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La fine di “Whatever it takes” condurrà alla prossima recessione. Tempo di sganciarsi

 

L’annuncio della BCE lo scorso giovedì, ha portato alcune novità strategiche. Ad esempio ha messo in chiaro che la politica rilassata monetaria ed i tassi negativi andranno oltre il mandato di Draghi e si estenderanno almeno per i primi sei mesi del 2020. Nello stesso tempo sono venute conferme sul TLTRO, le operazioni di rifinanziamento mirate a fronte di prestiti al dettaglio, una mossa che non sconvolgerà il mercato anche perchè, per aumentare i prestiti, sono necessarie prospettive di crescita che nell’area euro, fra rallentamento della manifattura e spinte verso un’insensata austerità, non ci sono.

Il problema della BCE,  come a suo tempo sottolineato da Ashoka Modi, è la non credibilità delle sue politiche espansive. Se domani Draghi affermasse che il suo successore riuscirà a raggiungere i target inflazionistici non gli crederebbero, non per una questione di personale affidabilità, ma per due semplici fattori:

  • il board è pieno di governatori che non vedono l’ora di porre fine alla politica espansiva, con Jens Weidmann che, in una situazione non positiva per la Germania, parla di “Necessità di non postporre la normalizzazione“;
  • d’altro canto, per motivazioni politiche, ci sono governi che non vedono l’ora di vedere un innalzamento dei tassi anche perchè diversi sistemi pensionistici e creditizi stanno pagando la  crisi.

L’effetto dell’annuncio di Draghi giovedì scorso ha portato ad un rafforzamento dell’euro nei confronti del dollaro, proprio perchè gli annunci non sono sembrati sufficienti nè credibili e , di fronte ad una FED che ha aperto a possibili tagli dei tassi ed a guidare il dollaro al ribasso, non è parsa in grado di controbattere:

Dopo l’annuncio il cambio euro dollaro ha visto un rafforzamento evidenti dell’euro, effetto gradito a Washington, anzi cercato, ma sicuramente sgradito alla Germania. Ecco perchè, come riportato da Reuters, c’è stato un “Ballon d’Essai” sulla possibilità di ribasso dei tassi, lanciato proprio ieri. Le solite “Fonti qualificate” hanno parlato di ulteriore abbassamento dei tassi di interessi nel caso in cui il rallentamento economico non si esaurisse.

Chiaramente si è trattato di un test, la cui la cui credibilità vedremo oggi  ed il cui obiettivo è quello di contenere la crescita dell’Euro , che aveva superato 1,134 nel weekend.  Un test per vedere la credibilità di un annuncio da mettere in atto se l’euro superasse 1,2 sul dollaro, ma la cui applicazione presenta due problemi:

  • siamo già ad un tasso negativo, può il tasso andare ancora più in basso senza mettere il sistema bancario europeo ancora più in crisi?
  • siamo sicuri che , per i motivi detti prima, una politica del genere sia credibile?

Intanto le possibilità di una recessione crescono e , secondo l’indicatore rabobank, il suo scoppio sarà nell’autunno 2020:

Come si presenterà la BCE nel caso che l’evento si avveri? e come si presenteranno le politiche economiche dei paesi europei?


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