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LINEE GUIDA DELL’UNIONE EUROPEA PER LE TRATTATIVE SUL BREXIT: NESSUNA TRATTATIVA BILATERALE, PER IL RESTO QUALCHE PRINCIPIO E TANTA CONFUSIONE

 

Sono state rese pubbliche le linee guida per le trattative sulla Brexit emanate dal Consiglio d’Europa, che ha ricevuto la comunicazione ufficiale. 

Ecco il testo completo originale da bloomberg

Riassunto:

  • nessun approccio settore per settore al mercato. L’accordo sarà o su tutti i temi del mercato o su nulla;
  • trattative come “Singolo pacchetto” prendere o lasciare, senza possibilità di trattative bilaterali (questo danneggerà molto la posizione dei nostri connazionali in UK, che verranno pareggiati ai molto più scomodi immigrati dall’est);
  • le obbligazioni ed i trattati cesseranno di avere effetto sul Regno Unito al ritiro completo dall’Unione;
  • le trattative dovranno definire come verranno “Sganciati” gli obblighi del Regno Unito nei confronti dell’Unione e come saranno regolati i rapporti dei cittadini e delle aziende nelle due aree;
  • verranno stabiliti sia un quadro guida complessivo per le relazioni fra Regno Unito ed Unione sia, eventualmente, norme provvisorie;
  • termine per la procedure viene stabilito il 29 marzo 2019.
  • i diritti di residenza e di cittadinanza verranno stabiliti in modo reciproco per entrambe la parti  (come detto questo pone gli italiani nella trattativa in una posizione di fortissima debolezza);
  • bisognerà raggiungere un accordo finanziario sulle obbligazioni prese dal Regno Unito. (se non paga Juncker sequestrerà i beni britannici ?);
  • l’Unione riconosce il desidero del Regno Unito di avere un accordo di libero scambio, che non sarà una partecipazione al libero mercato;
  • le obbligazioni del Regno Unito ed i suoi diritti rimarranno invariati sino al termine del processo di uscita;

Naturalmente il tutto, come sempre , è condito dalla solita retorica europeista-buonista, che rende il documento un po’ fumoso e quantomeno ripetitivo. Sicuramente nessun documento europeo, costituzione o legge che sia, passerà mai alla storia della letteratura o del diritto di alcun paese.  Punti essenziali sono:

a) quanto dovrà pagare , se lo farà, il governo britannico per uscire dalla UE;

b) i diritti reciproci;

c) cosa succederà se non si raggiungerà un accordo.

I deputati inglesi si sono pronunciati fortemente contro un pagamento alla UE, poi magari una somma di accodo la si troverà. Del resto le trattative per il sequestro di persona sono complesse, ma portano spesso ad una soluzione. Come ho accennato il problema del riconoscimento dei diritti reciproci a livello europeo pone i nostri connazionali nel Regno Unito in una posizione di oggettiva debolezza: infatti la nostra posizione come interscambio è molto meno squilibrata di Romania, Bulgaria Polonia e Paesi Baltici, nel senso che un discreto numero di Inglesi risiede ed ha proprietà sul nostro territorio. Viste anche le tradizioni storiche sarebbe stato molto più semplice per noi definire un accordo bilaterale favorevole, mentre uno europeo rischia di essere più punitivo. Anche dal punto di vista commerciale il nostro surplus è molto più contenuto di quello tedesco, per cui preparatevi a pagare il prezzo delle trattative. 

Rimane poi la Vexata quaestio: e se non si raggiunge l’accordo ? Il Regno Unito comunque partecipa come paese di libero mercato al WTO, per cui non ci potranno essere barriere commerciali ingiustificate. Non vi è nessuna certezza di riuscita delle trattative, soprattutto per il massimalismo sin qui espresso dalla commissione. Se successivamente fosse lasciata la possibilità di trattative nazionali, il problema non si porrebbe ed un accordo per l’Italia si raggiungerebbe dopo sei mesi. Purtroppo una soluzione del genere richiederebbe un governo nazionale serio ed interessato al bene dei cittadini ed al prestigio della nazione. Non ne vedo all’orizzonte. 

 

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