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Lo sapete che GOOGLE ha i vostri dati anche se non siete connessi ( e negli USA li fornisce alla polizia)

 

Il grande fratello è fra noi. In un articolo il New York Times illustra una nuova tecnica della polizia USA, poco conosciuta ma che dovrebbe mettere tutti sul chi vive.

Le applicazione di Google, come per esempio  Maps, ma anche altre, raccolgono i dati sulla posizione di un iphone o di un telefono android anche se avete il posizionamento satellitare disattivato. Tutti i dati vengono quindi raccolti in  database enorme chiamato “Sensorvault” nel quale sono raccolti i dati delle localizzazioni di tutti i telefoni, almeno da 10 anni.

Questo ha dato uno strumento di indagine eccezionale alle forze di polizia che si chiama “Geofence”. La polizia manda a Google un affidavit  la richiesta per avere i dati di Sensorvault relativi ad una certa area e ad un determinato periodo di tempo. In una prima fase i vari telefoni sono mascherati, identificati da un codice. Quando la polizia ha identificato un percorso che corrisponde ai suoi sospetti lo può seguire anche fuori dall’area per confermare i sospetti. A quel punto chiede a Google di rivelare i nomi delle persone associate con i codici ritenuti sospetti, e quindi la società fornisce nomi, cognomi, indirizzi email delle persone sospette. Con questa modalità sono stati scoperti i colpevoli di diversi reati, fra cui un caso di attentato con una bomba in Texas.

Tutto questo è iniziato nel 2009, quando Maps ha creato la “Location History”, cioè l’insieme delle varie location percorse da un telefono. Ci sono due problemi che però derivano da questa tecnologia:

  • il primo ovvio è un enorme problema di privacy, ma anche perchè non si capisce perchè Google tenga 10 anni di spostamenti di una persona nel proprio database.
  • in secondo luogo perchè Sensorvbault non è nato per le indagini di polizia. I dati possono non essere precisi o sempre affidabili. Se una persona fosse arrestata sulla base della sua presenza in un luogo errata ?

Non è un caso che Sundar Pichai, il CEO di Alphabet, la holding di Google, abbia ricevuto una lettera bipartisan dal Congresso che chiedeva chiarimenti sulla modalità di trattazione di questi dati.  La risposta ufficiale è che periodicamente gli utenti dovrebbero cancellare le Location History, peccato che i dati vengano raccolti dall’applicazione di default e che riuscire ad uscire dalla raccolta dati è particolarmente difficile.

Quindi domani, quando avrete un telefonino in mano , ricordate che qualcuno sa dove siete sstati e dove sarete. Sempre.

 

 

 

 


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