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La Guerra, ovvero l’alibi per la riforma del catasto e la supertassazione degli immobili?

 

Ora, capisco che nella maggioranza di governo e nella Commissione il moto sia ormai diventato “Armiamoci e partite”, e nella vana attesa di vedere le menti più lucide, come Speranza, arruolarsi come volontario della Legione Ucraina, vorrei amabilmente ricordare che anche in parlamento ci sono un paio di lanciamissili Katiuscia mirati non però sul popolo ucraino, ma direttamente sugli italiani, sotto forma di riforma del Catasto e delega fiscale.

Proprio oggi si sarebbe dovuta discutere, in teoria, la famosa delega fiscale voluta dal Governo Draghi che, al suo interno, conteneva la delega per la revisione del catasto che sarebbe dovuta essere senza costi aggiuntivi… fino al 2026. Quindi una sorta di missile, ma a scoppio ritardato, sotto forma di tassa patrimoniale, e puntato contro le case degli italiani. Per fortuna gli eventi a cavallo del 17 febbraio, con il governo sotto per quattro volte su emendamenti a DL, hanno consigliato un rinvio che dovrebbe portare la discussione a marzo. Sarebbe curioso, ma non troppo, che il governo cogliesse la distrazione, e la scusa, del conflitto a oriente per lanciare la sua arma strategica che, ricordiamolo, si muove in coordinamento con i desiderata di Bruxelles e della Germania. Oltre alla delega fiscale c’è anche la scottante questione del MES che dobbiamo approvare e per il quale si giunge proprio ora alle fasi cruciali, come ci ricorda Liturri. Il MES rinforzato dovrebbe diventare “L’agenzia Europa per il Debito” creata per gestire il nostro default in modo ordinato, per gli altri, e disastroso per noi, con conseguenze che non sarebbero dissimili (a parte ovviamente i morti) dalle distruzioni portate dai russi in Ucraina. Del resto che questa debba assorbire, secondo il governo, il nostro debito per poi strozzarci lo dice perfino Giavazzi. Un altro missile strategico che bisogna disinnescare, non approvare, proprio perché la situazione bellica ha cambiato il quadro generale. Vi immaginate se dopo Caporetto, invece che ordinare armi e munizioni per l’esercito sconfitto, ci fossimo messi a fare la lesina?

Queste sono le due minacce per l’Italia pari alle sanzioni russe. Poi restiamo sempre in attesa che il Ministro Speranza colga il meglio del proprio coraggio e si arruoli per il bene dell’Ucraina. Avremo o un ministro eroe, o un migliore ministro.

 

 


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