CinaEconomia
L’assalto cinese ai cieli: il nuovo piano per i jet C919 e l’autonomia da Boeing e Airbus
Il nuovo piano quinquennale di Pechino spinge sull’autosufficienza aeronautica. Nuovi motori nazionali e aumento della produzione per arginare le sanzioni e spezzare il duopolio occidentale.

Pechino non ha intenzione di restare a guardare. Il nuovo piano quinquennale nazionale (2026-2030) traccia una rotta precisa per l’industria aeronautica cinese: accelerare la produzione dei jet commerciali e ridurre drasticamente la dipendenza tecnologica dall’Occidente. In un contesto globale sempre più frammentato dalle tensioni geopolitiche, la parola d’ordine è “autosufficienza”.
Per comprendere la portata di questa sfida, è utile fare un passo indietro. Il progetto del velivolo C919, fiore all’occhiello della Commercial Aircraft Corporation of China (Comac), nasce nel 2008 con un obiettivo strategico chiarissimo: rompere lo storico duopolio di fatto tra l’americana Boeing e l’europea Airbus. Dopo il volo inaugurale nel 2017, il jet a corridoio singolo è entrato ufficialmente in servizio commerciale nel maggio 2023. Si tratta di un investimento statale massiccio, un classico esempio di politica industriale di stampo keynesiano, volto a creare un intero ecosistema ad alto valore aggiunto e a generare potenti moltiplicatori economici interni.
Tuttavia, la realtà industriale e le strozzature globali hanno presentato il conto. Nel corso del 2025, i venti contrari del commercio internazionale hanno bruscamente interrotto le forniture del motore Leap-1C da parte di CFM International (una joint venture tra l’americana GE Aerospace e la francese Safran). Il risultato è stato evidente: Comac ha consegnato solo 15 velivoli C919, mancando ampiamente l’ambizioso traguardo annuale di 75 unità.
Di fronte a queste vulnerabilità, il pragmatismo del nuovo piano quinquennale si articola su direttrici chiare:
- Il motore nazionale: Verrà accelerata la certificazione del turbofan ad alto bypass CJ-1000. Non si tratta necessariamente di sostituire subito il motore Leap, ma, di avere un’affidabile ruota di scorta “fatta in casa” per blindare la continuità produttiva.
- Aumento dell’output: Messa in sicurezza della catena di approvvigionamento per scalare la produzione del C919.
- Modelli specializzati: Sviluppo di varianti specifiche, come quella per gli aeroporti ad alta quota (high-plateau), dove l’aria rarefatta impone sforzi ingegneristici notevoli per mantenere la spinta.
Per inquadrare la strategia di Pechino, ecco l’attuale offerta e i progetti di Comac:
| Modello | Tipologia | Stato del progetto | Competitor principali |
| C909 | Jet regionale | In servizio commerciale | Embraer E-Jet, Airbus A220 |
| C919 | Fusoliera stretta | In servizio (dal 2023) | Boeing 737 MAX, Airbus A320neo |
| C929 | Fusoliera larga | In sviluppo (test in corso) | Boeing 787, Airbus A350 |
Il bimotore a fusoliera larga C929 procede nelle gallerie del vento, ma, la strada è ancora lunga. È interessante notare l’assenza, nel documento programmatico, di scadenze rigide per la certificazione del C919 in Europa o per la raccolta di grandi ordini internazionali. Pechino sa bene che le autorità occidentali non le faranno sconti.
L’approccio resta cauto, ma, potendo contare su un immenso mercato interno capace di assorbire l’intera produzione iniziale, l’obiettivo di dominare i propri cieli è tutt’altro che un’illusione. Nello stesso tempo, almeno sino ad ora, la produzione di questo aereo cinese, che spezzerebbe il duopolio USA Europa, è ancora lontano dal raggiungere dei volumi interessanti, nonostante le linee di montaggio dei concorrenti siano intasate e obblighino ad attendere anni per le consegne.








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