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La Libia riprende la produzione di petrolio. Stop alla crescita dei prezzi

Il generale Khalifa Haftar annuncia su Facebook che la Libia sotto il suo controllo riprenderà la produzione di petrolio, interrotta mesi fa con l’intenzione di strangolare il debole governo di Tripoli: “Alla luce del deterioramento delle condizioni di vita dei cittadini libici, lo stato maggiore delle forze armate dell’Lna ha deciso di riprendere la produzione e l’esportazione di petrolio, rispettando tutte le condizioni e le misure che garantiscono un’equa distribuzione del reddito e che non ci sia un utilizzo per sponsorizzare il terrorismo”. Senza Petrolio anche l’uomo forte di Bengasi si trova in difficoltà ed alla fine ha dovuto piegarsi alle necessità della realtà economica.

Gli effetti sul prezzo sono stati quasi immediati, con il Brent che ha fermata la sua ascesa iniziata nell’estate e che lo aveva portato ben sopra i 43 dollari al barile. per ora la correzione è stata limitata, con n un istante a 42  subito corretto, ma si è assistito ad uno stop nella crescita del petrolio che è il target per il prezzo europeo. Di fronte ad una contrazione prevista della domanda mondiale di 8,4 milioni di barile al giorno non  poteva essere diversamente.

Nel frattempo l’Arabia Saudita mette in guardia i partner OPEC dal “Fare i furbi” e sfondare le quote produttive assegnate senza comunicazioni ufficiali. L’organizzazione sta tagliando 7,7 milioni di barili al giorno di produzione, ma tutto il sistema si basa sul corretto comportamento dei singoli paesi. Precedentemente questi sfondamenti hanno portato a reazioni molto forti , soprattutto da parte della stessa Arabia Saudita che a marzo aveva iniziata una breve , ma devastante , guerra energetica. Gli avvisi sauditi quindi sono da prendere sempre con grande realismo.


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