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LA DISOCCUPAZIONE E’ TORNATA A SALIRE: IL FALLIMENTO DEL JOBS ACT E DELLE RICETTE €UROPEE (di Giuseppe PALMA)

 

crisi europea

– Nonostante gli incentivi in vigore dal 1° gennaio 2015 in merito alla decontribuzione dei nuovi assunti con contratto a tempo indeterminato;
– Nonostante la maggiore flessibilità in uscita (diciamo pure piena libertà di licenziamento) introdotta col Jobs Act (i cui primi due decreti attuativi sono entrati in vigore il 7 marzo 2015);
– Nonostante il Jobs Act abbia ridotto la tutela obbligatoria (risarcitoria) da 12-24 mensilità previste dalla Legge Fornero alle attuali 4-24 mensilità;
– Nonostante la costituzionalizzazione del vincolo del pareggio di bilancio (aprile 2012);
– Nonostante la sottoscrizione (marzo 2012) e l’autorizzazione alla ratifica (luglio 2012) del Fiscal Compact;
– Nonostante la riforma del codice di procedura civile che ha quasi totalmente informatizzato l’intero processo civile e previsto norme ad hoc per lo smaltimento dei procedimenti in corso;
– Nonostante l’avvio del percorso di revisione costituzionale (riforma della Parte II della Costituzione che miri al superamento del bicameralismo perfetto);
– Nonostante la riforma della legge elettorale (l’Italicum – tanto per intenderci – è una Legge Acerbo 2.0, quindi il premio di maggioranza sarà attribuito, salvo modifiche, alla lista e non alla coalizione);
– Nonostante l’introduzione di sistemi giacobini e anticostituzionali di lotta all’evasione fiscale;
– Nonostante la riforma delle pensioni (Fornero, dicembre 2011) che ha posticipato di parecchio l’età pensionabile degli italiani;
– Nonostante le condizioni generali siano tutte favorevoli: a) il Quantitative Easing di Draghi – annunciato a gennaio di quest’anno – ha avuto inizio già da qualche mese (marzo 2015); b) il prezzo del petrolio non è mai stato così basso dal 2008; c) la BCE ha provveduto continuamente – negli ultimi anni –  a tagliare i tassi; d) il 1° maggio di quest’anno è iniziato l’Expo, una vetrina internazionale che – nelle aspettative del Governo – avrebbe dovuto rappresentare il simbolo della ritrovata crescita economica italiana dopo tre anni consecutivi di recessione

Nonostante tutto quanto sopra premesso
secondo i dati diffusi dall’ISTAT il 31 luglio, LA DISOCCUPAZIONE IN ITALIA E’ TORNATA A SALIRE!

Questi i dati aggiornati al 30 giugno 2015 (Fonte ISTAT), quindi dopo 6 mesi di incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato, circa 4 mesi di Jobs Act e più di 3 mesi di QE:

 

Tasso disoccupazione: 12,7% [+0,2% su base mensile (maggio-giugno 2015), +0,1% su base trimestrale (Gen-Mar 2015/ Apr-Giu 2015) e +0,4% su base annuale (medesimo periodo di riferimento rispetto all’anno precedente)];
Tasso disoccupazione giovanile (15-24 anni): 44,2% (+1,9% su base mensile, +0,8% su base trimestrale e +0,5% su base annuale).

Il dato che maggiormente preoccupa è quello che, nonostante le stiano provando tutte (ma proprio tutte) pur di salvare il crimine dell’Euro, il lavoro non registra mai significativi segnali di ripresa, anzi, visti gli ultimi dati, si è avuto addirittura un peggioramento! Tuttavia, non è un più o meno ZERO VIRGOLA che può mutare la situazione, ormai profondamente drammatica e – nel quadro delle ricette economiche dell’UE – irreversibile!

 

In pratica siamo di fronte a veri e propri bollettini di guerra, anche alla luce del fatto che nel 2011 – quando una concentrazione di “forze sovranazionali” (ben appoggiate dall’interno) attaccarono l’economia e la democrazia del nostro Paese – il tasso di disoccupazione era all’8,4% e quello giovanile poco sotto il 30%. Ciononostante, Monti fu accolto come salvatore della Patria! Misteri insiti nelle capacità comunicative dei giornalai di regime!!!
Dal novembre 2011 in avanti abbiamo avuto tre Presidenti del Consiglio senza alcuna legittimazione democratica (Mario Monti, Enrico Letta e Matteo Renzi) che hanno servilmente (e coscientemente) portato a termine quasi tutti i crimini dettati dall’UE (contenuti nella lettera che la BCE inviò al Governo Berlusconi il 5 agosto 2011), quindi AUSTERITA’ e SVALUTAZIONE DEL LAVORO!
Ho già scritto, in più occasioni, sul CRIMINE DELLA SVALUTAZIONE DEL LAVORO ALLO SCOPO DI SALVARE L’EURO (a tal proposito leggete questi due miei articoli: https://scenarieconomici.it/il-crimine-della-svalutazione-del-lavoro-allo-scopo-di-salvare-leuro-di-giuseppe-palma/ ; https://scenarieconomici.it/jobs-act-il-lavoro-torna-indietro-di-oltre-un-secolo-di-giuseppe-palma/) quindi eviterò di dilungarmi sull’argomento. Non potendo sfruttare la leva della svalutazione monetaria, i 19 Paesi dell’Eurozona – per tornare ad essere competitivi – sono costretti a svalutare il lavoro (riduzione dei salari e contrazione delle tutele contrattuali e di legge). La Legge Fornero prima, e il Jobs Act dopo, vanno proprio in questa direzione, tant’è che il Jobs Act – nella sostanza – ha cancellato del tutto la tutela reale (reintegro del lavoratore illegittimamente licenziato) sia per i licenziamenti per g.m.o. che per quelli per g.m.s. A tal proposito potete leggere quest’altro mio articolo: https://scenarieconomici.it/il-jobs-act-e-i-licenziamenti-la-farsa-del-contratto-a-tempo-indeterminato-di-giuseppe-palma/

E’ dunque ovvio, e non posso sottrarmi dal sottolinearlo, che le ricette economiche dell’UE (che l’Italia osserva come una Colonia subalterna) sono del tutto fallimentari. Il lavoro, lo ripeto per l’ennesima volta, si crea – oltre che attraverso un aumento delle esportazioni – soprattutto con una forte ripresa dei consumi interni (e degli investimenti privati), i quali – in determinate situazioni – possono non bastare per creare piena occupazione e necessitano dell’intervento della spesa governativa, elemento che a Bruxelles vedono come fumo negli occhi tant’è che – col Fiscal Compact – l’apparato eurocratico ha scolpito la parola ZERO alla voce “spesa a deficit”!
Ciò detto, se si continuano a seguire i dettami di questa UE, l’Italia diverrà un cimitero! Ho già ascoltato le parole delle solite zucche vuote del Governo e della maggioranza parlamentare, e le dichiarazioni sono sempre le stesse: “dobbiamo continuare a fare le riforme, dobbiamo combattere con fermezza l’evasione fiscale, dobbiamo velocemente modernizzare il Paese, l’UE e l’Euro sono irreversibili” etc…
Tutte sciocchezze con le quali si lavano la bocca i criminali che ogni giorno uccidono la democrazia e il lavoro, quindi la Costituzione!

Se nè il Quantitative Easing (che ha prodotto una svalutazione dell’Euro sul dollaro di circa il 25%), nè le riforme (e che riforme!), riescono a risolvere il problema del lavoro, cosa potranno più inventarsi questi criminali pur di salvare una moneta unica sbagliata? Sospenderanno la democrazia e reintrodurranno la schiavitù? Non sorprendetevi, tutto è possibile ormai!

 

Questa UE – coi suoi Trattati, con la sua struttura istituzionale, coi suoi interessi e con la sua moneta unica – è la morte dei “principi supremi” sui quali si fonda la nostra Repubblica! Democrazia costituzionale e lavoro da un lato, UE ed Euro dall’altra, sono del tutto incompatibili! Chi ne ha individuato un minimo comune denominatore ha commesso ALTO TRADIMENTO nei confronti dello Stato italiano e della sua Costituzione!

Continuando di questo passo, l’Italia e il suo popolo sono destinati a morte certa! #Sapevatelo

 

Giuseppe PALMA

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