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La Von Der Leyen sulla griglia dell’EPPO per la vicenda vaccini. Il PPE ha scelto male, molto male

La Von Der Leyen ora è indagata anche dalla procura europea EPPO per gli accordi non trasparenti per i vaccini Pfizer. Eppure è ancora candidata alla guida della UE

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Ursula von der Leyen

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il CEO di Pfizer, Albert Bourla, sono al centro di queste indagini a seguito di un presunto scambio di messaggi di testo che avrebbe potuto influenzare il corso delle trattative per l’acquisto dei vaccini. Questo scambio, e le azioni successive, hanno sollevato domande sulla possibile “interferenza nelle funzioni pubbliche, distruzione di sms, corruzione e conflitto di interessi”.

Ad indagare non è solo qualche deputato europeo, poi tacitato, come avvenuto nei mesi scorsi, ma la vicenda è stata presa in mano dall’autorità inquirente della UE, la EPPO, cioè il Procuratore Europeo che ora si trova, per la prima, ad avere a che fare con un caso di queste enormi dimensioni e che arriva a un così alto livello. Vedremo se questa autorità inquirente riuscirà a far fronte alle aspettative di chiarezza e trasparenza che sono altissime.

La situazione è complicata ulteriormente dalle denunce presentate da governi membri dell’UE e da azioni legali parallele, come quella intrapresa dal New York Times per ottenere accesso ai contenuti dei messaggi tra von der Leyen e Bourla. Queste azioni riflettono una crescente esigenza di trasparenza e responsabilità, soprattutto quando si tratta di decisioni che influenzano la salute e il benessere dei cittadini europei.

L’Eppo, con il suo mandato paneuropeo di indagare sui crimini finanziari, si trova ora a dover navigare in acque turbolente, cercando di bilanciare la necessità di condurre indagini approfondite con quella di mantenere la fiducia del pubblico nelle istituzioni che rappresenta. Il loro lavoro non solo determinerà l’esito di questo caso specifico, ma potrebbe anche stabilire un precedente per come le indagini future saranno gestite e percepite dal pubblico.

In un’epoca in cui la fiducia nelle istituzioni è fragile, la trasparenza diventa un bene prezioso che può rafforzare o indebolire la fiducia pubblica. Il caso attuale rappresenta un momento cruciale per l’Eppo e per l’UE nel suo insieme, poiché le azioni intraprese oggi plasmeranno la percezione della loro integrità per gli anni a venire.

Mentre attendiamo gli sviluppi futuri, una cosa è certa: la richiesta di trasparenza e di responsabilità da parte delle istituzioni pubbliche non è mai stata così forte. Sarà interessante vedere come l’Eppo e altre istituzioni risponderanno a questa chiamata e quali saranno le ripercussioni per il futuro della governance europea.

La Von del Leyen è la candidata del PPE alla prossima presidenza. Una scelta estrema

La cosa divertente è che, nonostante fosse noto il problema delle relazioni Bourla – Von Der Leyen, lei è stata nominata come candidata alla prossima presidenza della Commissione dal PPE; il partito maggioritario nel Parlamento europeo. Una scelta estrema, sia perché un mandato decennale a Bruxelles è molto lungo, ma soprattutto perché i suoi pasticci nella conclusione dei contratti sui vaccini erano noti.

A questo punto è evidente che la sua discussa figura diventerà solo uno strumento di scambio nelle trattative, che cominceranno il prossimo luglio, e che porteranno alla selezione della prossima commissione. Nessun esponente del Partito Popolare con un minimo di credibilità voleva bruciarsi nel sistema macchinoso dei candidati dichiarati in anticipo utilizzato in Europa, per cui bruciare una candidata discussa appare come la scelta più logica.

Oggi, più che mai, non scommetterei sulla sua riconferma.


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