Seguici su

Energia

L’energia che non dorme mai: le micro-batterie nucleari DARPA e la fine della schiavitù dalla ricarica

La DARPA investe 2,8 milioni di dollari nelle batterie radiovoltaiche all’ossido di gallio: energia inesauribile per decenni senza ricarica.

Pubblicato

il

Mentre l’Europa si interroga su come smaltire milioni di batterie al litio cinesi, negli Stati Uniti la DARPA (l’agenzia del Pentagono che ci ha regalato, tra le altre cose, Internet e il GPS) ha deciso di cambiare paradigma. Non più batterie che accumulano energia per poi esaurirsi, ma piccoli generatori che l’energia la producono sul posto, per decenni, partendo dal decadimento radioattivo.

Il progetto, guidato dall’Università del Missouri in collaborazione con l’Università di Toledo, ha un nome che è tutto un programma: Rads to Watts. L’obiettivo? Trasformare le radiazioni in elettricità pura grazie a un materiale semiconduttore innovativo, l’ossido di gallio.

Il salto tecnologico: dal Sole al Nucleo

Siamo abituati ai pannelli fotovoltaici che catturano i fotoni del sole. Qui il principio è simile, ma la “luce” viene dall’interno: particelle cariche emesse da isotopi radioattivi che colpiscono un semiconduttore generando corrente.

A differenza del silicio tradizionale, l’ossido di gallio è una roccia termica e radiativa: non si “cuoce” sotto il bombardamento costante delle radiazioni. Questo permette di creare dispositivi minuscoli, capaci di erogare 10 watt per chilogrammo. Sembra poco? Provate a pensare a un sensore che deve trasmettere dati dal fondo della Fossa delle Marianne o da un asteroide sperduto: per lui, 10 watt sono un’eternità di potenza.

Cosa cambia concretamente? Gli usi principali

Se oggi il limite di ogni tecnologia portatile è l’autonomia, domani questo confine potrebbe sparire in settori critici. L’università di Toledo, che lavora a questo progetto, ha identificato questi ambiti d’applicazione:

  • Esplorazione degli abissi: Boe e sensori sottomarini potranno monitorare correnti e terremoti per vent’anni senza che nessuno debba uscire in nave a cambiare le pile.
  • Conquista dello Spazio: Micro-satelliti (CubeSat) non avranno più bisogno di enormi pannelli solari, spesso fragili e inutili nelle zone d’ombra o nello spazio profondo.
  • Sicurezza Nazionale: Sensori remoti per il monitoraggio dei confini o delle infrastrutture critiche (ponti, dighe, gasdotti) diventeranno “installa e dimentica”.

Come funziona una radio-batteria

Cosa cambia per il cittadino comune?

Non aspettatevi di trovare una batteria nucleare nel vostro prossimo smartphone (le normative sulla sicurezza civile sono, giustamente, d’acciaio), ma le ricadute sulla vita di tutti i giorni saranno profonde:

  1. Costi delle materie prime: Se l’industria aerospaziale e militare smette di accaparrarsi tutto il litio e il cobalto sul mercato per queste applicazioni specifiche, la pressione sui prezzi delle batterie per le auto elettriche civili potrebbe allentarsi.
  2. Internet delle Cose (IoT) ovunque: Immaginate sensori ambientali nelle foreste per prevenire incendi o nelle città per lo smog, che funzionano per trent’anni senza manutenzione. Più dati, più sicurezza, meno costi pubblici di gestione.
  3. Medicina d’avanguardia: Sebbene la sperimentazione sia lunga, l’evoluzione di queste micro-celle potrebbe portare a pacemaker o impianti medicali che durano quanto la vita del paziente, eliminando la necessità di interventi chirurgici di sostituzione della batteria.

 

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI
E tu cosa ne pensi?

You must be logged in to post a comment Login

Lascia un commento