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La Francia chiude le esportazioni di energia elettrica all’Italia, alla faccia del “Trattato del Quirinale” e della “Solidarietà europea”

 

La Francia ha annunciato che prima calerà, quindi cesserà, gli invii di energia elettrica all’Italia per i prossimi due anni. Il tutto in rottura degli accordi di interscambio fra i due paesi. Di per se non è un problema enorme: attualmente meno del 5% dell’energia utilizzata in Italia proviene dalla Francia che è in crisi perché ha comunque ancora oltre la metà dei suoi reattori nucleari fermi in manutenzione.

Noi paghiamo i nostri errori di programmazione energetica, ma soprattutto quelli francesi, che hanno ridotto all’osso il costo dell’energia sul mercato interno tagliando le risorse per una corretta manutenzione degli impianti, fatto che glieli ha fatti chiudere quasi in contemporanea. Però questo fatto dice moltissimo della politica di Parigi nei confronti dell’Italia:

  • il Trattato del Quirinale in teoria stabiliva una relazione di collaborazione e consultazione fra Italia e Francia. Parigi si è rivelata per quello che è: infida e voltagabbana. Due settimane fa ha stabilito un accordo bilaterale con la Germania per l’interscambio gas-elettricità. Noi non abbiamo la produzione di gas della Francia, perché ci mancano i rigassificatori, o elettrica della Germania, per cui Macron, con nonchalance, ha mandato in soffitta l’accordo con il nostro paese. Chissà cosa ne diranno le Legion d’Onore di casa nostra;
  • recentemente la Francia ha perfino importato energia dall’Italia, per cui il caso non è immediatamente grave. Lo diventerebbe se altri paesi, come la Slovenia, seguisse l’esempio di Parigi;
  • quindi la promessa di EDF di riattivare tutti i reattori nucleari nell’inverno si rivela per quello che è, cioè una mezza balla;
  • alla faccia della “Solidarietà europea” spesso tanto decantata in Italia ogni paese fa per se, ma noi ci troviamo deboli perché i nostri governanti non hanno programmato in passato correttamente la politica energetica in modo da garantire l’autosufficienza.

Questo avvenimento dovrebbe essere una lezione per il prossimo governo: la fiducia è una cosa seria, e quindi dovrebbe essere data solo a controparti affidate. Parigi purtroppo non è fra queste.

 


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