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LA CORTE COSTITUZIONALE METTE UNA PEZZA SULL’ITALICUM. PALLA AL PARLAMENTO

Arriva la sentenza della Corte Costituzionale all’esito di una lunga Camera di Consiglio.

Italicum bocciato parzialmente. La Consulta accoglie le eccezioni d’incostituzionalità avanzate nei confronti della legge elettorale voluta da Renzi e mai usata.

Ricordiamo la sua scommessa “questa legge elettorale ce la copierà mezza Europa”.


 

Dichiarati incostituzionali il ballottaggio e capilista bloccati, ma contro ogni previsione viene dichiarata infondata la questione di legittimità sul premio di maggioranza alla soglia del 40% , che resta quindi intatto.

Questo premio di maggioranza è troppo alto, non garantisce la piena indipendenza del potere legislativo dal potere esecutivo, né un’adeguata rappresentatività dell’opposizione.

Restano le pluricandidature ma solo affidando la scelta finale del candidato eletto in più di un collegio a un sorteggio.

Dovremo aspettare febbraio per le motivazioni e sarà interessante conoscere la ratio giuridica che ha condotto a questa pronuncia un po’ disarmonica. La lunga Camera di Consiglio lascia presagire che saranno abbastanza articolate.

La sentenza di ieri consegna una legge elettorale che di fatto diviene un sistema proporzionale, con un premio di maggioranza difficile da raggiungere.

Rimane il problema della non omogeneità nei sistemi elettorali delle maggioranze nelle due camere del Parlamento. L’italicum infatti è entrato in vigore solo per la Camera dei deputati, perché è stata scritta con la presunzione che la riforma costituzionale sarebbe stata approvata con il referendum del 4 dicembre, e i senatori non sarebbero più stati eletti a suffragio universale.

Come è noto, la Consulta avrebbe dovuto esaminare la legge elettorale il 4 ottobre, ma avendo deciso di far slittare la sentenza a una data successiva al referendum costituzionale del 4 dicembre arriva a pronunciarsi solo oggi. La sentenza ha infatti una portata politica notevole, poiché entra nel merito delle questioni sollevate; la materia elettorale era troppo rilevante per lasciare vuoti di tutela. La Corte ammonisce di fatto il Parlamento per avere ignorato la sentenza 1/2014 sul porcellum e proseguito come se nulla fosse accaduto.

La forte attesa su questo appuntamento era motivata dal fatto che la sentenza consegna una legge pronta all´uso, cosiddetta autoapplicativa, che non può mettere d’accordo tutti i partiti ma consentirà certamente di votare.

Tuttavia sarà il Parlamento a confezionare la legge, la sentenza è solo il punto di partenza.

Il bilancio del fu governo Renzi è impietoso. Uniche tre cose fatte – Riforma Madia della Pubblica Amminastrazione, Riforma Costituzionale e Legge elettorale – bocciate sonoramente, due dalla Corte Costituzionale e una dagli italiani. Lo vedo meglio come blogger.

 

Alessandra Barletta

(La Civetta Autoctona)

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