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Spazio

La Cina rincorre Musk: al via la prima “Super Fabbrica” per razzi recuperabili in mare

La Cina sfida SpaceX: via alla costruzione della “super fabbrica” da 5 miliardi per razzi riutilizzabili. Obiettivo: abbattere i costi del 75%.

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La corsa allo spazio non è più una questione di bandiere piantate su suoli polverosi, ma di economia industriale pura. Mentre l’Occidente si divide spesso su regolamentazioni e dibattiti teorici, la Cina continua a macinare cemento e tecnologia. L’ultimo tassello di questa strategia arriva da Hangzhou, dove sono iniziati i lavori per la prima super fabbrica” cinese dedicata ai razzi riutilizzabili con recupero in mare.

L’obiettivo è chiaro: inseguire, e possibilmente agganciare, il gigante americano SpaceX.

Il progetto Space Epoch: numeri da colosso

Il progetto, guidato dalla compagnia privata Space Epoch con base a Pechino, non è un semplice esperimento da laboratorio. Si tratta di un investimento massiccio da 5,2 miliardi di yuan (circa 740 milioni di dollari), avviato ufficialmente il 7 gennaio.

Secondo quanto riportato dal Hangzhou Daily, l’impianto produrrà razzi a combustibile liquido medio-grandi, progettati specificamente per:

  • Essere riutilizzati (la chiave per la sostenibilità economica);
  • Trasportare carichi elevati;
  • Essere recuperati in mare (evitando i rischi di rientro su terraferma in aree popolate).

A regime, la struttura promette di sfornare fino a 25 razzi all’anno. Non siamo ancora ai ritmi frenetici di Elon Musk, ma la direzione è quella giusta.

L’economia dello spazio: il taglio dei costi

L’aspetto più interessante  è l’abbattimento dei costi industriali. Wei Yi, fondatore di Space Epoch, ha usato una metafora efficace: “Un razzo riutilizzabile è come un taxi, i satelliti sono i passeggeri e una costellazione di satelliti è un autobus pieno di turisti”.

Se si deve costruire un taxi nuovo per ogni corsa, il biglietto costerà una fortuna.

Ecco i numeri della sfida cinese:

ParametroRazzi Tradizionali CinesiSoluzione Space Epoch (Acciaio Inox + Metano)
Costo al Kg10.0000 – 12.000 Euro 2.500 Euro cambio attuale
MaterialeLeghe tradizionaliAcciaio Inossidabile (stile Starship)

Il taglio previsto è drastico: un quarto del costo attuale. L’uso della combinazione “acciaio inossidabile + ossigeno liquido e metano” ricorda molto da vicino le scelte ingegneristiche di SpaceX per la sua Starship. Copia? Forse, ma nel mondo industriale conta chi produce a costi minori, non chi arriva primo al brevetto.

Test motori

Un settore in fermento

Questo progetto segna un passaggio fondamentale per l’industria aerospaziale cinese: la transizione dai test isolati alla produzione su scala industriale. Non è solo Space Epoch a muoversi. Dopo il successo del recupero in mare del razzo di test “Yuanxingzhe‑1” lo scorso maggio, altre compagnie private come LandSpace, Space Pioneer e Galactic Energy stanno conducendo test su decollo e atterraggio verticale (VTVL).

Certo, la Cina sta ancora inseguendo. SpaceX opera già dalla sua Starbase in Texas con una maturità tecnologica superiore. Tuttavia, la Cina sta dimostrando di voler trasformare le dimostrazioni tecniche in un sistema ingegneristico e commerciale solido. Non sottovalutiamo la capacità di Pechino di recuperare terreno quando decide di mettere il turbo agli investimenti industriali.

Domande e risposte

La Cina ha già superato la tecnologia di SpaceX con questo impianto?

No, la Cina è in fase di inseguimento. Mentre SpaceX ha già una flotta operativa e collaudata di razzi riutilizzabili e sta testando Starship, la Cina sta ora costruendo le infrastrutture per la produzione di massa. Il divario tecnologico esiste ancora, ma l’avvio di questa “super fabbrica” indica che Pechino sta passando dalla fase sperimentale a quella industriale per colmare il gap velocemente.

Perché è così importante il recupero in mare dei razzi?

Il recupero in mare offre due vantaggi principali: sicurezza ed efficienza. La Cina ha molte basi di lancio nell’entroterra, il che comporta rischi di caduta detriti su aree abitate. Il recupero in mare, unito a lanci costieri, elimina questo problema. Inoltre, permette traiettorie di lancio più efficienti per certi tipi di orbite e consente l’utilizzo di piattaforme mobili, aumentando la flessibilità operativa delle missioni.

Qual è il reale vantaggio economico di questa operazione?

Il vantaggio risiede nel drastico abbattimento del costo per chilogrammo portato in orbita. Passare da 100.000 a 20.000 yuan al chilo rende economicamente sostenibile il lancio di “megacostellazioni” di satelliti (simili a Starlink) per internet e dati. Questo apre il mercato a servizi commerciali privati che prima erano impossibili a causa dei costi proibitivi dei razzi “usa e getta”.

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