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L’appello degli “intellettuali” e il contrappello degli “ignoranti”

Alla fine doveva arrivare ed è arrivato. L’appello congiunto degli “intellettuali”. E quando arriva l’appello, cari miei, bisogna mettersi tutti sull’attenti. Perché qua, nell’eurozona, quando si muovono gli “intellettuali” si parla solo di roba grossa, da leccarsi le orecchie. Scordatevi le scartine di un tempo: Oriana Fallaci, chi era costei? Pierpaolo Pasolini, chi? Goffredo Parise, ma vogliamo scherzare? Tutta roba vecchia, del Novecento. Oggi ci possiamo permettere vertici del pensiero siderale come, nell’ordine: Tito Boeri, Carlo Cottarelli, Mario Monti, Emma Bonino, Enrico Letta.

Ora, dalle vette inattingibili dell’intellighenzia sovrumana torniamo rasoterra e chiediamoci: cosa mai avranno da dirci costoro? Perché, sia chiaro, quando i maestri parlano gli allievi prendono appunti. Soprattutto se si tratta di alunni discoli e impenitenti come noi che – lo ricorderete bene, non fate gli indiani – abbiamo sempre evaso le regole, mal rispettato i parametri, dribblato i pareggi di bilancio. Insomma, siamo seri e onesti, non abbiamo fatto i compiti per casa. Però, mai disperare. A volte, non si viene bocciati a giugno, ma solo rimandati a settembre.

E poi, se la classe è “tutta” indisciplinata, i prof talora sono clementi. Gli scappa la lacrima, capite, come alla Fornero quando licenziò la famosa “riforma delle pensioni” che, a sua volta, “licenziò” una marea di esodati. E così, adesso, vista la malparata, i nostri severi insegnanti hanno deciso di correre ai ripari. Han fatto l’appello: Draghi? Presente! Von der Leyen? Presente! Lagarde? Presente! Costituzione? Assente (ingiustificata)… A parte gli scherzi, l’appello è una specie di “intercessione” nei confronti del Sistema responsabile della crisi, ben prima del Covid: dalla UE all’euro, dal Fiscal Compact al MES.

Un “modello” portato ad esempio, se non concepito e realizzato addirittura, da quasi tutti i firmatari dell’appello di cui sopra.  Ma in che diavolo consiste, poi, l’appello? Nel chiedere nientepopodimeno che “solidarietà europea adesso” e una specie di “MES sanitario senza condizioni”. Dobbiamo trattenerci dal rotolarci a terra per le risate. Se cadiamo in tentazione, non finiamo prima di domani mattina. E non possiamo permettercelo perché c’è da fare la spesa: con la mascherina di titanio per non slogarsi le mascelle (dal ridere).

Dopo aver avallato per un trentennio un sistema costruito sull’egoismo “codificato” nei trattati, concepito per strozzare la classe media, capace di azzerare i sogni e i progetti di vita di almeno due generazioni di giovani, in grado di desertificare interi distretti industriali, questi chiedono solidarietà “adesso”. E con che tono, amici! Come se fossero reduci da decenni di appelli inascoltati a favore della “solidarietà”.  E non invece da decenni di “esperimenti sociali” come quelli del vero “MES” responsabile dell’eccidio politico e democratico e della catastrofe economica e sociale del popolo greco.

Quello, per intenderci, dei settecento bambini immolati sull’altare dell’austerity di cui non possiamo sapere né i numeri, né tantomeno i nomi; che, se no, mi si turbano le masse. Ma non sono (solo) le ricette di queste menti illuminate a doverci preoccupare. Quelle le abbiamo già sperimentate. È auto-evidente che seguirle sarebbe come accettare di andare a bere un spritz con Nosferatu. Ci deve preoccupare, assai di più, il loro “sogno”. Leggo, testuale, di cazzata in cazzata: “Transizione verde, trasformazione digitale, condivisione degli oneri”. Tradotto, per gli ingenui: cogliere la “opportunità” del Covid per spingere verso gli Stati Uniti d’Europa. E quindi? E, quindi, non c’è più tempo. Prima che loro riescano a costruire gli USE, noi dobbiamo assolutamente evadere dalla UE. Appello e contrappello.

Francesco Carraro

www.francescocarraro.com


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