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LA GUERRA ALLA FRANCESE: PARTE 1, IL FRONTE INTERNO.

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Oggi presenteremo alcuni articoli sulle misure annunciate da Hollande e sulle mosse della Francia sul fronte interno, su quello esterno e le sue ricadute economiche.

Iniziamo con il fronte interno. In questo settore le misure più forti sono relative alle modifiche costituzionali ed alle privazione della doppia cittadinanza per i terroristi. Inoltre daremo alcune valutazioni circa la situazione politica interna francese.

La costituzione e la giurisprudenza francese prevedo diversi stati emergenziali: l’allerta, lo stato d’emergenza, lo stato d’assedio, la mobilitazione generale e lo stato di guerra. 

Ricordiamo che queste parti della costituzione francese sono state introdotte negli anni cinquanta, essenzialmente sulla spinta dei disordini legati alla rivolta algerina. Quindi i rischi considerati erano o di ampie rivolte popolari interne o di attacchi diretti ed espliciti dall’esterno.

Questo fa si che molte delle previsioni delle legislazioni emergenziali non siano adatti alla situazione di assalti terroristi interni con legami esterni, cioè una situazione spuria che coinvolge sia problemi di ordine pubblico, comunque limitati nel numero di persone coinvolte, sia entità politiche straniere.

L’aggiornamento riguarderà soprattutto lo stato d’emergenza e , probabilmente, vi sarà una sua fusione con lo stato d’assedio.  Lo stato d’emergenza,  “Etat d’Urgence” previsto dall’articolo 16 della costituzione, prevede:

  • la possibilità di istituire coprifuoco e di ,limitare la circolazione delle persone;
  • la possibilità di effettuare perquisizioni di giorno e di notte anche senza autorizzazione dell’autorità giudiziaria;
  • la possibilità dei prefetti di costituire delle “Zone di sicurezza” in cui la residenza o la permanenza siano regolamentati strettamente;
  • la possibilità di vietare gli assembramenti e di limitare l’apertura di bar, locali pubblici, teatri etc;
  • la possibilità di assegnare domicili coatti a persone considerate pericolose;
  • l’introduzione di una giurisdizione militare su certi crimini;

Lo stato d’emergenza viene deciso dal presidente della Repubblica ed annunciato al consiglio dei ministri con decreto. La durata massima è di 30 giorni. Hollande ha annunciato che vuole prolungare il periodo previsto per lo stato d’emergenza sino ad almeno 90 giorni. 

Lo stato d’assedio è ancora più forte, e prevede :

  • il potere passa all’autorità militare, che può stabilire coprifuoco, limitare le libertà personali e di stampa;
  • la giurisdizione militare per i reati contro lo stato o i reati gravi;
  • la possibilità di assegnare domicili coatti ai pregiudicati e di obbligare chiunque a risiedere al proprio domicilio;
  • la possibilità di sequestrare le armi.

Queste previsioni sono contenute nell’articolo 36 della costituzione francese, viene promulgato dal Presidente che ne determina estensione e durata, ma può essere prorogato solo dal parlamento.

Mentre lo stato d’emergenza è uno strumento utilizzato più volte in passato, lo stato d’assedio è rimasto sempre una previsione teorica.

Pare che Hollande desideri modernizzare anche questa previsione , rendendola più adatta alla situazione attuale e quindi spingendo maggiormente sulla possibilità di effettuare controlli delegati alle autorità militari e quindi includendo nei controlli anche i media moderni.

Hollande parla chiaramente di un “Pacte de securitè”, un nuovo patto di sicurezza , in cui questa viene scambiata con  una riduzione, ancorchè temporanea, delle libertà.

A queste misure il Presidente vuole accompagnare anche un rafforzamento delle norme che prevedono la perdita della cittadinanza per i terroristi. Una norma del genere esisteva già , ma la sua applicazione era limitata a:

  • cittadini con doppia cittadinanza – la Francia, per le norme internazionali, non può creare apolidi;
  • escludeva persone nate in Francia;
  • escludeva persone che avessero acquisito la cittadinanza da più di 10 anni.

Questo ha fatto si che questa norma non sia mai stata molto applicata a partire dagli anni ’90, quando è stata creata. Ora Hollande vorrebbe cancellare la seconda e la terza clausola, allargando quindi la potenziale platea dei terroristi che potrebbero essere espulsi…

 

Cosa sta avvenendo dal punto di vista politico in Francia ? Vi è questa idilliaca unità che viene mostrata nelle televisioni, con il Parlamento unito che canta la Marsigliese ?

Dietro una comune volontà di reagire appaiono molti contrasti. La stampa critica il ritardo con cui queste norme sono state studiate ed applicate e soprattutto la giravolta a 360 gradi che Hollande ha dovuto fare sotto la pressione degli eventi. Come scrive bene Sophie Coignard su “Le Point” le stesse riforme costituzionali volute ora furono da lui criticate e respinte nel 2008, e la Russia, a cui non è stata venduta la portaerei “Mistral” dopo gli eventi ucraini del 2013-14, ora viene cercata come alleato. La stessa cancellazione della cittadinanza era stata rigettata dalla maggioranza del suo partito, il Partito Socialista. Nello stesso tempo il parlamento vuole una commissione d’inchiesta per sapere cosa non ha funzionato negli apparati di sicurezza e nei servizi d’informazione.

Nello stesso tempo Hollande cerca di utilizzare politicamente la situazione , rifiutandosi di incontrare Marine Le Pen all’Eliseo nell’ambito di un tentativo di costituzione di un “Blocco nazionale”, mossa che mostra il lato opportunistico del presidente a 15 giorni dalle elezioni regionali che lo vedono in forte difficoltà.

Insomma dietro le parole , comunque contraddittorie con le sue posizioni ed i suoi atti precedenti, non si capisce bene se vi sia una vera volontà di giustizia o solo una posizione opportunistica. L’evoluzione degli eventi ce lo rileveranno presto.

 

 

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