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Le diverse condizioni economiche di Francia ed Italia, e perchè la prima dovrebbe fare MENO deficit della seconda.

 

Premetto che non voglio discutere la necessità della Francia di fare maggiore deficit per risolvere i propri problemi sociali: al contrario dei Commissari Europei per me ha maggior valore il benessere dei popoli piuttosto che numeri insensati, scelti casualmente e piegati anche ai desideri di chi le crea ed interpreta. A tanti pseudo-liberisti preferisco Vickrey, e ritengo non casuale il fatto che i primi  siano i prediletti di pochi privilegiati, mentre il secondo abbia vinto il Nobel per l’Economia quando questo premiava veramente i benefattori.

Fatta questa premessa comunque sono d’accordo con Moscovici: Italia e Francia sono su due piani diversi e devono essere trattate diversamente, ma, se l’economia ha ancora un minimo significato e non è solo un insieme di cifre prostituite alla politica elitaria ed antidemocratica, mentre Roma dovrebbe avere la possibilità di fare una politica espansiva più forte, sarebbe necessario seguire Parigi con maggiore attenzione. Analizziamo la situazione su tre punti:

a) Debito: in regime di euro, o di cambi fissi pre-euro (1999-2017), l’Italia ha visto aumentare il debito dal 109 al 131,8% del PIL, con un incremento del 20%, mentre la Francia ha visto un incremento dal 60% al 97% del PIL per cui l’Italia è stata in grado, nonostante tutto, di gestire meglio il proprio carico di debito rispetto alla Francia;

b) Avanzo Primario: l’Italia ha un avanzo primario stabile e positivo da numerosi anni, la Francia ha un disavanzo primario da lungo tempo. Questo significa che la struttura di bilancio pubblico francese non riesce a reggere neppure le partite di spesa ordinarie, esclusi gli interessi, e genera in modo continuo debito; 

c) Saldo delle Partite correnti: L’italia ha un saldo delle partite correnti (Bilancia commerciale + trasferimenti) positivo ormai da diversi anni, diciamo “Post cura Monti”, la Francia no. Questo è importante perchè in un regime di cambi fissi come l’euro l’aumento del reddito disponibile interno, il cosiddetto “Pouvoir d’Achat” che, giustamente, chiedono i Gilet Gialli, si convertirà inevitabilmente in un aumento dello squilibrio di bilancia commerciale, quindi in un ulteriore squilibrio delle partite correnti. Questo significa che il debito francese è più difficile da coprire.

Aggiungiamo che il saldo T2 della Francia è diventato negativo, non a livelli italiani o spagnoli, ma comunque negativo, segno che non c’è scampo al surplus T2 tedesco, ed abbiamo un altro segno del fatto che il problema del deficit non è di Roma, ma di Parigi.

Purtroppo abbiamo due difetti, non sanabili da nessuna politica economica:

a) abbiamo l’unico governo che, bene o male, gode di oltre del 50% del supporto popolare e che quindi può dirsi democratico, cosa che in Europa non è tollerabile;

b) non abbiamo commissari italiani nella Commissione Europea, al contrario Moscovici è francese e non casualmente con posizioni filomacroniane. Non casualmente…..

Il problema è che, per dirla in piemontese , siamo stati “Trop Bon, e alura ciula“, troppo buoni ed allora coglioni: abbiamo presentato la finanziaria nei tempi permettendo alla commissione di esprimere un giudizio. Francia e Spagna hanno presentato gli aumenti di deficit fuori tempo massimo, quindi la Commissione potrà esprimersi solo dal prossimo marzo. Fra i disonesti non si può essere onesti, bisogna o fare come loro, o lasciare la compagnia. 

 

 


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