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“L’Antidoto”

 

Il giorno 21 aprile scorso  ho avuto il piacere di assistere a Roma, in una sala affollatissma del complesso museale  di San Salvatore in Lauro, al convegno organizzato dalla testata giornalistica  “L’intellettuale dissidente” in occasione della presentazione dell’ultimo libro di Marcello Fos “Gli stregoni della notizia. Atto secondo.”  

Di altissimo livello i  relatori, oltre a Foa ovviamente, il neo eletto senatore della Repubblica  Alberto Bagnai e l’economista Vladimiro Giacchè. 

Partendo dall’analisi di accadimenti di estrema attualità, come il caso Skripal a Londra  o il presunto uso di armi chimiche in Siria da parte di Hassad, tutti hanno concluso che la realtà è manipolata dalle agenzie di informazione in maniera spudorata a vantaggio di gruppi di potere economico, che determinano così scelte politiche.

Infatti, nella stragrande maggioranza dei casi, gli organi di informazione sono controllati dagli stessi gruppi di potere in favore dei quali si diffondono le notizie false.La “menzogna” è il vero prodotto  dell’attività d’impresa di certi media.

Pertanto, si sta determinando una vera e propria frattura tra l’informazione “mainstream” ormai assolutamente priva di credibilità e le piccole testate indipendenti, che lavorano sulla rete e cercano di riportare i fatti così come sono.

I convenuti sono stati tutti concordi nel dire che non ci possiamo aspettare nulla di buono nell’immediato futuro e la paventata legge sulle “fake news”  sa tanto di intimidazione e di censura proprio nei confronti degli operatori indipendenti.

Pur concordando con FOA, BAGNAI e GIACCHE’, mi viene però da dire “nihil novi sub sole”.

Joseph Goebbels, il criminale nazista ministro della propaganda di Hitler, che tra le tante abiezioni commesse “vanta” anche l’uccisione propria manu dei suoi sette figli, soleva dire: “Dite una menzogna cento, mille, un milione di volte  e diventerà una verità”.

Unico antitodo possibile alle manipolazioni della realtà per il perseguimento di fini reconditi è la cultura, congiunta all’esercizio del pensiero critico.

La cultura, quindi, che è anche memoria storica degli eventi ed il pensiero critico ovverossia  l’attitudine a uno scetticismo riflessivo nei confronti di ciò che leggiamo e ascoltiamo è il vero unico  antidoto.

E’ di altrettanto  assoluta evidenza come il ruolo della scuola statale sia fondamentale   in questa battaglia.  

Quindi comprendiamo perchè essa sia stata oggetto di interesse  molto pressante nell’ultimo decennio da parte della UE, BCE e della italica Confindustria che hanno imposto riforme per destrutturarla ed impedire così l’adempimento del suo ruolo costituzionale, vale a dire la formazione del cittadino.

La legge 107/2015 ha infatti proprio questo obiettivo, l’annullamento del pensiero critico e l’imposizone della didattica per competenze, che privilegia un uso utilitaristico e non speculativo del sapere e soprattutto  conoscenze molto limitate.

Per concludere: la vittoria nella  battaglia per la libertà dell’informazione e per la difesa della democrazia  non può prescindere dal totale ripensamento di quanto in questi anni è stato imposto alla scuola statale italiana.

Sicuramente FOA, BAGNAI e GIACCHE’ convengono su questa mia conclusione.

Raffaele SALOMONE MEGNA


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