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La Francia accusa la Turchia di intervenire nel Nagorno Karabakh. Nuovi equilibri in Europa?

La Francia si è unita alla controversia sul presunto intervento turco, poiché secondo l’AFP fonti del governo francese stanno ora formalmente accusando ci sono prove del “coinvolgimento militare” turco in Karabakh.

Ciò avviene quasi una settimana dopo che il presidente francese Emmanuel Macron ha rilasciato dichiarazioni che suggerivano il coinvolgimento turco nel trasferimento dei mercenari siriani al teatro di guerra.

“Ora abbiamo informazioni che indicano che i combattenti siriani dei gruppi jihadisti sono (transitati) attraverso Gaziantep (Turchia sudorientale) per raggiungere il teatro delle operazioni del Nagorno-Karabakh”, ha detto Macron ai giornalisti all’arrivo a un vertice dell’UE la scorsa settimana. “È un fatto nuovo molto grave, che cambia la situazione.”

L’ufficio di Macron in seguito ha detto dopo i colloqui con Putin della Russia che “[la Russia] condivideva anche la loro preoccupazione per l’invio di mercenari siriani da parte della Turchia nel Nagorno-Karabakh”, secondo una dichiarazione.

Poco dopo questa dichiarazione In seguito a ciò, il ministero della Difesa dell’Armenia aveva riferito che uno dei suoi aerei da combattimento era stato abbattuto sul territorio armeno dopo essere stato colpito da un jet turco F-16 decollato da Baku. La legittimità dell’accusa non è mai stata sostenuta né dagli europei né da altri osservatori internazionali. La Turchia aveva categoricamente negato che lo scontro  del 29 settembre avesse qualcosa a che fare con un jet turco,

Nel frattempo Stati Uniti, Francia e Russia hanno chiesto congiuntamente un cessate il fuoco immediato e che entrambe le parti siedano al tavolo dei negoziati.

Attualmente, secondo quanto riferito, l’Armenia ha radunato forze di riserva e continua a inviare truppe nazionali in prima linea, dove le forze dell’Azerbaigian continuano a bombardare città nella regione separatista del Nagorno-Karabakh.

La posizione francese è per lo meno particolare. mentre il segretario della NATO Stoltemberg, in modo un po’ ridicolo, viene a chiedere alla Turchia di intervenire per “Stabilizzare la situazione “, quando proprio la Turchia è l’elemento di destabilizzazione. Il fatto che sia la Francia, paese NATO , come  la Turchia, a segnalare il suo ruolo offensivo nella vicenda fra Armenia ed Azerbaigian è indicativo del grado di disfacimento politico della NATO, distrutta da chi doveva esser ne uno dei maggiori attori, la Turchia.

Nello stesso tempo è indicativo che la Francia, che si oppone ad Erdogan nel Mediterraneo orientale a difesa della Grecia, apra colloqui con la Russia per contenere l’espansionismo turco anche nel Caucaso. Si vengono a ricostruire alleanze come quella franco – russa dell’inizio del novecento, anche se magari in forma momentanea per superare il blocco ottomano che sembra voler riportare indietro l’Europa di due secoli. Un’alleanza incompatibile con la NATO stessa, ma anche con una Germania perennemente asservita alla pressione turca ed incapace di distaccarsene.


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