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EconomiaScienza

L’eclissi dei colletti bianchi: Microsoft lancia l’allarme sull’automazione totale

L’allarme di Microsoft: entro 18 mesi l’AI automatizzerà la maggior parte dei lavori d’ufficio. Crollano le assunzioni per avvocati e contabili, mentre resistono i lavori manuali.

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Secondo le ultime dichiarazioni dei vertici della Silicon Valley, il tempo delle discussioni teoriche sull’intelligenza artificiale è finito. Siamo entrati nella fase dell’impatto diretto sul mercato del lavoro e sulla sicurezza globale. Mustafa Suleyman, CEO di Microsoft AI, ha recentemente delineato uno scenario che definire “dirompente” sarebbe un eufemismo: la stragrande maggioranza delle mansioni d’ufficio professionali potrebbe essere completamente automatizzata entro i prossimi 12-18 mesi. La AI diventerà quindi autosufficiente.

Non si parla più di un futuro lontano, ma di un orizzonte temporale che coincide con il prossimo ciclo di bilancio delle aziende. Se Suleyman ha ragione, professioni considerate finora “sicure” e basate sul capitale intellettuale — avvocati, contabili, project manager e specialisti del marketing — vedranno le proprie attività principali assorbite da algoritmi capaci di prestazioni a livello umano.

Mustafa Suleyman – Wikipedia

La strana dinamica del mercato del lavoro

Mentre i giganti del tech accelerano, i dati economici iniziano a mostrare le prime crepe, anche se l’entità del fenomeno rimane parzialmente mascherata da altri fattori macroeconomici. Secondo un rapporto di Challenger, l’AI è stata citata come causa diretta per circa il 7% dei licenziamenti di gennaio 2026, segnando un trend in crescita rispetto all’anno precedente. Almeno per 8000 licenziamenti avvenuti a gennaio la AI è stata citata come causa diretta e, soprattutto, le aziende non stanno più assumento.

Tuttavia, assistiamo a un paradosso grottesco: aziende come la startup Mercor stanno assumendo migliaia di specialisti altamente qualificati (medici, legali, ingegneri) pagandoli profumatamente per addestrare i modelli di OpenAI e Anthropic. In pratica, la classe media intellettuale viene pagata per costruire la macchina che, tra meno di due anni, renderà le loro competenze obsolete. È il “canto del cigno” del lavoro cognitivo umano?

Chi si salva? La rivincita del lavoro manuale

In questo scenario da rivoluzione industriale 4.0, la gerarchia del prestigio sociale potrebbe ribaltarsi completamente. Se i “colletti bianchi” sono sulla linea di tiro, chi lavora con le mani e la presenza fisica gode di una temporanea immunità. Queste posizioni non saranno sostituibili, almeno non immediatamente.

Professioni a rischio (Target AI)Professioni “Resilienti” (Fisiche)
Contabili e Analisti finanziariIdraulici e Saldatori
Avvocati (ricerca e redazione)Operatori sanitari (assistenza fisica)
Copywriter e MarketerElettricisti e Manutentori
Project ManagerArtigiani specializzati

La protezione di queste ultime durerà finché i robot umanoidi, come l’Optimus di Tesla, non diventeranno commercialmente ed operativamente competitivi. Ma per ora, una chiave inglese sembra più sicura di un foglio Excel.

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