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Le Guerre Mirate (di Jacopo Cioni)

 

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Marco Travaglio ha combattuto il ventennio berlusconiano come fosse stata la causa di tutti i mali dell’Italia. Per anni sia lui che tutta la intellighenzia intellettuale e non, che avevamo e abbiamo in Italia, ha indicato in berlusca il male assoluto, in ogni sua sfumatura. Siamo arrivati al punto che mezza Italia era talmente arrabbiata con il berlusca che poteva succedere di tutto in Parlamento e in Europa che non si sarebbe accorta di nulla.

E cosi è successo, a forza di parlare dell’unto dal signore l’Italia si è ritrovata nello schifo della dittatura europea senza battere ciglio. Siamo riusciti a far vincere Prodi alle elezioni per ben due volte contro Berlusconi e questo la dice lunga su quanto gli italiani sappiano identificare le persone nella loro natura e fatte scegliere fra arlecchino e mortadella hanno scelto mortadella!. Quel Prodi che come un pifferaio e senza colpo ferire, se non nel costato degli Italiani, si è firmato tomo tomo cacchio cacchio il Trattato di Lisbona al pari del suo compagno di merende Andreotti per il Trattato di Maastricht.

Nemmeno il colpo di stato del 2011 non certo ad opera di frange estremiste, ma della èlite finanziaria coadiuvata da ben noti esponenti politici nostrani è riuscito a far ragionare il popolo italico. Non è riuscito a svegliare le genti, ma è riuscito a creare il partito unico europeista a fronte di una opposizione disgregata e affannata. L’arrivo montiano ha permesso di migliorare la spatolata di calce negli occhi degli italioti che frizzati e contenti lo hanno accolto come il salvatore pur di destituire ciò che era Berlusconi, un arlecchino.

Il berlusca è stato sconfitto dall’oligarchia finanziaria che l’ha “sconsigliato” di proseguire l’avventura politica in quanto come distrattore di masse non poteva più essere credibile. L’ha sconsigliato con la magistratura, la stampa, e poi con 500 milioni a De Benedetti (che tradotti sono “le vuoi tenere ancora le tue aziende?”), ed in fine con il colpo di stato, forse l’unico colpo di stato dove il destituito si è guardato bene dal combattere la battaglia, ma ha passato veloce il campanellino.

E Travaglio? E tutta l’intellighenzia illuminata italiana? Hanno dovuto trovare un nuovo fronte di combattimento a cui addossare le colpe del fallimento Italiano.

Poteva il nostro Travaglio allungare un decimo il collo e vedere oltre la cortina fumogena che annebbia molti cervelli? Intravedere anche solo parzialmente l’antidemocraticità europea e il dominio finanziario internazionale? No, non poteva, forse non gli è permesso, e allora ha dovuto trovare un nuovo nemico da combattere in altra direzione. Si perchè anche i distrattori seriali devono mangiare.

Il nuovo fronte sono gli evasori fiscali e coadiuvato dalla stampa e ovviamente dalla televisione, non perde occasione per evidenziare quanto gli evasori incidano sul PIL in termini negativi. Gli evasori si sostituiscono al berlusca nella crociata marchesca e come per il ventennio precedente sarà battaglia dura e serrata, e come per il ventennio precedente sarà una distrazione di massa altrettanto efficace in quanto i cattivi evasori diventeranno o meglio sono diventati, il mostro che ci impedisce da una crisi, che non è più tale, di emergere. Non vi venga in mente che quella che chiamano crisi è in realtà una condizione di vita normale a cui ci si deve abituare.

Non vede Travaglio, o meglio non desidera vedere, che il sommerso è l’unica cosa che tiene ancora in piedi l’Italia, l’unica economia che ancora fa girare 4 spiccioli. Paradossalmente gli evasori sono coloro che in tal disastro economico italiano ci impediscono di morire avvizziti all’angolo di un incubo chiamato Europa. Sono i nuovi Partigiani che combattono il regime dittatoriale oligarchico e si armano di disattesa fiscale come i nostri nonni si armavano di moschetto nei boschi. Chiaro è stato in un intervento televisivo l’Avv. Mori in questo, ma non è Travaglio e quindi la risonanza su rete nazionale non ci sarà.

Insomma, l’allievo del Montanelli ha di nuovo il suo nemico da combattere e stavolta siete voi italiani, combattenti per la liberà di sopravvivere, responsabili del declino italico e quindi, parole sue, meritate la galera per il vostro ardire.

Ancora una volta gli italiani saranno distratti rispetto ai passi ancora da compiere e se un giornalista dell’intelligenza di Travaglio continua a non vedere o a non voler vedere ciò che è evidenza, un dubbio sulla parte dove alberga ti viene.

Jacopo Cioni

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