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La Cina alza bandiera bianca: si al debito pubblico per salvare la bolla immobiliare

 

Secondo Bloomberg, mercoledì il premier Li Keqiang ha presieduto una riunione del Consiglio di Stato (cioè il gabinetto cinese), esortando i governi locali a continuare la costruzione di progetti di espansione immobiliari anche il prossimo, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale Xinhua. Poiché questi hanno bisogno di soldi per finanziare questi progetti, l’incontro li ha anche invitati a fare un uso migliore dei proventi delle obbligazioni speciali per espandere la domanda interna. Praticamente ha dato il via al debito locale per tenere in piedi la bolla.

La Cina sta ancora una volta riavviando silenziosamente il processo di riutilizzo della leva finanziaria, solo che questa volta invece di prestiti al consumo, obbligazioni societarie o debito ombra (sotto forma di trust), Pechino passa direttamente al’emissione di debito speciale dei governi locali come punto focale della la prossima bolla del debito.

Lo ha confermato la Xinhua, riferendo che “i governi regionali dovrebbero intensificare la preparazione dei progetti, facilitare il lancio di progetti maturi e presentare richieste ragionevoli per quote speciali di obbligazioni il prossimo anno”. E per assistere all’imminente scoppio del debito, “le autorità studieranno la possibilità di concedere alcune quote di emissione di prestiti obbligazionari in anticipo rispetto al prossimo anno, secondo il rapporto, come hanno fatto negli ultimi due anni”.

Gli economisti cinesi  hanno ridotto le loro previsioni di crescita per il quarto trimestre a una mediana di appena il 3,1%, mentre alcuni affermano che il ritmo dell’economia il prossimo anno potrebbe essere più lento dal 1990 (escluso l’impatto della pandemia dell’anno scorso), a partire dal 5% o addirittura meno secondo alcuni scettici. Il vicepremier Li non poteva che chiedere un nuovo stimolo tramite il ebito.

C’è un problema inaspettato nel piano di Pechino: la mancanza di domanda per il debito. Come nota Bloomberg, le vendite di titoli speciali dei governi locali sono state particolarmente lente nei primi dieci mesi di quest’anno, in parte a causa della mancanza di progetti di qualità. In precedenza, il Ministero delle finanze aveva esortato le autorità locali a terminare l’emissione di tutte le obbligazioni entro la quota di quest’anno entro novembre. Purtroppo, il crollo di Evergrande e il mercato immobiliare in generale hanno tolto tutto il fiato alle vele edilizie cinesi nel 2021. Perfino i cinesi hanno meno fiducia nei titoli degli enti locali, anche se la garanzia è pubblica, e non basterà al governo fare finta di nulla per piazzare questi titoli La scelta non potrà essere che fa aumentare i rendimenti, o far comprare i titoli dalle banche pubbliche o dalle aziende statali, rendendole ancora più zavorrate. Il tutto in una prospettiva inflazionistica non proprio positiva.


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