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LA LOGICA INSUFFICIENTE DI GALLI DELLA LOGGIA

Ernesto Galli della Loggia impreca(1) contro “la Destra” (anche il M5s è “Destra”?) becera e incolta che vorrebbe ad ogni costo fermare il flusso degli immigranti clandestini.
La denominazione va spiegata. Immigranti quei poveracci lo sono perché intendono rimanere in Italia. O anche andare in un altro Paese europeo, ma certo non intendono tornare a casa loro. Clandestini lo sono perché non entrano passando la frontiera con un passaporto in mano. Né muta la denominazione il fatto che tecnicamente siano naufraghi, perché tali sono non per caso, ma proprio con l’intenzione di immigrare senza passaporto. Le etichette di solito importano poco, ma in questo caso introducono un essenziale elemento di valutazione.
In un vecchio film, Totò, disperato, tentava di suicidarsi buttandosi nel Tevere ma un ricco signore lo salvava, e ne ricavava che Totò gli dicesse, più o meno: “Lei ha voluto che io vivessi. E allora, da ora, risolva i miei problemi. Intanto, mi installo a casa sua”. La pretesa di Totò era giuridicamente infondata, ma ancor meno lo sarebbe stata se egli si fosse buttato in acqua allo scopo di farsi salvare e ospitare per sempre. In quel caso il pubblico certamente non avrebbe riso. Ecco la differenza fra i naufraghi e gli immigranti clandestini. I naufraghi sono tali non intenzionalmente ma per disgrazia. Diversamente si avrebbe una sorta di estorsione fondata sulla pietà, che non può certo funzionare come sistema.
Galli della Loggia chiede: “Che cosa propone di fare Matteo Salvini, ad esempio, quando l’Sos di una zattera di disperati semisommersa dalle onde arriva a un nostro centro radio? Ce lo dica: in concreto non a chiacchiere, che cosa si dovrebbe fare? Lasciarli affogare e chiuderla lì? Magari speronarli per fare prima? E una volta raccolti dove li si porta? «Indietro»: indietro dove? Sulle coste libiche che sono terra di nessuno? per sbarcare sulle quali ci vuole un’operazione militare in piena regola, magari da replicare dieci volte a settimana?”
Questo è un insulso terrorismo verbale che non tiene conto dei fatti. Qui non abbiamo a che fare con naufraghi involontari, abbiamo da fare con un sistema di immigrazione clandestina pianificato da cima a fondo. Se – purtroppo – ci scappano delle vittime, è proprio perché quegli immigranti clandestini devono avere l’aria di naufraghi.
Inoltre i fatti non sono esattamente come Galli della Loggia li descrive. Non è che le nostre capitanerie di porto ricevano degli Sos (Galli della Loggia non sa che l’Sos non si usa più da anni) ci sono fior di navi nostre e di altri Paesi che vanno in cerca di eventuali naufraghi o di barche in difficoltà. Non sempre sono loro che ci chiamano, siamo noi europei che andiamo a cercarli. E chi ci obbliga a farlo? La legge del mare vuole che si salvino i naufraghi (quelli veri) incontrandoli, non andandoli a cercare. E infatti Malta non si disturba molto, in questo campo.
In secondo luogo, lui chiede: “Indietro dove?” Semplice. A chi chiede soccorso, via radio o di presenza, bisognerebbe dire: “Noi vi salviamo, ma non vi portiamo in nessun Paese europeo. Dove volete che vi portiamo? Se no non vi prendiamo su”.
L’editorialista dice che per sbarcarli sulle coste africane ci vuole un’operazione militare in piena regola. E perché no? Non ce la possiamo permettere?
Comunque non è neppure necessaria. Basterebbe trainarsi dietro l’imbarcazione dei falsi naufraghi, se è in grado di galleggiare, e portarla vicino alla riva (o comunque nelle acque territoriali) del Paese da loro stessi indicato. Se invece realmente essa rischiasse di non tenere il mare, ce la si trascinerebbe dietro vuota, imbarcando i naufraghi, per poi invitarli (con le buone o con le cattive) in vista della costa africana, a risalire sul loro guscio di noce, e lasciarli lì. Al limite, se la loro imbarcazione fosse realmente affondata, sarebbe ancora più conveniente gonfiare e mettere in acqua un gommone che le navi potrebbero portarsi dietro apposta. Fra l’altro, tutto questo daffare durerebbe poco. Quando i falsi naufraghi si convincessero che tutta la commedia non conduce in Europa, i tentativi finirebbero. Anche perché quei viaggi sono piuttosto costosi, per gli emigranti.
E c’è una soluzione ancora più semplice: si potrebbero sbarcare i “naufraghi” sull’isola di Lampione, e tenerceli finché non dicono dove vogliono essere riportati.
Eventualmente, per l’asilo politico, gli interessati potrebbero inoltrare la domanda alle nostre sedi diplomatiche e consolari, in Africa. Sono proposte sufficienti, per Galli della Loggia?
Gianni Pardo, pardonuovo@myblog.it
12 agosto 2015
(1)http://www.corriere.it/cultura/15_agosto_12/urla-inutili-migranti-fbed6136-40b1-11e5-a6d2-d8f2ee303642.shtml

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