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Lo scopo del viaggio di Scholz in Cina? La creazione di un blocco alternativo a quello Occidentale

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La Germania, senza nulla dire, sta cercando di costruire un blocco con Cina nell’immediato, e Russia in via potenziale, che naturalmente si verrebbe a contrapporre al blocco occidentale. O almeno si muove per sondare le acque su una sua possibile costruzione. Questo è il vero scopo del recente viaggio di Scholz a Pechino.

Il viaggio appena concluso non è stato, come quando si muoveva la Merkel, un viaggio di affari: anche se i CEO di diverse grandi aziende, da BASF a Mercedes, erano con lui non si sono conclusi grandi patti commerciali o Joint venture.

Secondo solide fonti economiche tedesche, la carovana di Scholz si è recata a Pechino essenzialmente per definire i passi preparatori per un accordo di pace con la Russia, con la Cina come mediatore  privilegiato. In quest’ottica si deve leggere l’unico messaggio interessante e positivo risultante dal viaggio, cioè il messaggio del presidente Xi che si è espresso duramente contro l’uso delle armi nucleari in Ucraina. Però in questa situazione un’iniziativa del genere è esplosiva, anche perché aggira completamente gli USA e mettono da parte Zelensky, ponendosi in alternativa, se non in opposizione, alla NATO.

Inoltre il fatto che Scholz si sia fatto accompagnare dal Gotha imprenditoriale tedesco comunque ha un suo significato che va ben oltre la conclusione di qualche joint venture, ormai quasi inutile vista la reciproca penetrazione nei tessuto economico e societario. Questi sono imprenditori che non hanno nessun desiderio di vedere la propria base industriale distrutta  senza fare nulla, anche se questo fare qualcosa significa cercare di ridurre l’influenza USA in Europa.

Lo stesso Scholz, un giorno prima che la sua carovana raggiungesse Pechino, ha sottolineato ai media cinesi che la Germania non ha intenzione di sganciarsi dalla Cina e che non c’è nulla che giustifichi “gli appelli di alcuni a isolare la Cina”. Nello stesso tempo Mosca ha continuato a mandare i suoi appelli all’Europa che si starebbe deindustrializzando per seguire le politiche volute dagli USA.

Però un negoziato che coinvolga gli USA, e quindi l’Ucraina, può avvenire solamente per Mosca con l’accettazione delle garanzie di sicurezza, quelle che erano alla base del conflitto da lungo tempo, diremmo da anni, e che significano la fine di ogni aspirazione di espansione a est della NATO. Però se questo concetto non viene accettato e condiviso, allora non può esserci nessuna trattativa e il ruolo della Cina come mediatore viene ad essere inutile. Però se questo non accade avremo che prima o poi i tedeschi, soprattutto i socialdemocratici, un tempo amici strettissimi di Mosca, dovranno scegliere fra un blocco tripartito Berlino Mosca Pechino o la disastrosa fedeltà agli USA.

 

 


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