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Le medicine di Trump e la loro disponibilità in Italia

Donald Trump si è ripreso da una infezione di Covid-19, che sembra stesse evolvendo in modo grave, in tempi brevissimi. Fosse successo a marzo probabilmente non sarebbe stato così fortunato. Cosa gli è stato dato per rimetterlo in piedi in tempi così brevi? Vediamo un po’ la cura, partendo dai dati del FT e mettendola in un’ottica italiana.

REMDESIVIR: Trump ha ricevuto una terapia di iniezioni endovenose di Remdesivir, un farmaco antivirale prodotto dalla società biotech statunitense Gilead Sciences, per cinque giorni consecutivi.. Funziona bloccando un enzima che alcuni virus devono replicare. Remdesivir è stato originariamente sviluppato per trattare il virus Ebola, ma gli studi clinici hanno dimostrato una certa efficacia nei pazienti con Covid-19 che sono moderatamente malati, accelerando il loro recupero. Attualmente è in una fase di test avanzato in Italia, ma è stato autorizzato già a maggio per l’emergenza, dalla FDA americana che ne ha ampliato l’uso ad agosto.

TERAPIA CON ANTICORPI SPECIFICI:  sempre venerdì, il signor Trump ha ricevuto una dose di 8 grammi di una terapia anticorpale sperimentale creata dalla  Regeneron, un’altra azienda biotech statunitense. Questo cocktail, attualmente noto come REGN-CoV-2, contiene due anticorpi progettati per legarsi a diversi siti sulla “proteina spike” che il virus utilizza per entrare e infettare le cellule umane.

Diverse centinaia di pazienti con malattia relativamente lieve hanno ricevuto REGN-CoV-2 in studi di fase 2 che hanno dimostrato che riduce la quantità di virus nel corpo, ma gli studi sono stati troppo limitati per sapere se il farmaco migliora i risultati dei pazienti, come la riduzione della durata della degenza ospedaliera, la riduzione della necessità di ventilazione meccanica o il miglioramento della sopravvivenza. L’azione è simile a quella del  siero autoimmune, cioè attraverso anticorpi che colpiscono il virus, solo che nel caso di quelli prodotti artificialmente, monoclonari, si tratta di un SINGOLO ANTICORPO, non di un mix.  Anche questo tipo di cure è in test in Italia, in diverse strutture.

DESAMETASONE:  Trump ha ricevuto anche il  desametasone – un farmaco steroideo usato per la prima volta 60 anni fa – dopo che il livello di ossigeno nel suo sangue si è abbassato. Il dottor Conley, suo medico curante,  ha dichiarato domenica a un briefing per i media: “Abbiamo deciso che in questo caso i potenziali benefici all’inizio del corso probabilmente superavano i rischi”.

L’assunzione di desametasone per 10 giorni riduce, secondo ricerche britanniche,  di un terzo i decessi tra i pazienti che necessitavano di ventilazione in ospedale. Il mese scorso, l’Organizzazione mondiale della sanità ha affermato che i medici dovrebbero trattare i pazienti affetti da coronavirus gravemente malati con desametasone o idrocortisone, un altro steroide antinfiammatorio che è economico e ampiamente disponibile. Si tratta di un prodotto farmaceutico in uso già in Italia, ovviamente sotto controllo e prescrizione medica.

Quindi un mix di cure permette anche a persone non giovanissime e sovrappeso di superare la malattia. Il che non vuol dire rinunciare alle misure igieniche, sempre utili anche per altre infezioni, ma anche prendere il tutto con un po’ meno di panico ed un po’ più di realismo.


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