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La Libia torna a correre: Chevron, Eni e le Major si spartiscono i nuovi blocchi petroliferi
La Libia riapre i rubinetti: assegnate le prime licenze petrolifere dopo 20 anni. Chevron ed Eni guidano la corsa al greggio di alta qualità nel bacino di Sirte e nel Mediterraneo.

La National Oil Corporation (NOC), società petrolifera statale libica, ha annunciato che la Chevron ), importante società statunitense operante nel settore petrolifero e del gas, è tra i vincitori della sua prima gara d’appalto per licenze petrolifere e del gas in quasi vent’anni, segnalando un importante impulso alla ripresa del settore degli idrocarburi nel Paese. Il round di offerte ha anche assegnato i diritti di esplorazione e produzione a diverse società straniere, tra cui l’italiana Eni S.p.A., la spagnola Repsol S.A. , QatarEnergy e la nigeriana Aiteo.
Chevron si è aggiudicata una licenza di esplorazione onshore Sirte S4 (nota anche come Area contrattuale 106), che riflette un rientro strategico nel settore petrolifero libico. Il ritorno di Chevron è in linea con la sua strategia di concentrarsi su esplorazioni ad alto impatto in Africa, dopo la sua uscita nel 2010 a seguito di tentativi infruttuosi.
L’Area 106 onshore nel bacino di Sirte in Libia è una zona di esplorazione attiva e ad alto potenziale che ha recentemente visto un’importante scoperta di petrolio e gas alla fine del 2025 da parte dell’austriaca OMV AG. Situato nel cuore della principale provincia libica ricca di idrocarburi, questo blocco copre circa 7.000 chilometri quadrati ed è considerato un’area chiave per l’obiettivo della Libia di aumentare la produzione a 2 milioni di barili al giorno entro il 2028.
| Azienda / Consorzio | Area Assegnata | Localizzazione | Tipologia |
| Chevron | Area 106 (Sirte S4) | Onshore (entroterra) | Petrolio/Gas |
| Eni & QatarEnergy | Area 01 | Offshore (Cirenaica) | Gas |
| Repsol (con MOL e TPOC) | Area 07 | Offshore | Petrolio/Gas |
| Aiteo (Nigeria) | Area M1 (Murzuq) | Onshore (Sud) | Petrolio |
Eni e QatarEnergy si sono aggiudicate l’Area 01 offshore nella zona della Cirenaica, ricca di gas nel Mediterraneo, rafforzando una partnership strategica nella regione, mentre il Consorzio Repsol, guidato dalla spagnola Repsol (che include la ungherese MOL e la turca TPOC, di proprietà dello Stato), si è aggiudicato l’Area 07 offshore.
Nel frattempo, la nigeriana Aiteo si è aggiudicata la licenza Murzuq M1 nel bacino meridionale, segnando un raro ingresso di un’azienda africana indipendente nel settore upstream del Paese. La Libia possiede oltre 48 miliardi di barili di petrolio, spesso di alta qualità, greggio leggero e dolce, e significative risorse di gas.
Le grandi compagnie petrolifere occidentali stanno tornando in Libia grazie alle enormi riserve di idrocarburi di alta qualità del Paese, le più grandi dell’Africa, insieme al miglioramento della sicurezza dopo il cessate il fuoco del 2020. Spinte dalla necessità di garantire l’approvvigionamento e contrastare l’influenza russa nel Mediterraneo, le grandi compagnie stanno affollando il Paese nel tentativo di rivendicare i propri diritti, nonostante la continua instabilità e la pericolosa rivalità tra i governi.







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