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Lavoratori Sfruttati dalla Cina: un incredibile caso in Europa

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Uno sciopero nel cuore dell’Europa rivela le tremende condizioni lavorative che le aziende cinesi impongono perfino nel cuore dell’Europa. Centinaia di lavoratori vietnamiti della fabbrica China Linglong Tire in Serbia hanno scioperato questa settimana per protestare contro le pessime condizioni di vita e di lavoro. L’incidente ha fatto notizia nelle notizie locali e ha anche attirato l’attenzione di gruppi per i diritti umani e legislatori dell’UE. Il governo serbo ha cercato di minimizzare le responsabilità del capitale cinese, ma i racconti sono impressionanti e riportano ai peggiori ricordi del XIX secolo. 

Secondo testimonianze raccolte da diverse agenzie di stampa ai lavoratori vietnamiti era stato garantito un lavoro legittimo e ben pagato in Germania, per un’azienda tedesca. Invece una volta giunti in Serbia hanno scoperto di lavorare per una ditta cinese e hanno visto il proprio passaporto sequestrato. Praticamente sono tenuti in semi schiavitù. I lavoratori sono alloggiati in baracche senza riscaldamento e senza acqua calda, in condizioni ambientali pessime. Da maggio hanno ricevuto solo uno stipendio, vorrebbero tornare in Viet-Nam, ma non possono senza documenti. La LingLong tires nega ogni responsabilità diretta, affermando che la colpa sarebbe di un subcontraente, ma le condizioni disumane proseguono.

Pechino ha investito miliardi di dollari in Serbia e nei vicini paesi balcanici, sperando di espandere il proprio peso economico nell’Europa centrale. Anche la Serbia ha rapidamente tratto profitto dagli investimenti cinesi, ma il paese è accusato di avere un atteggiamento troppo morbido verso le aziende cinesi e, soprattutto, verso il loro atteggiamento molto poco rispettoso nel confronto dei lavoratori. Il governo di Belgrado sta cercando, per quanto possibile, di tenere la questione sotto silenzio. Intanto non si capisce bene dove siano i sindacati europei. 

 


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