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Nasce la Nuova Banca Pubblica – seconda parte

Nuova Banca Pubblica, progetto nel programma di Indipendenza Veneta
Dopo aver introdotto nel precedente articolo il progetto di Nuova Banca Pubblica che è stato proposto da Indipendenza Veneta nel suo programma politico per le imminenti Regionali vogliamo dare un immediato seguito al racconto del piano per dare modo a chi ha avanzato domande e perplessità di farsi un’idea più precisa di ciò che il progetto stesso prevede.

A coloro che volessero approfondire il tema pur non avendo le basi ricordiamo che L’Economia Spiegata Facile propone sia video divulgativi che articoli selezionati fra i più interessanti con lo scopo di introdurre chi ne fosse a digiuno, nel mondo dell’economia.

Nel frattempo continuiamo ad occuparci del progetto di banca pubblica con Alarico Iotti che abbiamo già conosciuto e che si occupa assieme ad altri ricercatori internazionali della sua realizzazione tecnica.

 

D: Warren Mosler si è detto interessato a partecipare al progetto di Nuova Banca Pubblica qualora fosse sostenibile e ritiene che per stare in piedi il nuovo istituto dovrebbe essere in grado di tassare perché, come sappiamo, le tasse servono ad affermare l’autorità di una moneta ed a redistribuire le risorse. Come prevedi che tale prassi verrà applicata?

R: Concordo, per questa ragione il progetto potra’ essere applicato a pieno solo con l’indipendenza, possiamo approfondire ma esistono due elemeti che vanno in questa direzione:

1) il coinvolgimento di un ente istituzionale (ex: consorzio di comuni) che come contropartita dovra’ accettare il pagamento delle imposte locali con il credito complementare.

2) il sistema prevede il market place per la commercializzazione di beni reali che accetterà solo credito complementare.

D: Posto che l’obiettivo è il completo recupero della sovranità monetaria nella fase di transizione useremmo per gli scambi interni la moneta locale e per gli scambi esterni continueremmo ad usare l’Euro?

R: Non ci sono molte alternative è previsto che chi ha bisogno di euro (valuta estera rispetto al sistema) debba convertire in qualche modo…esista la possibilità di cedere il credito e acquisire valuta estera… (se le cose continuano con questo ritmo può essere che saltiamo i passaggi intermedi passando direttamente alla sovranità monetaria)… ricordo che in Veneto l’idea è quella di sfruttare il surplus di valuta estera che arriva sul territorio.

D: Nel caso di completo abbandono dell’Euro come verrebbe stabilito il cambio della nuova valuta sia sul mercato delle valute straniere che sui prezzi interni?

R: Per ora abbiamo solo ipotesi non ti posso rispondere con chiarezza… posso solo dire che il credito elettronico ha un controvalore in moneta convenzionale o beni reali… è più stabile delle valute a corso legale e ciò ci permette di decidere in funzione di come evolveranno le cose.

D: Come avverrebbe la cessione del sistema di controllo all’ente pubblico?

R: Parte da subito sotto il cappello di una autorità pubblica… altri comuni potranno solo aderire al sistema se rispettano i requisiti di favorire il bene comune ( una volta dentro concorreranno a migliorare e controllare le regole).

D: Una volta resa pubblica che strumenti prevedi che tutelino la nuova banca da una nuova cessione alla BCE o dalla gestione di un governo Monti/Renzi/Berlusconi/ecc. Non dovrebbe nascere un quarto potere di Stato a gestirla indipendente al pari del potere legislativo, esecutivo e giudiziario?

R: Qui si tratta di un sistema informatico nessun politico potrà realmente governare il sistema.. immagina come una nuova rete internet specializzata solo sullo scambio del valore (sarà qualcosa di pubblico dominio)

la parte di regole del sistema verra’ governato da 2 entità:

1) commissione etica

2) “commissione politica o dei cittadini”

entrambi elette secondo meccanismi non convenzionali che spiegheremo più avanti.

D: Quali attività potranno mettere in campo BCE, Stato e sistema generale per ostacolare la creazione di questa banca pubblica?

R: Nessuna. Non avranno potere su questo sistema perché un sistema diverso che comunica con loro solo attraverso un gateway controllato essenzialmente dalla commissione etica.

D: Quali possibilità ha la Nuova Banca Pubblica che Indipendenza Veneta propone di realizzare dopo aver ascoltato il progetto di Onet?

R: Il 100%. E’ solo questione di tempo ma serve il contributo di tutti. E’ veramente qualcosa di pensato per perseguire il bene comune.

D: Una delle prime critiche mosse dal mondo della MMT italiana (nello specifico Economia Per i Cittadini e MeMMT assieme a Mosler) al progetto di nuova banca pubblica è che tornando a stampare in deficit si verrebbe comunque a creare un debito reale per quanto mitigato dalla sovranità monetaria. Come rispondi?

Nelle fasi intermedie proteggeremo il sistema su controvalore di valuta estera e beni reali (il sistema per sua natura non potrà avere rischio di insolvenza. Per ora questo modello è applicabile solo in Veneto, le altre regioni potranno accedere solo dopo il primo consolidamento del sistema.

Quando sarà il momento di emettere a deficit nessuno degli attori avrà interesse a tornare indietro. La spesa a deficit sarà comunque emessa a regime in funzione di beni reali utili alla vita (la ricchezza la natura la da gratis) ciò ci consente di emettere a credito e non a debito il credito elettronico. Il credito elettronico diventa lo strumento di garanzia che ci consente di disporre dei beni reali (moneta, distribuzione di acqua ed energia diventano nel nostro modello monopolio di stato).
Noi intendiamo lo Stato come ente pubblico che governa una comunità.

Una eventuale emissione monetaria, potrà essere attuata solo da una comunità sovrana in grado di tassare i cittadini. L’idea è distribuire il diritto di emissione monetaria agli enti locali che sono quelli che in futuro tasseranno i cittadini.

La piattaforma che regola gli equilibri esiste già.

 

D: Una banca che emetta moneta senza limiti è possibile solo per uno Stato indipendente, diventando la sua banca centrale! Allo stato attuale se un ente locale creasse una banca pubblica non potrebbe emettere moneta (prestiti) senza limiti perché dovrebbe comunque rispettare i requisiti patrimoniali, e in caso di prestiti inesigibili dovrebbe ridurre il capitale, che costituisce un immenso investimento iniziale, quindi non è molto facile…

R: Allo stato attuale non verrà emesso credito senza controvalore… il vantaggio sta nel fatto che verrà attivato contestualmente un market place che rende diponibili beni reali solo pagando con il credito (magari appena avrò il tempo approfondiremo il funzionamento di questo speciale e commerce e ti spiegherò perché genererà una maggiore ricchezza rispetto al mondo convenzionale).

D: Un’altra critica, fatta da Alessandro, è la seguente: “L’idea di essere o no nell’euro diventa irrilevante”  (cit. del precedente articolo) No, non ci siamo. Apprezzo la volontà di chi si sforza a trovare soluzioni alla crisi economica in corso, ma farlo nel contesto dell’€ significa ancora non aver chiaro l’impatto dei cambi reali nelle economie di paesi strutturalmente asimmetrici.

Rispetto quello che dite ma continuate a pensare all’interno degli schemi attuali, Onet è stato progettato per favorire gli scambi di beni e servizi utili alla vita certo che non è facile attivare un nuovo sistema tanto è vero che il sistema è tecnicamente in test dal 2003 e solo ora si stanno allineando le condizioni favorevoli per attuare il progetto sul mondo reale.

Nessuno vuole operare all’interno dell’euro. Per noi l’euro è qualcosa semplicemente diverso. Non possiamo combattere l’euro dobbiamo fare un’altra cosa e arrivare al punto che qualsiasi moneta estera non ci serva per vivere. Dobbiamo convivere con le valute estere perché ci piaccia o no esistono… non c’è differenza tra euro o dollaro se lo rapportiamo all’economia del futuro sono entrambi destinate a morire (almeno per come le conosciamo oggi).

Questa domanda è molto interessante e va approfondita magari anche con un piccolo simposio che possiamo fare nella nostra sala riunioni a Zugliano. Contiene una settantina di posti.

 

D: Luca osserva che: L’istituzione di banche pubbliche (legalmente percorribile ex art. 123 comma 2 TFUE) è dal punto di vista macro-economico di “corto respiro”: rappresenta, infatti, una iniezione di danaro da mettere in circolazione nell’economia reale ma che, nel lungo periodo, stando appunto nell’€, alimenta acquisti dal settore estero e dunque sbilanciamenti delle partite correnti.

L’uscita dall’€ non è un approccio puramente ideologico, ma risponde all’esigenza di riallineare quella competitività dei prezzi che da 15 anni a questa parte è stata sterilizzata nel mondo attuale lo scopo della banca pubblica e’ solo quello di attivare strumenti nuovi elettronici di scambio del valore fuori dai circuiti convenzionali… e censire il risparmio dei cittadini per tutelarlo(le banche oggi usano il risparmio dei cittadini per i loro affari in perenne perdita).

R: Dobbiamo costruire strumenti nuovi con regole diverse e incompatibili con i sistemi monetari attuali… dai a Cesare quel che è di Cesare… le monete sono diventate uno strumento per i  banchieri? Forse servono a loro. A noi comuni mortali non ci servono più dobbiamo muoverci su un piano diverso.

Ne continueremo a parlare presto.

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