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Lina Khan, il terrore delle Big Tech USA

 

In generale, le nomine della FTC non attirano molto l’interesse della stampa. Eppure la conferma di Lina Khan come membro della FTC, e il successivo annuncio della Casa Bianca che sarebbe stata scelta per guidare la Commissione, si è rivelata una notevole eccezione.

Sono trascorsi più di quattro anni da quando Khan ha scritto il suo documento innovativo che criticava l’attuale quadro legale anti-monopolio americano, sostenendo che le politiche e le leggi devono cambiare affinché gli Stati Uniti impediscano alle grandi società tecnologiche di distruggere posti di lavoro, accaparrarsi i mercati e recuperare profitti. È stato quel documento, chiamato  “Amazon’s Antitrust Paradox”, che ha attirato l’attenzione dell’amministrazione Trump e ha indirizzato Khan sulla strada per guidare la riforma della FTC,  e la sua conferma, anzi promozione, è un segno che esiste un supporto bipartisan, negli USA, contro la creazioni di posizioni monopolistiche.

Quindi sentiremo ancora parlare della Khan, anche perchè  il Congresso è già al lavoro per conferire a Khan lo studio di una raffica di nuovi progetti di legge che potrebbero rimodellare drasticamente il panorama legale in materia di legge antitrust. Del resto, giustamente, la Khan è nota per aver detto che, “se le leggi vengono interpretate erroneamente dai tribunali, il Congresso è l’unico attore in grado di correggere i loro errori”.

L legge più importante allo studio ha un nome che è tutto un programma “Eliminare le piattaforme monopolistiche“,che, se volete, potete leggere a questo link. Basti dire che il disegno di legge, che ridefinirebbe i limiti della legge antitrust americana, lascerebbe Khan con enormi poteri. E Big Tech sta già schierando il suo esercito di lobbisti e ONG oscure finanziate dal denaro per cercare di impedire che ciò accada. Ad esempio NetChoice, che le rappresenta, ha già parlato  della “Politicizzazione” della discussione, tema quanto mai sbagliato visto che questa volta sia i DEM sia il GOP concordano sul tema

La proposta di legge, a cui se ne aggiungono altre quattro  completare il pacchetto , renderebbe più difficile per le piattaforme dominanti completare le fusioni e vietare loro di possedere attività che presentano chiari conflitti di interesse. La legislazione rappresenta lo sforzo più completo per riformare le leggi antitrust secolari degli ultimi decenni per adattarle al mondo attuale.

Del resto bisogna essere chiari: nessuna democrazia può accettare che quattro società regnino in modo assoluto sull’economia e la concorrenza è lo strumento migliore per affinare il sistema occidentale e renderlo in grado di competere con quello cinese. Negli USA lo hanno capito.


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