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L’enorme false flag chiamato Ucraina: l’obiettivo è la Siria e la neutralizzazione dei contro-interessi USA in Medio Oriente, innescando la destabilizzazione islamica in Russia

Troppo spesso dimentichiamo i fatti: la crisi Ucraina scoppiò a monte delle Olimpiadi di Sochi, le prime manifestazioni di rilievo in territorio russo dalle Olimpiadi di Mosca del 1980. Come spiegato da Zerohedge, stando a quanto riferito dall’ex capo dei segreti sauditi – i servizi russi fecero trapelare queste informazioni relativamente ad un turbolento colloquio con Putin a monte dell’evento -, le Olimpiadi invernali dello scorso anno andavano destabilizzate a causa della mancata volontà di Putin di abbattere Assad in Siria. Infatti l’Arabia aveva preventivamente ventilato contratti militari per 20 miliardi e più di dollari alla Russia come contropartita per il cambio di regime in Siria. Di tutta risposta Putin fece capire che potevano tornare a casa senza accordo, minacciando in caso di attacco “alleato” al fortino Siriano una controffensiva non verso l’occidente ma piuttosto verso le raffinerie ed i campi ad olio sauditi… Non ci fu quindi la caduta di Assad.

Questi i fatti accaduti, ora spieghiamoli meglio: la Russia tiene un piede importante in Siria perché sa bene che senza un presidio in tale strategica area sarebbe possibile infiltrare l’islamismo dentro i confini dell’ex URSS, da sud, guarda caso passando attraverso una zona ricchissima di giacimenti petroliferi appartenenti a paesi satelliti di Mosca (la stessa area che volevano conquistare i tedeschi 70 ani fa se non fossero stati fermati a Stalingrado). Dunque, l’interesse USA per il tramite dell’Arabia Saudita nel liquidare l’impaccio Assad era ed è finalizzato ad arrivare col tempo ad infiltrare il germe islamista nella terra degli Zar, una bomba sporca di sicuro effetto distruttivo per l’orso russo il quale sia per dimensioni, che per risorse e potenza geostrategica può ragionevolmente competere ed anche superare gli USA come prima potenza globale. Si, perché molti dimenticano che ad esempio il riscaldamento globale libererà enormi aree prima ghiacciate per lo sviluppo umano, sia esso agricolo, estrattivo o altro. E tali aree stanno soprattutto in Russia! (…).

Dunque Putin rimandò al mittente la proposta araba perché aveva capito la visione e la geostrategica che stava dietro. Di tutta risposta tale rifiuto causò la vera e dichiarata minaccia araba contro Mosca, leggasi per questa ragione Putin venne minacciato direttamente di una futura destabilizzazione delle Olimpiadi di Sochi. Anzi no, si trattava di destabilizzare la Russia nei suoi interessi materiali, militari ed economici utilizzando la “manodopera” musulmana cecena giù dentro i confini russi non solo a Sochi ma anche in Ucraina ed in tutta la Russia [almeno questo fu quanto disse il capo dei servizi segreti arabi secondo Zerohedge; fa paura che l’omicidio Nemtsov sembra abbia proprio una radice cecena, ndr]. Dunque ecco spiegato la ragion di un “eventuale” intervento coperto a favore della rivoluzione arancione a Kiev con i fine di innervosire l’orso russo punendolo per non essersi piegato agli interessi occidentali. Diciamola tutta, l’Ucraina è finita, è solo questione di tempo tattico prima che la Russia se la riprenda col sangue, io fossi Poroshenko avrei timore per il mio futuro, alla fine anche lui è una pedina (sacrificabile): deve essere chiaro a tutti che la guerra in Ucraina – vista la diversa nuclearità dei contendenti – per Kiev è impossibile vincerla. Se poi gli USA dovessero armare Kiev scatterebbe immediatamente la rappresaglia militare russa, tutti sanno che la parola fine è già scritta per un’Ucraina teoricamente libera ed indipendente ma purtroppo nessuno vuole ancora prendersi la colpa di aver scatenato la guerra, una grande guerra: dunque Putin tace e tiene un profilo basso mentre gli Occidentali si adoperano.

In questo contesto appare logico anche il verificarsi di un indebolimento del petrolio (dai 110 USD/bbl dello scorso luglio), molto meno voluto da Washington è invece il recente rafforzamento del dollaro. Tradotto, visto che Putin non ha abboccato all’amo gettato dagli USA via Riad si è tentata la destabilizzazione finanziaria negli interessi russi (ad es. l’export di oil): temo che si giungerà inevitabilmente ad uno scontro armato Occidente vs. Russia ma – nota bene – non in Ucraina. Infatti lo scontro avverrà molto probabilmente in Siria!! E il missile verso l’Arabia scapperà di certo, dunque i prezzi del petrolio raddoppieranno. Appunto, arriveranno al livello che erano un anno fa prima del crollo… Il dollaro in salita invece fa molto male agli USA e dipende in buona parte dallo swap sino-russo di cui abbiamo scritto all’inizio dell’anno, siamo per altro contenti di aver dato preziose indicazioni operative ai lettori. Come conseguenza di questa enorme disfida possiamo parimenti dire che un dollaro forte, oggi inevitabile visto il cul de sac in cui si è ficcata l’amministrazione Obama, a termine indebolirà l’economia a stelle e strisce. Molto probabilmente i primi effetti si faranno sentire fra un annetto, appena prima delle elezioni presidenziali. Che saranno caldissime, la sfida tra Repubblicani e Democratici (con Obama è al calor bianco), come mai fu un’elezione presidenziale dalla morte di JFK, vedasi anche le recenti sfide del Congresso contro l’amministrazione Obama**.

Appunto, Obama: sebbene sia un presidente che universalmente tutti devono rispettare, suo padre ha visto la segregazione a lui ha saputo diventare presidente della potenza USA (chapeau!), la sua politica estera rischia di aver fatto un disastro epico per il suo stesso paese. Ha annientato gli alleati storici – tra cui Berlusconi -, ha destabilizzato intere regioni, ha gettato il seme del conflitto militare con potenze non stile Iraq o Libya ma con la Russia, ossia potenze nucleari. Ha – enorme errore prospettico – permesso alla Germania un ruolo egemonico in Europa, il fatto che Berlino tradisca gli USA e vada con Mosca non è un problema di se accadrà ma di quando, se non l’ha già fatto. E capolavoro in negativo, ha potenzialmente ucciso l’impero del dollaro attraverso cui gli Usa hanno finanziato l’acquisto di preziose materie prime negli ultimi 70 anni con montagne di carta verde di dubbio valore. Si, perché lo swap sino russo rischia di ridenominare** gli scambi delle materie prime russe da dollari a rubli e/o yuan. In tutto questo la presidenza USA non ha fatto nulla per ridurre la differenza di ricchezza tra ricchissimi e poveri negli stessi States, ed anche tra ricchi e classe media, direi anzi il contrario con il QE. E nemmeno i coloured americani sono stati veramente integrati, abbiamo anzi avuto il record di sommosse popolari per pregiudizi raziali con una virulenza che non si ricordava dai tempi dell’assassinio di Martin Luther King. Insomma, un disastro su tutti i fronti. Se poi si aggiunge l’attesa che un dollaro forte statisticamente faccia male all’economia americana proprio a partire dal terzo quarter 2016 si capisce come Obama rischia di aver anche bruciato i democratici futuri nella corsa per la Casa Bianca, …

Che sia chiaro: con un dollaro così forte si annienterà l’economia USA a termine. Dunque la conclusione che possiamo trarre è questa: se nel 2011 un euro che si rompeva era una minaccia all’economia globale, oggi un euro che NON si rompe è una minaccia all’economia USA! Ossia, finalmente oggi ci sono le condizioni per sdoganare lato USA la rottura dell’euro, indebolendo il dollaro e rivalutando il nuovo marco!. Discuteremo in futuri interventi sulla vera convenienza americana ad agire in questo senso, finalmente…

Ecco perché il rischio di una guerra oggi è altissimo, la corrente amministrazione USA ha fallito su troppi fronti e dunque non può permettere che venga fatta una valutazione serena del proprio operato a fine mandato, meglio una guerra che riconduca tutto ad una valutazione condita da eventi eccezionali di cui certamente non si è – meglio dire, non si deve ufficialmente essere – direttamente responsabili. E qui si capisce la difficoltà a comprendere chi stia veramente provocando e chi subendo nella manfrina dell’ISIS e della Siria, dell’Ucraina e delle primavere arabe finite in Sharia.

Un ultimo appunto sull’ISIS: è chiaramente uno strumento occidentale necessario per fomentare la paura per lo straniero e per l’invasione in genere musulmana, paura infondata. Altrettanto certamente l’ISIS deve essere considerato un catalizzatore per l’infiltrazione prossima ventura nel sud dell’impero russo, per infettarlo con germe dell’islamismo a costo di far cadere Assad. In questo contesto se gli USA falliscono in Siria avranno dichiaratamente perso anche la sfida più grande, quella globale…

In ogni caso, vis a vis con l’Occidente la manfrina mediatica dell’ISIS sembra molto una riedizione della teoria Goering, spaventa il popolo, digli che è assediato, attaccato, in pericolo e gli farai fare quello che tu vuoi… L’ultima volta furono applicando molto bene tale teoria – come solo i tedeschi sanno fare, ndr – ci furono milioni di morti… Probabilmente anche così si sta preparando l’intera popolazione alleata alla guerra. Si perché ben difficilmente la prossima guerra verrà combattuta dagli americani, lontanissimi da qualsiasi scacchiere caldo

Sulla base di questa traccia fate le vostre valutazioni: vista la posta in palio ritengo sia utile ed anzi necessario approfondire, ognuno con le proprie convinzioni, sensibilità e soprattutto fonti.

Fantomas per Mitt Dolcino

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* https://scenarieconomici.it/notizia-non-ti-aspetti-perche-non-trovi-47-senatori-repubblicani-saltano-casa-bianca-comunicano-direttamente-alliran-gli-accordi-obama-verranno-canc/

** https://scenarieconomici.it/swap-sino-cinese-funziona-dunque-gli-strumenti-pressione-mosca-inutili-petrolio-inizia-risalita/

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