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L’Italia aderisce a “sorpresa” all’European Intervention Initiative. Un nuovo regalo ai francesi dopo l’incontro tra Conte e Macron. (di Francesco Amodeo)

 

 

Dopo il Trattato di Aquisgrana, firmato da Francia e Germania, per la creazione di un super stato bypassando gli altri paesi europei, la Francia ci prova nuovamente con la creazione di una nuova struttura esterna all’Unione europea e alla Nato. Questa volta siamo in ambito militare e i francesi hanno bisogno anche dell’Italia, da sfruttare per la sua competenza nell’ambito della sicurezza nella zona del Mediterraneo.

L’Italia, infatti con una lettera firmata dal Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, ha comunicato ufficialmente alla Francia la volontà di aderire all’ “European Intervention Initiative EI2″

Secondo la versione propagandata dal mainstream: “Questa iniziativa si prefigge l’obiettivo della creazione di una cultura strategica comune tra i paesi partecipanti e vuole contribuire a lanciare nuove dinamiche che puntino ad una Difesa europea”

Ma la realtà di questa iniziativa è ben diversa e mira a perseguire l’obiettivo di Parigi, di sviluppare uno strumento militare multinazionale europeo, ma sotto comando francese. Infatti questa iniziativa sarà coordinata da un solo Segretariato permanente nominato dalla Francia.

La cosa più assurda è che il precedente Governo, guidato dallo stesso Presidente del Consiglio Conte, il 25 giugno 2018 decideva di non partecipare all’atto fondativo dell’iniziativa ed il Sottosegretario di Stato per la Difesa dell’allora Governo giallo/verde, Angelo Tofalo, interpellato d’urgenza sulla mancata partecipazione italiana, rispondeva che: “c’è il pericolo di una duplicazione e dispersione di risorse con la possibile sovrapposizione a strutture e meccanismi già esistenti o di prevista prossima attuazione non solo in ambito UE ma anche in ambito Nato con potenziali sprechi di risorse

Ricordiamo a questo proposito che il Governo Conte 2 ha appena promesso 7 miliardi proprio a quella Nato che l’European Intervention Initiative mira a duplicare (quegli stessi 7 miliardi che ora cercano di recuperare con la lotta all’evasione, dalle tasche di artigiani e commercianti che lottano per la sopravvivenza delle proprie attività commerciali.)

E siccome non c’è limite al peggio, sempre Tofalo nel suo discorso pronunciato solo 2 mesi prima dell’avvenuta adesione italiana alla EI2, faceva presente che: “il momento politico che stava vivendo la difesa europea non era in sintonia con quel tipo di iniziativa. Perché rischiava di oscurare l’iniziativa europea denominata Pesco alla quale l’Italia stava destinando risorse ed energie”. A quanto pare quel momento politico è durato solo 70 giorni. Ora invece abbiamo deciso di aderire a tutto: Pesco; spese della Nato; European Intervention Initiative.

Ma alcune domande nascono spontanee: Chi paga ? Perché l’accettazione è avvenuta senza alcuna discussione parlamentare e ad opera dello stesso Presidente del Consiglio che l’aveva fermata due mesi prima ?

E perché l’adesione italiana voluta dal nuovo esecutivo è avvenuta proprio all’indomani dell’incontro a Roma tra Conte e Macron ?

Bisognava discuterne prima con il Presidente francese o sarebbe stato più giusto discuterne con i rappresentanti del popolo italiano? Chi decide per il nostro paese?

Non è forse necessario l’assenso del Parlamento per l’adesione a trattati internazionali? O ancora una volta basta semplicemente cambiare il nome per bypassare l’iter parlamentare?

Siamo rientrati a pieno titolo nella ormai ben nota politica della sudditanza filo-francese a cui il PD, oggi tornato nella maggioranza di Governo, ci ha già abituato.

Ricordiamo che il membro del Bilderberg, Enrico Letta è stato insignito della Legion d’onore francese ed ora vive e insegna a Parigi in attesa di un incarico europeo o di un ritorno in Italia per curare gli interessi della Francia.

Ricordiamo che il membro del Bilderberg, Sandro Gozi è stato insignito della Legion d’onore francese e in qualità di Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio avrebbe dovuto tutelare gli interessi italiani contro quelli francesi in diversi dossier, e per il suo ruolo era a conoscenza di informazioni sensibili, eppure gli è stato poi permesso di candidarsi in Francia con Macron.

Ricordiamo che lo stesso Mario Monti, prima di essere scelto come Presidente del Consiglio in Italia, era stato membro della Commissione Attali per il rilancio della Francia,

A questo punto non dovremmo meravigliarci se poi i nostri governi arrivano al punto di cedere acque territoriali, accettando addirittura variazioni dei confini marittimi tra Italia e Francia, come stava avvenendo con il Trattato di Caen.

Non chiediamoci come mai permettiamo ai francesi di scaricare migranti a Ventimiglia o come mai, attraverso il meccanismo europeo di stabilità, abbiamo permesso ai francesi di rientrare dalle speculazioni effettuate sui titoli greci, versando in quel fondo quasi la stessa cifra versata dalla Francia che aveva però un’esposizione 6 volte superiore alla nostra.

Cari amici mentre noi continuiamo a subire in silenzio. Les jeux soint faits

Francesco Amodeo autore del libro inchiesta La Matrix Europea

https://francescoamodeo.it/prodotto/la-matrix-europea-libro-cartaceo/?v=cd32106bcb6d


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