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La produzione di Auto al livello del 1958, le vendite al livello del 1967. Presto torneremo alle carrozze trainate da cavalli…(e’ la ripresa)

Prendiamo spunto dall’articolo del Sole 24 Ore Auto, la produzione è tornata ai livelli del 1958

 

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In sintesi:

– La produzione di automobili e’ crollata dell’80% in 2 decenni, e si posiziona al livello del 1958 (anche la produzione di veicoli commerciali pesanti ha fatto -62% dal picco)

Le vendite di automobili nel 2013 e’ crollata del 50% dai picchi degli anni 90 e 2000, e si posizioni a livello degli anni 60.

Guardando le curve di produzione e vendite si nota che:

– Le Vendite sono sempre cresciute, ma dal 2008 sono letteralmente crollate dimezzandosi in 6 anni, segno di una crisi epocale dell’Italia, e di un tracollo del potere d’acquisto degli Italiani a seguito della crisi del 2008 e della crisi dell’eurozona

– La Produzione ha superato le vendite fino al 1980. Dal 1980 alla seconda meta’ degli anni 90 la produzione e’ scesa sotto le vendite, segna di perdita di competitivita’, ma ha comunque retto bene.

– Dalla seconda meta’ degli anni 90 la produzione nazionale e’ collassata

 

Il perche’ di questo crollo produttivo e’ evidente: l’Italia ha perso competitivita’ in modo drastico nel settore automotive:

A) Il Gruppo FIAT ha delocalizzato gran parte della produzione (in Polonia, Serbia, Turchia, etc), e contemporaneamente ha fortemente perso quote di mercato

B) L’Italia come sistema paese s’e’ dimostrato fortemente poco competitivo, incapace di frenare la fuga all’estero della produzione FIAT, e di attrarre nuovi produttori

Certamente la perdita di competitivita’ e’ legata sia alla mancanza di investimenti ed innovazione del gruppo FIAT, sia ad un sistema paese “rigido” e “costoso”, sia all’introduzione dell’Euro che ha reso meno competitivi i prodotti italiani (il tracollo e’ simultaneo all’introduzione dell’euro).

E’ comunque impressionante notare che, nonostante lo stato italiano abbia finanziato la FIAT nella costruzione di stabilimenti nel mezzogiorno (specie negli anni 60, 70 ed 80), nonche’ finanzi la Cassa Integrazione (nei momenti di crisi), la FIAT abbia scelto di fare investimenti (costosi) in altri paesi (esempio la Serbia, che ha un solo vantaggio: un costo del lavoro bassissimo), per fuggire dal sistema Italia.

Negli anni 80 la FIAT arrivo’ ad avere il 15% del mercato Europeo dell’auto, oggi sta ad un magro 6%. All’epoca la produzione era tutta italiana, mentre oggi, tra i modelli di successo, ben 3 sono fatti nell’est europa (500, 500L, ypsilon) e solo 3 in Italia (panda, punto e giulietta).

Presto torneremo alle carrozze trainate da cavalli… e’ la ripresa di Leptas, Sakkomannis, Marpionnes e Skuizis.

 

By GPG Imperatrice

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