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La verde Olanda brucerà più carbone per risparmiare gas. Dove sei Cingolani?

 

I Paesi Bassi ridurranno le attuali restrizioni sulle centrali elettriche a carbone, ha dichiarato lunedì una fonte governativa a Reuters. Secondo la Reuters, l’annuncio ufficiale è atteso per oggi.

La notizia arriva mentre la Germania cerca di eliminare le restrizioni sull’energia prodotta dal carbone, ma mantenendole, per ora , sulla lignite, e alcuni paesi dell’Unione Europea cercano di risparmiare gas naturale.

Attualmente i Paesi Bassi limitano la produzione di centrali elettriche a carbone ad appena il 35% della capacità, nel tentativo di abbandonare il combustibile fossile ritenuto sporco per passare a un’energia più pulita. Il governo sta cercando di eliminare gradualmente le ultime quattro centrali a carbone entro il 2030.

La capacità totale di energia a carbone dei Paesi Bassi era di 3,31 GW nel 2020, ed era destinata a scendere a 3,18 GW nel 2025 con la chiusura di due impianti, nella speranza di eliminare completamente l’energia a carbone entro il 2030, quando gli ultimi tre impianti sarebbero stati chiusi. Nel 2019, infatti, i Paesi Bassi hanno approvato una legge che vieta l’uso del carbone per la produzione di energia elettrica entro il 2030. Invece, si fa retromarcia a tutta velocità, per mettere più gas negli stoccaggi ed evitare i black out questo inverno.

Questi ambiziosi piani di eliminazione del carbone hanno incontrato una dura resistenza da parte delle utility RWE e Uniper, che nel 2021 hanno invocato il Trattato sulla Carta dell’Energia per chiedere un risarcimento al governo, un trattato che protegge gli investimenti in infrastrutture a combustibili fossili nell’UE, in Gran Bretagna e in Svizzera.

I Paesi Bassi dipendono dalla Russia per circa il 15% del loro gas – una dipendenza che ora è in serio pericolo, con la Russia che ha già interrotto il flusso di gas verso la Polonia, l’Italia e la Bulgaria e ha ridotto i flussi verso altri Paesi. A maggio, la Gazprom russa aveva interrotto il flusso di gas al commerciante olandese GasTerra e alla danese Orsted dopo che questi si erano rifiutati di assecondare le richieste di pagamento in rubli di Gazprom.

Nel frattempo Cingolani ha solo “Messo in allarme” le centrali a carbone in Italia. Senza gas russo avrebbe già dovuto attivarle, deviando il gas risparmiato negli stoccaggi.

Questa scelta farà infuriare i Verdi, molto forti nei Paesi Bassi, e piangere Greta Thunberg, ma si tratta di una scelta proprio figlia delle assurde politiche verdi, che han preteso di limitare le forniture prima che fosse disponibile un’adeguata fonte alternativa di energia.

Spiaze Greta


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