Economia
L’Iraq sta cercando Terminal per il Gas Liquefatto per staccarsi dall’Iran
L’Iraq sta cercando di affittare terminal galleggianti per la rigassificazione del GNL, per potersi distaccare dalle forniture energetiche iraniane ed evitare di ricadere nelle sanzioni USA, ora che l’esensione è stata cancellata

L’Iraq sta negoziando l’acquisto di due terminali di rigassificazione galleggianti, nel tentativo di sostituire le forniture di gas dall’Iran con alternative, che però risulteranno più costose, in un contesto di rinnovate sanzioni statunitensi contro Teheran.
Bloomberg riporta che il governo di Baghdad sta cercando di coprire fino al 50% della domanda interna di gas nei periodi di picco, mentre il resto proverrà dalla produzione locale di gas.
I terminali di rigassificazione saranno installati nel porto di Bassora, secondo il ministro del petrolio Hayyan Abdul Ghani.
L’Iran è la principale fonte di importazione di gas per l’Iraq e anche di elettricità. Tuttavia, all’inizio di questo mese il governo statunitense ha rifiutato di estendere una deroga alle sanzioni che permetteva all’Iraq di continuare ad acquistare elettricità iraniana per integrare la produzione locale.
La scadenza dell’esenzione dalle sanzioni potrebbe anche motivare gli operatori dei giacimenti petroliferi iracheni a compiere maggiori sforzi per ridurre il gas flaring e utilizzarlo invece per la produzione di energia. Una mossa che potrebbe ssere perfino positiva, sia dal punto di vista climatico, sia come profitti per le società petrolifere impegnate e perfino per lo stato iracheno.
Il Presidente Trump ha ripristinato la campagna di “massima pressione” sull’Iran attraverso un Memorandum presidenziale sulla sicurezza nazionale all’inizio di febbraio, con l’obiettivo di rilanciare i negoziati su un nuovo accordo nucleare.
Nel memorandum, il Presidente Trump ha ordinato al Segretario di Stato di modificare o revocare le deroghe alle sanzioni, in particolare quelle che forniscono all’Iran un qualsiasi grado di sollievo economico o finanziario, comprese quelle relative al progetto del porto iraniano di Chabahar.
Il Segretario di Stato dovrà inoltre “attuare una campagna robusta e continua, in coordinamento con il Segretario al Tesoro e altri dipartimenti o agenzie esecutive pertinenti, per azzerare le esportazioni di petrolio dell’Iran, comprese quelle di greggio iraniano verso la Repubblica Popolare Cinese”, si legge nel memorandum presidenziale.
La campagna di “massima pressione” non era inaspettata, considerando che il Presidente Trump ha dichiarato di voler perseguire una simile politica con l’Iran. L’Iran, da parte sua, ha avvertito che questa campagna destabilizzerà il mercato petrolifero globale e, in ultima analisi, danneggerà i consumatori.
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