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La “vecchia” geopolitica economica tedesca: il governo Merkel a un passo dall’abisso strategico di Dardo

 

 

Se l’annuncio dei dazi alle importazioni di auto europee toccherà significativamente la Germania, sarà l’intero comparto bancario e finanziario tedesco a dover assorbire la già precaria condizione dei prestiti secretati alle maggiori industrie dell’acciaio, della componentistica e della filiera automotive nazionale e internazionale dei gruppi tedeschi, peraltro già minacciata dai tagli di produzione selettivi.

A questo si devono aggiungere le garanzie pubbliche messe a disposizione delle società per poter assorbire i costi del lavoro, che ricordiamo garantisce alla Germania il 72% del PIL. La UE, pur a trazione tedesca, non può assorbire in toto la strategia economica tedesca e tanto meno fare proprie le esigenze di stabilità fondamentali al governo Merkel per orientare le votazioni europee e tutte le contraddizioni politiche interne.

La polemica sul nucleare Made in Germany rientra  nel dibattito militare in seno alla UE ed alla Nato proprio per acuire le tensioni del populismo interno, in seno ad Afd e CSU, attorno al tema della negoziazione dei patti post II Guerra Mondiale, quale istanza di indirizzo geopolitico dell’intera Europa,  sia quale minaccia all’attuale assetto dell’Alleanza Atlantica, che quale rinegoziazione con la Russia mediante la creazione dell’Esercito Europeo, di concerto con la Francia, potenza militare nucleare attualmente chiusa diplomaticamente su tutti i propri fronti vitali.

Questa estremizzazzione delle politiche estere tedesche si innesta con l’attuale scontro tra USA e Cina sulla bilancia commerciale e l’indebolimento necessario agli USA degli attuali assetti economico finanziari con tutto il blocco BRICS Plus.

Russia, Turchia, Iran e Qatar rappresentano un chiaro esempio di come le agende estere richiamino per la Germania ad una naturale prosecuzione delle teorie di Schmitt e Funk, ossia la creazione di uno Ius pubblicum europeum indipendente dall’assetto finanziario globale attorno al dollaro ed al sistema dei pagamenti e controlli della FED. Le dichiarazioni del ministro degli esteri Maas vogliono proprio rievocare il portato strategico geopolitico economico della Germania in seno alla UE, violando quanto da loro sottoscritto nel post guerra e la rilevanza dei trattati ai quali ha aderito.

Il viaggio che la Merkel sta per compiere in Azerbaijan serve a chiudere il cerchio degli approvigionamenti di gas naturale mediantel’estensione del TAP sino in Germania attraverso la rotta balcanica, ergendosi a garante geoeconomico con la Turchia, i paesi dei Balcani occidentali e i paesi dell’Europa centrale, quale strumento di diversificazione rispetto alla minaccia pendente dagli USA sul North Stream 2 e il peso della Russia sullo scenario energetico europeo. Paradossalmente, l’Austria e l’Italia ne sarebbero avvantaggiate ma avrebbero meno peso negoziale in seno all‘agenda dell’UE.

La Turchia, forte del sostegno economico tedesco, delle rimesse dei turchi d’Occidente come li chiama Erdogan, potrebbe in tal senso essere il pilastro portante della vecchia strategia tedesca. Senza la minaccia di abbandono della Nato e dell’adesione allo SCO, al libero mercato Euroasiatico russo, nonché della manovra di controllo delle merci da e per l’Asia con la Cina, la Turchia attualmente sarebbe già fallita.

È questo il vero problema per Trump e Pompeo, come riuscire nel minor tempo possibile a rompere insidiare uno dei crocevia strategici per incunearsi all’interno dei paesi convergenti e dal punto di vista diplomatico geopolitico e dal punto di vista economico finanziario.

L’Eurasia, uno dei pilastri di Haushoffer e Hitler durante la preparazione alla II` Guerra Mondiale, è il vero incubo delle élite militari e finanziarie americane, le quali avevano individuato nella Dottrina Albright abbracciata da Clinton e Obama il superamento degli assetti globali mediante una riduzione degli spazi democratici globali per amalgamare tutte le istanze del NWO nella deregulation dei livelli di vita e una omogeneità sistemica delle economie globali secondo piani finanziari ben bilanciati tra dollaro ed euro.

TTIP e TPP servivano proprio quali trattati di stabilità strategica tra UE, USA e Cina. Tutti, tranne il Pentagono,  non si accorsero che la strategia cinese e quella tedesca servivano proprio per indebolire gli USA e riuscire a domare l’orso russo mediante la rivolta in Ucraina.

La debolezza strategica della Germania si fonda sempre sulla prevedibilità delle azioni e sulla pianificazione economica e normativa della sua azione diplomatica e finanziaria. I suoi leader non hanno ancora compreso che il cavallo di Troia cinese, ossia l’accordo economico tra Germania e Cina sulle tecnologie pulite tedesche e i prezzi calmierati delle industrie chimiche che dà fiato alle vendite fino al 2025, serviva alle élite cinesi quale mezzo di contrasto economico con gli USA su una prevedibilissima minaccia commerciale cinese ai beni Made in USA, partendo dall‘acciaio per finire alla riduzione pericolosissima del Gap tecnologico industriale tra i due giganti.

Se alla Germania serve il gas per produrre, alla Cina serve il petrolio per mantenere la propria industria e lo sviluppo della mobilità negli anni a venire fino a quando non ridurrà i consumi di petrolio solo ai fini industriali, ossia quando avrà raggiunto il Gap tecnologico industriale per non avere più bisogno della Germania, della Russia e della Corea, divenendo diretto concorrente nel settore aero spaziale, quello dei beni industriali avanzati, esaurendo la necessità dell’Europa germano-centrica e delle sue produzioni qualificate a vantaggio delle proprie corporation che hanno tutto l’interesse a mantenere il dollaro quale moneta di riferimento per poter svalutare e rivalutare la propria proiezione strategica 2035.

È questa cecità delle élite tedesche a non far comprendere il reale Gap tra USA e UE nell’affrontare sia l’orso che il dragone, la loro tecnologia militare e la capacità di sacrificare la UE per la propria strategia di medio lungo termine, quando l’IA e la blockchain avranno già contaminato le economie globali, riducendo le capacità di negoziazione e i tempi dell’aggiornamento tecnologico dei paesi in via di sviluppo senza che essi abbiano più bisogno di nessuno in occidente, ridotto ad un nord ovest del globo, molto vecchio e malato. È a questo che non vogliono assistere nel Regno Unito e mediante il Commonwealth circuire il globo terrestre con le proprie istanze strategiche multipolari.

Ancora in Italia abbiamo persone che credono nell’Ottocento e nell’ordine post westfaliano, non capendo che il futuro è già qui…

Dardo


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