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LA GERMANIA SI RENDE CONTO DELLA FOLLIA DELLA PROPRIA POLITICA ECONOMICA: SARA’ TROPPO TARDI?

 

 

Cari amici,

una interessante intervista a CNBC, tradotta da Vocidallestero.it per l’Italia, Gabriel Felbermayr direttore dell’IFO, il centro studi economico bavarese consigliere del governo di berlino, parla finalmente di “Tossicità del surplus commerciale tedesco”. Le sue parole:

Il surplus sta diventando tossico, e anche in Germania molti ormai sostengono che dobbiamo fare qualcosa al riguardo, allo scopo di abbassarlo. Risulta essere una passività piuttosto che una risorsa.

La Germania ha un surplus commerciale complessivo pari a 300 miliardi nel 2017, di cui 64 verso gli Stati Uniti. La situazione non si semplifica per nulla nel 2018. Ad esempio ad Aprile abbiamo avuto un aumento dell’export tedesco del 9% rispetto allo scorso anno:

Questi squilibri stanno portando ad una guerra commerciale fra gli USA ed il resto del mondo che colpisce la Germania in due modi:

  • in modo diretto, perchè ormai, dopo alluminio ed acciaio, si parla di sanzioni all’export tedesco di automobili con dazi del 25%;
  • in modo indiretto, bloccando o rendendo molto meno conveniente il “Commercio triangolare” delle multinazionali tedesche, che muovono auto ed altri beni dagli USA alla Cina o viceversa a secondo delle diverse catene produttive, classi di prodotto o convenienze, attività che con la guerra commerciale USA – Cina viene a non essere più conveniente.

Finalmente qualcuno a Berlino si rende conto dell’estrema fragilità di un costrutto che si basa solo sull’export e che ha ricadute incredibilmente negative:

  • indebolisce la posizione internazionale di un paese, che viene ad essere vista come predatoria rispetto gli altri paesi;
  • mostra la fragilità di una crescita economica che viene a dipendere dall’estero e dall’inclinazione positiva dei governi importatori;
  • non incentiva investimenti interni in infrastrutture ed educazione, strutture in crisi, perfino in Germania;
  • una struttura che viene a comprimere i redditi interni, quindi basata sull’impoverimento della forza lavoro.

Il problema è che si considera il surplus EXTRA UE, mentre i dati Destatis più recenti indicano come sia in crescita l’export tedesco INTRA UE ed addirittura INTRA EUROZONA.

 

Il tasso di crescita delle esportazioni tedesche intra EMU è molto più alto rispetto a quello extra UE, effetto delle prime politiche restrittive USA e del rallentamento economico mondiale. Questa situazione però impone una domanda: come correggeremo il surplus commerciale tedesco nei confronti dei paesi UE ? 

 

 


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