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LA CRISI IRANIANA MOSTRA L’INADEGUATEZZA DELLA MARINA INGLESE. Si ringraziano le politiche di austerità conservatrici. Intanto si parla di esecuzioni di spie

 

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Lo storico ed giornalista Leo McKinstry, analizzando la situazione di stallo attuale della crisi fra Regno Unito ed Iran, ha messo in luce la completa inadeguatezza della posizione attuale britannica in materia.

Riassumiamo rapidamente la situazione: il Regno Unito nella crisi nucleare che oppone USA ed Iran si era mantenuto neutrale, confermando l’accordo nucleare ed addirittura partecipando alla creazione di Instex, sistema di pagamento con l’Iran, insieme a Francia e Germania. Tutto questo però si è rotto quando gli inglesi hanno fermato e sequestrato la petroliera iraniana Grace 1, accusata di portare illegalmente carburante in Siria. Non si trattava di un fatto legato alla crisi nucleare, ma comunque il Regno Unito ha agito come gendarme per conto della EU e della comunità internazionale. La reazione iraniana è stata rapida e non indolore, con il sequestro di una petroliera britannica nel golfo, la Stena Impero. Ed ora siamo allo stallo

Il Regno Unito, il morente governo May, si è incaricato di dato il compito di poliziotto internazionale senza valutare se avesse i mezzi per farlo, e per rispondere ad una eventuale ritorsione persiana. Attualmente solo una fregata, la Montrose, è presente nel Golfo Persico, insufficiente a tutelare tutte gli interessi britannici nell’area. Quella che era la potenza navale mondiale è ridotta ad avere solo 19 fregate e cacciatorpedinieri, risorse stirate al massimo per gestire interessi in tutto il mondo, senza considerare che il Regno Unito è uno stato marittimo. Per fare una comparazione la Marina Militare Italiana ha 16 navi equivalenti, ma interessi concentrati in area mediterranea, non sentiamo la necessità di tutelare la libertà di navigazione nel Mar Cinese Meridionale o nello Stretto di Taiwan, al massimo compiamo azioni anti-pirateria nel Mar Rosso. 

La debolezza britannica ha due cause collegate:

  • i tagli al bilancio voluti dai conservatori, che a furia di tagliare sulla marina si trovano a non averne una;
  • una concezione basata sui “Gruppi di battaglia” in stile americano che ha portato ad investire moltissimo in due portaerei, la Queen Elizabeth e la Prince of Wales, assolutamente inutili in questa situazione oltre che attualmente non dotate di gruppo aereo, in attesa che vengano forniti gli F35 necessari. Pare che la Queen Elizabeth abbia un gruppo aereo dei Marines USA in prestito, per non renderla la più costosa chiatta della storia. 

Insomma il Regno Unito del governo May si è messo in un gioco più grande di se, ed effettivamente diventa molto complesso uscirne. Le sanzioni economiche non possono avere il peso di quelle USA, anzi risultano risibili tanto più che Instex si è rivelato un prodotto puramente teorico. Le frecce all’arco inglese sono poche, se non quelle di unirsi alle posizioni di Trump, che ha trovato un alleato, di malavoglia, senza fare nulla. 

Intanto l’Iran ha annunciato l’impiccagione di un nucleo di 17 spie della CIA, la quale, da l’altro canto , ha negato che vi siano spie in azione in quel paese ora. Comunque l’esecuzione di 17 persone indica quanto il conflitto sia duro, e quanto siano decise le autorità iraniane. Le accuse sono per lo meno dubbie: avrebbero trovato su queste persone i biglietti da visita legati al governo USA

Una spia va in giro con i biglietti da visita del suo governo? Seriamente…

 

Ogni gioco superficiale rischia di tradursi in perdite di vite umane. 

 

 

 


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