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Le 5 proposte delle Sardine sono il vuoto cosmico. Tutto come Orwell aveva previsto (di Giuseppe PALMA)

Alla manifestazione di Roma, organizzata dalle cosiddette Sardine e ben accolta dal mainstream e dai politici di “sinistra” (ma anche da alcuni personaggi dello spettacolo), si è assistito alla concretizzazione della società che George Orwell aveva immaginato nel suo romanzo “1984“.

Andiamo per gradi. In un’Europa devastata dalle politiche neoliberiste che hanno di fatto sottomesso gli Stati nazionali agli interessi privati delle multinazionali, e che già da almeno un decennio hanno smantellato i diritti sociali, il leader delle Sardine, Mattia Santori, ha dato lettura delle 5 proposte di questo fantomatico movimento di protesta:

1)Pretendiamo che chi è stato eletto vada nelle sedi istituzionali a fare politica, invece che fare campagna elettorale permanentemente“;

2)Pretendiamo che chi ricopre la carica di ministro, comunichi solamente sui canali istituzionali“;

3)Pretendiamo trasparenza nell’uso che la politica fa dei social-network“;

4)Pretendiamo che il mondo dell’informazione protegga, difenda e si avvicini alla verità, e traduca tutto questo sforzo in messaggi fedeli ai fatti“;

5)Pretendiamo che la violenza venga esclusa dai toni e dai contenuti della politica, in ogni sua forma. Che la violenza verbale venga equiparata alla violenza fisica“.

Qui il video: https://www.facebook.com/517557165079570/posts/1343096452525633/

Insomma, a parte l’uso continuo del verbo “pretendere”, siamo di fronte a 5 proposte totalmente estranee al disagio reale in cui versa un intero popolo. Non una parola sulla precarietà dei rapporti lavorativi, sulle difficoltà per giovani e meno giovani di trovare lavoro e mettere su famiglia, sulla devastazione dei diritti sociali, sulle folli regole di bilancio che ci vengono imposte dall’Unione europea, su quelli che sono gli effetti devastanti causati dal regime dei cambi sui diritti sociali e sui redditi, nulla sul Fiscal Compact, nulla sul Mes, nulla sul pareggio di bilancio in Costituzione. Nulla di tutto questo. Nemmeno una parola. E non una parola sull’Europa delle banche che ha sottomesso la politica e il diritto all’economia e alla finanza. Per le Sardine il problema è “la trasparenza della politica nell’uso dei social-network” o l’uso poco accorto dei social da parte di qualche ministro. Davvero imbarazzante. Siamo di fronte al vuoto cosmico di una generazione di schiavi, privi di una visione corretta dei problemi generali e reali. Una generazione del tutto perduta.

Ma non è una novità. Nel suo romanzo “1984“, lo scrittore britannico George Orwell aveva previsto tutto. Ecco cosa scriveva: “Perfino quando in mezzo a loro serpeggiava il malcontento (il che, talvolta, pure accadeva), questo scontento non aveva sbocchi perché, privi com’erano di una visione generale dei fatti, finivano per convogliarlo su rivendicazioni assolutamente secondarie. Non riuscivano mai ad avere consapevolezza dei problemi più grandi“.

In queste parole sembra di rivedere proprio le Sardine. George Orwell, all’anagrafe Eric Arthur Blair, aveva dunque previsto tutto – Sardine comprese – già nel 1948, anno in cui scrisse il romanzo.

Ma v’è di più. Non ci sono solo le 5 proposte, il vuoto cosmico delle Sardine riguarda anche il loro manifesto politico. Al vuoto si aggiungono ignoranza e pericolo. Lavandosi la bocca con le parole “Costituzione” e “antifascismo” (peraltro in assenza di fascismo), scrivono (rivolgendosi a “populisti” non meglio specificati) : “Perché grazie ai nostri padri e nonni avete il diritto di parola, ma non avete il diritto di avere qualcuno che vi stia ad ascoltare“. Insomma, una forma di fascismo (vero!) a tutti gli effetti.

Dispiace dirlo, ma le Sardine sono l’unico esperimento politico del mondo occidentale in cui una generazione di ragazzi – oltre a non focalizzare le cause reali del proprio disagio sociale – protestano contro l’opposizione parlamentare. Una contraddizione in termini che spiega l’essenza stessa di questo movimento.

In conclusione le Sardine sono – a mio modesto parere – uno dei tanti strumenti nelle mani delle élite, politiche e finanziarie, utili allo scopo di canalizzare il dissenso verso una cornice di problemi secondari o marginali, e dissolverlo con soluzioni del tutto ininfluenti.

Giuseppe Palma

(Ladri di democrazia. La crisi di governo più pazza del mondo. L’ultimo libro di Paolo Becchi e Giuseppe Palma, Giubilei Regnani editore, 2019: https://scenarieconomici.it/ladri-di-democrazia-la-crisi-di-governo-piu-pazza-del-mondo-lultimo-libro-di-p-becchi-e-g-palma-giubilei-regnani-editore/)

 

 

 


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