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LA VOCAZIONE IMPERIALISTICA TEDESCA: UNA REALTA’, PER DI PIU’ ANTICA (di Francesco Sabbatucci)

Sack_of_Rome_of_1527_by_Johannes_Lingelbach_17th_century

Sacco di Roma del 1527 da parte dei Lanzichenecchi

Manie di grandezza. Verosimilmente il tedesco medio (o quantomeno il governante tedesco medio, ricordando l’oggettività del fatto che é il paese a partorire la classe politica), a prescindere dal fatto che sia disposto ad ammetterlo o no, é fondamentalmente convinto della superiorità della propria stirpe e della propria cultura su tutte le altre (se ideali individuali attecchiscono sul piano sociale é sempre perché il terreno sociale su cui determinati semi vengono gettati é sufficientemente fertile rispetto a quelle stesse sementi) ed ha la convinzione di poter legittimamente ambire, per presunzione di diritto di sangue (leggi anche presunzione di superiorità razziale), ad essere guida del mondo. Anzi, a poterlo addirittura pretendere; e magari a sentirne addirittura il dovere (sentimenti, questi, propri di chiunque si senta superiore sotto ogni aspetto).

Se certamente il tedesco medio prima dell’avvento del nazismo non era nazista e non é nazista oggi, egli era senz’altro arianista in epoca pre-nazista ed ha continuato ad esserlo in epoca post-nazista (con il termine arianismo si vuol in questa sede indicare, appunto, quella presunzione di superiorità del ceppo ariano sul resto dell’umanità di cui il tedesco medio é, deducibilmente, convinto. Componente di cui ,comunque, il nazismo non é certo scevro ; ribadiamo : se ideali individuali attecchiscono sul piano sociale é sempre perché il terreno sociale su cui certi semi vengono gettati é sufficientemente fertile rispetto a quelle stesse sementi ) .

Il tedesco medio, in quanto appunto convinto della superiorità della propria stirpe e della propria cultura, é verosimilmente imperialista; come, altrettanto verosimilmente, sono inevitabilmente imperialisti tutti coloro che siano convinti della propria superiorità tout-court.

La prova di quanto appena detto riguardo la mentalità tedesca é nei fatti (ivi compresa la revoca del divieto di stampa e commercializzazione del “mein kampf” avvenuta nel tardo 2015 : dal 1 gennaio 2016 il “mein kampf” può nuovamente trovare spazio sugli scaffali delle librerie tedesche). Fatti che, appunto, vedono inoppugnabilmente la Germania fare a oggi in Europa il bello ed il cattivo tempo e gli altri paesi , chi più chi meno, annaspare. E se quanto appena detto costituisce le prove dell’arianismo imperialista tedesco post-nazista, la prova dell’arianismo imperialista tedesco pre-nazista é costituita dalla responsabilità dell’ inizio della prima guerra mondiale; responsabilità essenzialmente e sostanzialmente germanica.

Una propensione imperialista, quella tedesca, resa ancor più pericolosa nel presente dalle frustrazioni subite nel passato.

A prescindere da cosa volessero essere in origine l’unione europea e l’Euro, oggi unione europea ed Euro non sono, infatti e di fatto, altro che il terzo tentativo di espansione imperialista tedesca ; inequivocabilmente. Prove tecniche di quarto reich.

Quanto al perché dell’impietosità del trattamento attualmente – e già da lungo tempo – riservato all’Italia dalla Germania, esso trova verosimilmente risposta nel fatto che per il tedesco medio, checché se ne possa dire, l’italiano continua verosimilmente ad essere il traditore (8 settembre 1943) ed un popolo capace di tradire che abbia tuttavia posseduto un impero vastissimo (quello romano) é per la mentalità tedesca (la mentalità di un popolo non é provincialismo popolano ma realtà determinante) cosa assolutamente inconcepibile ed indigesta . Prima di ciò vi sono comunque una presunzione di superiorità tout-court ed una conseguente ambizione imperialistica generalizzata di fondo.

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  • […] Quanto al perché dell’impietosità del trattamento attualmente – e già da lungo tempo – riservato all’Italia dalla Germania, esso trova verosimilmente risposta nel fatto che per il tedesco medio, checché se ne possa dire, l’italiano continua verosimilmente ad essere il traditore (8 settembre 1943) ed un popolo capace di tradire che abbia tuttavia posseduto un impero vastissimo (quello romano) é per la mentalità tedesca (la mentalità di un popolo non é provincialismo popolano ma realtà determinante) cosa assolutamente inconcepibile ed indigesta . Prima di ciò vi sono comunque una presunzione di superiorità tout-court ed una conseguente ambizione imperialistica generalizzata di fondo. FONTE […]

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