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La Banca Centrale Svedese aumenta i tassi dell’1% (politica?). Quella australiana indica un retrofront

La Sveriges Riksbank ha aumentato il suo tasso di riferimento di ben 100 punti base, portandolo all’1,75% nel settembre del 2022, superando le aspettative di un aumento di 75 punti base, e ha segnalato che il tasso di interesse continuerà a salire per i prossimi sei mesi. La decisione ha fatto seguito a due aumenti consecutivi dei tassi di entità inferiore, decisi per contrastare l’inflazione, attualmente ai massimi da oltre 30 anni, e per sostenere una corona che si avvicina al minimo storico toccato nel 2001. I responsabili politici della Riksbank hanno osservato che la crescita dei prezzi sta minando il potere d’acquisto dei consumatori e delle famiglie e ostacola la capacità di pianificare le finanze. La previsione per il tasso di riferimento di fine anno è stata rivista al rialzo, portandolo vicino al 2,25%. Allo stesso tempo, si prevede che l’inflazione sarà in media dell’8,6% quest’anno e dell’8,5% nel 2023, entrambi rivisti nettamente al rialzo. Secondo le attuali proiezioni, l’inflazione dovrebbe normalizzarsi al livello del 2% entro il 2025.

Questa non è altro che la risposta a un’inflazione che in Svezia sembra difficile da contenere e che spinge ad una reazione che non risolverà la causa dell’inflazione, ma che sicuramente porterà ad un rallentamento del sistema economico nordico. Siamo al 9,8%, cioè il tasso di inflazione più alto dal giugno del 1991, con un balzo dei prezzi dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche del 14%, il più alto dal febbraio 1984 (contro il 13,5% di luglio). Ulteriori pressioni al rialzo sono arrivate anche dal costo degli alloggi e delle utenze (15,1% contro 9,1%) e dai trasporti (9,6% contro 12,4%). Ecco il relativo grafico.

Ovviamente di per se l’innalzamento così forte dei tassi di interesse non risolverà i colli di bottiglia energetici che sono alla base dell’inflazione, ma manderà il sistema economico in recessione e ridurrà i consumi, quindi la domanda dei beni. Può esserci il dubbio che l’aumento abbia anche una base … politica, visto che è probabile con cambio di colore radicale, verso il centrodestra, alla guida della Svezia.

Mentre in Europa si va verso aumenti record dei tassi, qualcuno sta pensando a fare retromarcia: le minute della RBA, la banca centrale australiana, mostrano un possibile ripensamento della politica monetaria. Il Consiglio  ha dichiarato che sta cercando di far scendere l’inflazione nella fascia del 2-3%, mantenendo l’economia in equilibrio. I responsabili politici hanno ribadito che prevedono di aumentare ulteriormente i tassi d’interesse nei prossimi mesi, ma che non si tratta di un percorso prestabilito, poiché l’entità e i tempi saranno guidati dai dati in arrivo. La banca centrale ha ribadito il proprio impegno a fare quanto necessario per garantire il ritorno dei prezzi all’obiettivo, prestando attenzione a qualsiasi segnale di deterioramento della crescita economica globale dovuto alla stretta monetaria in molti Paesi, alla guerra in Ucraina, alle misure anti-COVID e ad altre sfide politiche in Cina.  Questo è un segnale che la marea sta cambiando e che nell’arco di pochi mesi le Banche Centrali più reattive, come quella australiana, potrebbero invertire la corrente.

 

 


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