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La privatizzazione di ENEL sotto la soglia dell’OPA e la farsa di De Vincenti su ENI: il Governo dica al Paese se è stato ricattato dall’Europa per privatizzare ENEL

Ai lettori attenti delle vicende europee non è sfuggito che l’approvazione della legge di stabilità 2015 sia arrivata solo alcuni (3) giorni dopo l’avvenuta privatizzazione di ENEL sotto la soglia dell’OPA obbligatoria. Dopo tale cessione il Governo italiano NON potrà più salire oltre il 30% senza fare un’OPA totalitaria mentre un qualsiasi straniero – o un italiano con liquidità, magari a seguito della vendita delle proprie aziende straniere, magari anche americane, – potrebbe entrare nell’azionariato del colosso elettrico italiano con il 29,9% e prenderne il controllo.

A dire il vero di sintomi “strani” ne abbiamo visti altri in passato: quando l’anno scorso Renzi disse che non voleva privatizzare ed anzi le privatizzazioni sarebbero state congelate è partito uno stranissimo e puntualissimo affondo della magistratura su suo padre, guarda caso quando l’ex sindaco è tornato sui suoi passi dicendo che le privatizzazioni sarebbero state fatte ma nel 2015 tutto si è acquietato [prego controllare con cura le date degli eventi indicati, ndr]. Certamente un caso, certamente una coincidenza…

Alcuni giorni fa il Viceministro con delega all’energia De Vincenti – su questo sito era già apparso un monito sulle qualità del Viceministro solo alcuni giorni fa – ha lanciato la bomba, poi auto-smentita, che anche ENI verrà privatizzata sotto il 30%, stessa solfa valida per ENEL: della serie, permettiamo che uno straniero entri nel board con il 29,9% magari finanziandosi a tassi [franco-tedeschi] simil zero e di fatto ne prenderebbe il controllo. Alla fine è questa la ragione dello scempio che abbiamo visto in Telecom Italia in questi anni, una volta che il Governo decise di scendere sotto la soglia dell’OPA obbligatoria è entrata Telefonica e con la sua presenza nel Board ha fatto in modo di far vendere all’ex colosso telefonico nazionale le partecipate estere, con il Brasile ci sta ancora provando… Il commento politico l’ho già fatto in passato: siamo sicuri che De Vincenti sia la persona giusta al posto giusto? Già sottosegretario con delega all’energia con gli iper europeisti Monti e Letta (governi), decisamente filo europeo, insomma siamo sicuri che sia veramente la persona adatta al ruolo? Eppoi quello strano errore su ENI, i maligni lo hanno interpretato come se stesse facendo la sponda alla Total di turno… Malelingue certamente.

Ora, è necessario prendere il toro per le corna: che Renzi ci dica se è/è stato  ricattato dall’Europa tedesca, magari costringendolo a rendere contendibili le aziende italiane strategiche, quelle che fanno gola. E lo faccia adesso, prima che sia troppo tardiper reagire! Si ricordi ad esempio che il colosso francese dell’energia EDF è statale per oltre il 70% ed anche Tspras si sta rifiutando di privatizzare l’azienda elettrica statale PPC pur dietro enormi pressioni europee (dovrei dire tedesche). Mentre in Germania E.ON è si pubblica ma con un azionariato di controllo che di fatto la rende non contendibile, il resto dell’energia tedesca che conta è invece tutta statale ma con una grande differenza: ENEL va a gonfie vele mentre il mercato tedesco dell’energia è un disastro. E non sono parole di chi scrive ma dell’ex AD di EDF Proglio lo scorso anno al Financial Times*, aggiungendo anche che delle due principali aziende tedesche una è più o meno morta e l’altra sta malissimo…

Non è che questa privatizzazione dell’ENEL è stata estorta al governo italiano con lo spauracchio di farlo finire come la Grecia? Magari con la minaccia della mancata approvazione della legge di stabilità 2015 in sede Europea? E che magari questo non sia finalizzato a rendere contendibile ENEL per un successivo acquisto/fusionevia attore ad esempio tedesco con il fine di salvare il settore energia germanico in gravissima crisi nel dopo Fukushima? Come grande paese manifatturiero la Germania non può permettersi di non avere un settore energetico forte…

Il governo deve dirci se è stato ricattato, lo deve al Paese. Se così sarà penso che ci saranno molti Italiani che si adopereranno per fare la guerra alla Germania, intendo guerra economica, politica e fiscale anche se con i tedeschi non si sa mai, statisticamente siamo già in zona di pericolo in termini storici, non fanno guerre militari da troppo tempo…

Detto questo, a parte il consiglio di rimuovere il prima possibile De Vincenti dal suo ruolo eccessivamente strategico per una persona apparentemente troppo esposta verso passati governi e sodalizi filoeuropei con interessi non necessariamente coincidenti con quelli – a parole, di Renzi – attuali del nostro Paese**** (sempre i maligni di prima ipotizzano che il Viceministro abbia simpatie massoniche legate a Mario Monti**), è assolutamente fondamentale per il Governo far chiarezza con gli italiani: che Matteo Renzi dica ORA al Paese se è stato ricattato dall’Europa tedesca, avendo subito l’imposizione della privatizzazione di ENEL per ottenere l’approvazione della legge di stabilità! Sono certo che se lo facesse anche i suoi detrattori lo aiuterebbero!

Se è questo il caso, Bisogna saperlo! Anche perchè se da qui a qualche mese succederà quanto preconizzato in questo intervento qualcuno rischia di fare una pessima figura, facendo balenare lo spettro del Savonarola sulla carriera politica del primo ministro fiorentino.

Jetlag per Mitt Dolcino

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*”German Energy Market a Disaster”, By Pilita Clark in London, FT, 8th.Oct.2014

** A Roma molti sussurrano che M. Monti abbia promesso ENEL ad Angela Merkel fin dal 2012 per salvare il settore tedesco dell’energia: durante il suo governo il primo ministro italiano ex rettore della Bocconi aveva inaugurato un tavolo di collaborazione tedesco italiano con aziende al seguito***, ENEL e le banche lato italiano e Deutsche Bank, E.ON e Siemens lato tedesco, solo per rilevare che pochi mesi dopo Siemens cercò di comprarsi Ansaldo Energia (magari con il fine di eliminare un competitor in possesso delle proprie licenze, poi ottimizzate…)

*** “Tre pilastri per rilanciare la Ue” Nicoletta Picchio – Il Sole 24 Ore, 5.7.2012

**** “…si sa, l’appartenenza politica ha un suo peso anche nell’interpretazione di una linea di Governo, ad esempio per i trascorsi storici ritengo che nessuno si sarebbe potuto sognare di mettere un ex missino come ministro dell’Interno nel Governo Berlusconi pur forte di una enorme maggioranza, che dite?…”

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