosca non piace a nessuno nelle cancellerie occidentali. Gli usa non inviano le proprie voersioni più avanzate proprio per evitare di regalare tecnologia agli avversari. Quello che è successo ai missili cinesi PL-15 nel conflitto indo pakistano ne è un esempio.

PL-15 catturato dall’India

I l Meteor rappresenta sulla carta la soluzione ideale al problema della superiorità aerea russa a lungo raggio. Tuttavia, la sua efficacia reale dipenderà interamente dalla velocità con cui la coalizione europea riuscirà a fornire i “taxi” (i caccia Gripen) necessari a portarli in quota. Fino ad allora, resterà un’arma temibile, ma solo nelle brochure delle fiere di settore.

L’Ucraina ha bisogno di sfidare i russi ora, non tra tre anni. La palla, come spesso accade, passa dalla tecnica alla politica: quanto è disposta a rischiare la Svezia (e l’Europa) attingendo alle proprie scorte attive di caccia per accelerare i tempi?

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