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Le manovre strategiche dei paesi “europeisti” contro il resto d’Europa (di Viola Ferrante)

 

 

 

 

 

Mentre in Italia si discute a reti unificate della nave Diciotti, del processo a Salvini e della recessione tecnica la cui colpa sarebbe da addossare a questo governo e non ad una frenata dell’economia a livello internazionale, in Europa succedono tante cose di cui ignoriamo l’esistenza ma le cui conseguenze si rifletteranno anche sul nostro Paese.

Bruno La Maire, l’attuale ministro dell’economia e delle finanze francese, ha annunciato che nelle prossime ore Francia, Germania e Gran Bretagna fonderanno un’istituzione finanziaria europea indipendente che permetterà loro di commerciare con l’Iran – e non solo – aggirando così le sanzioni extraterritoriali americane.

È la risposta franco-tedesca alla Brexit, resa possibile dopo il Trattato di Aquisgrana?

Il presidente della Siemens Joe Kaeser ha annunciato all’assemblea annuale a Monaco il progetto di fusione con la francese Alstom per il comparto ferroviario quale risposta alla Cina che dopo la fusione con la società californiana Hyperloop Transportation Technologies (HTT) è diventata un gigante mondiale del settore. Il progetto, inutile dirlo, sostenuto dal governo tedesco (Trattato di Aquisgrana già operativo) è stato presentato il giorno dopo al Bundestag dal ministro dei trasporti Altmeier:” L’Europa deve avere interesse che ci siano «campioni» nazionali ed europei in grado di sostenere la concorrenza con la Cina o gli Usa”, anche se la Commissaria europea alla concorrenza Vestager ha espresso finora parere contrario proprio per i possibili risvolti sul mercato interno UE.

Ancora. Il governo tedesco è alle prese col salvataggio della Deutsche Bank e della Commerzbank, due banche super malate che vanno non solo verso la fusione tra di loro, ma anche -guarda un po’- con la francese BNP. Una super-fusione con relativo salvataggio statale. La BCE, distratta, però commissiona la piccola CARIGE.

Intanto all’UE sono in atto manovre per depotenziare il pericolo che si avverte in vista delle prossime elezioni europee, come il tentativo di Calenda in Italia di creare una lista di europeisti contro i temibili sovranisti alla Le Pen e Salvini, ma anche come Orban e l’austriaco Strache. Manovre che riguardano persino il funzionamento del Parlamento europeo come dimostra il comunicato del Rassemblement National di ieri di Marine Le Pen che ho tradotto con il link in lingua originale.

Comunicato della delegazione RN (Rassemblement national) al Parlamento europeo

Giovedì 31 gennaio, le forze riunite di destra, di centro e di sinistra hanno votato modifiche al regolamento interno del Parlamento europeo. Una delle sue nuove disposizioni voleva dare ai gruppi di maggioranza il diritto di vita e di morte rispetto sugli altri gruppi politici.

Il PPE (destra), S&D (sinistra) e ALDE (centro) hanno stretto un’alleanza di circostanza affinché la Conferenza dei presidenti del Parlamento europeo (che riunisce i presidenti dei diversi gruppi politici) giudichi se esista una “affinità politica” all’interno di ciascun gruppo per consentirne l’esistenza. In altri termini, sulla base dei criteri da essa stabiliti, la maggioranza avrebbe potuto decidere la sopravvivenza della minoranza.

Il meccanismo così come il calendario dovrebbero scandalizzare chiunque si senta devoto alla democrazia parlamentare. Contrariamente a tutte le raccomandazioni della Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa, il Parlamento stava valutando la possibilità di modificare le disposizioni fondamentali alcuni mesi prima delle elezioni europee che annunciano un importante cambiamento politico.

Per fortuna la manovra è fallita: questa disposizione è stata infatti votata con 354 voti contro 267, mentre per adottarlo ne erano necessari 376, la maggioranza assoluta dei 751 membri del Parlamento quanti ne servono per modificare il regolamento interno. 22 voti sono dunque mancati per violare le regole basilari della democrazia!

Il Rassemblement National denuncia con forza questo odioso tentativo di manipolazione che, se fosse avvenuto sotto altri cieli, avrebbe innescato accuse di deriva autoritaria all’interno del Parlamento europeo stesso.

Questa infamia è il segno di una maggioranza latrante che teme più che mai il risveglio dei popoli.

https://enl-france.eu/les-europeistes-tentent-de-verrouiller-le-parlement-a-quatre-mois-des-elections/


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